Covid: lo studio che smentisce il Governo sulle riaperture

Antonio Cosenza

26 Aprile 2021 - 11:07

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Riaprire ad aprile è un rischio “non ragionato” secondo gli esperti: il CTS parla di “azzardo”, per un modello matematico rischiamo la quarta ondata.

Covid: lo studio che smentisce il Governo sulle riaperture

Con le riaperture il Governo sta correndo un rischio molto alto”: lo dice uno studio realizzato proprio mentre l’Esecutivo si accingeva ad approvare il Decreto riaperture in vigore da oggi, lunedì 26 aprile.

La maggior parte dell’Italia da oggi ritorna ad essere in zona gialla, con la possibilità di sedersi ai tavoli (purché all’esterno) di bar e ristoranti, e di andare al cinema, al teatro o in una sala concerto. Il Governo ritiene di aver fatto il possibile per quanto consentito dalla situazione sanitaria, ma c’è chi crede - vedi ad esempio Salvini - che alcune restrizioni potevano essere cancellate con largo anticipo rispetto a quanto previsto dal calendario delle riaperture.

C’è chi invece crede che riaprendo si stia correndo un rischio troppo alto che potrebbe portare allo scoppio della quarta ondata. Lo dice uno studio realizzato da Stefano Merler, l’uomo dei modelli matematici della Fondazione Bruno Kessler, il quale veniva ascoltato dal Comitato tecnico scientifico mentre il Governo firmava il Decreto riaperture, decidendo di correre quello che a detta di Mario Draghi rappresenta un “rischio ragionato”.

Riaprire “non è un rischio ragionato”: lo dice un modello matematico

Il Comitato tecnico scientifico non è stato ascoltato formalmente da Mario Draghi quando il premier ha deciso di autorizzare le prime riaperture. Perché se fosse stato per gli esperti del CTS, ancora oggi tutta Italia sarebbe in zona arancione in quanto si ritiene che l’allentamento delle restrizioni sia stato troppo prematuro.

Una convinzione che nasce dopo aver ascoltato il parere di Stefano Merler, il quale utilizzando i modelli matematici ha fatto una previsione di quello che potrebbe succedere autorizzando le riaperture già nel mese di aprile. Lo scenario - descritto da Il Fatto Quotidiano - presenta ovviamente tutta l’incertezza dei modelli matematici; va detto, però, che già in passato - sia per la prima ondata che per la terza ondata spinta dalla diffusione della variante inglese - le previsioni di Merler, della Fondazione Bruno Kessler, si sono rivelate esatte.

Nel dettaglio, secondo Merler il Governo ha deciso di correre un rischio molto grande, ben oltre al “rischio ragionato”. Secondo lo studioso, infatti, con un indice Rt a 0,72 (come era il 3 aprile scorso, oggi siamo a 0,81), il margine per le riaperture era di circa 0,28, quindi un terzo di quanto era chiuso.

Il Governo ha deciso di andare ben oltre a questa soglia: una decisione troppo prematura secondo lo studio condotto da Merler, convinto del fatto che le riaperture anticipate ad aprile potranno comportare un aumento dei contagi e dei decessi.

Nel dettaglio, le conseguenze delle riaperture, secondo Merler, potrebbero essere diverse:

  • se l’Rt resta stabile su un valore pari a 1, potrebbe comunque esserci un costante ma alto numero di decessi giornalieri;
  • se l’indice Rt sale a 1,1, l’epidemia potrebbe non essere facilmente controllabile senza prevedere ulteriori restrizioni;
  • se l’indice Rt sale a 1,25, invece, rischiamo la quarta ondata, la quale richiederebbe “misure importanti per evitare un altissimo numero di morti in breve tempo”.

Draghi parla di “rischio ragionato”: gli esperti vogliono vederci chiaro

Interpellati dal Fatto Quotidiano, diversi membri del CTS hanno espresso dei dubbi rispetto alla decisione di riaprire già da oggi, lunedì 26 aprile. Questi la descrivono perlopiù come una “decisione politica”, specificando che questa è “legittima” ma rappresenta comunque “un azzardo” in quanto rischiamo di “dover chiudere di nuovo tra un mese”.

Eppure Draghi ha spiegato di aver deciso sulla base di “evidenze scientifiche”: ed effettivamente ci sono esperti che ritengono che ci siano le condizioni per riaprire.

Ma i più scettici stanno riflettendo sulla possibilità di approfondire: non si esclude, infatti, di chiedere l’accesso agli atti per capire qual è stato il ragionamento fatto. Tra questi c’è Andrea Crisanti, professore di Microbiologia a Padova, il quale ha dichiarato di averne parlato con Massimo Galli (direttore dell’Infettivologia del Sacco), Roberto Battiston e Nino Cartabellotta (della Fondazione Gimbe), e che tutti sono d’accordo sulla richiesta di accesso agli atti. Si vuole far luce sui calcoli fatti dal Governo per decidere cosa riaprire, perché - spiega Crisanti - “rischiamo comunque di tornare a 500 o 600 morti al giorno”.

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