Covid, variante inglese più infettiva per i bambini: le ipotesi degli esperti britannici

Martino Grassi

23 Dicembre 2020 - 13:09

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Cresce l’apprensione anche per i bambini, secondo gli esperti britannici infatti la nuova variante inglese di coronavirus è in grado di infettare maggiormente i più piccoli.

Covid, variante inglese più infettiva per i bambini: le ipotesi degli esperti britannici

Sale la preoccupazione anche per i bambini nel Regno Unito, sembra infatti che la nuova variante del coronavirus, abbia la capacità di diffondersi più facilmente tra i giovanissimi rispetto alle varianti più comuni che circolano da tempo.

A riferirlo sono proprio gli scienziati che supportano il governo britannico nella gestione della pandemia, secondo i quali, la maggiore trasmissibilità del nuovo ceppo sarebbe superiore fino al 70% rispetto a quello originale. Ancora non c’è la conferma scientifica, ma sembra che questa maggiore capacità di infettare sia dovuta alle mutazioni della proteina Spike, che il virus utilizza per entrare nell’organismo, e che lo hanno reso più abile a legarsi con i recettori ACE-2 delle cellule dell’uomo.

Nuova variante Covid colpisce i bambini

Fin dalla comparsa del coronavirus, ormai un anno fa, è stato evidente, come confermato anche dai dati epidemiologici, che i bambini erano meno esposti al virus, risultando essere asintomatici o paucisintomatici nella maggior parte dei casi; adesso questa convinzione potrebbe cambiare.

Secondo gli esperti infatti i bambini manifestavano forme più lievi di infezione poiché hanno meno recettori ACE-2 rispetto agli adulti, utilizzati dal virus per forzare l’ingresso nell’organismo e dare il via alla replicazione. Tuttavia la nuova variante sembra essere più abile a “forzare” queste porte di ingresso, e dunque potrebbe diffondersi in larga misura anche tra i bambini.

Anche la professoressa Wendy Barclay, membro del Nervtag e docente presso l’Imperial College di Londra, ha sottolineato come il virus potrebbe aver livellato le differenze tra adulti e bambini, dando potenzialmente il via ad un boom di contagi anche tra i più piccoli. I bambini infatti sono meno propensi a rispettare le norme di contenimento e per questo, continua la dottoressa, “ci si aspetterebbe di vedere più bambini infettati”. A fare eco anche il professor Neil Ferguson del Centro MRC per l’analisi delle malattie infettive globali, secondo cui il virus avrebbe una maggiore propensione a infettare i bambini, in grado di “spiegare una percentuale significativa, forse anche la maggioranza, dell’aumento di trasmissione osservato”.

Il problema della riapertura delle scuole

Se dovesse venir confermato che la nuova variante di coronavirus è più trasmissibile, potrebbe essere a rischio anche la riapertura delle scuole il prossimo gennaio, come si auspica che accada il governo britannico.

Tuttavia, le ipotesi degli scienziati britannici non hanno convinto tutti gli esperti, tra cui il virologo tedesco Christian Drosten dell’ospedale universitario Charité di Berlino, secondo il quale per il momento è prematuro affermare che il nuovo ceppo britannico sia più trasmissibile rispetto agli altri. Inoltre, sebbene la variante abbia raggiunto altri Paesi, al momento la situazione sembra essere sotto controllo.

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