Covid, la previsione sulla terza ondata: a metà marzo 25.000 contagi al giorno

Antonio Cosenza

22 Febbraio 2021 - 09:43

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Covid, contagi in risalita: è l’inizio della terza ondata? Esperti preoccupati per la variante inglese.

Covid, la previsione sulla terza ondata: a metà marzo 25.000 contagi al giorno

Covid: i dati confermano la risalita dei contagi e l’inizio di una terza ondata.

La stagnazione dei nuovi casi a cui abbiamo assistito in conclusione della seconda ondata si è ormai conclusa: un nuovo incremento è cominciato e il timore è che questo possa subire un’accelerata improvvisa a causa delle varianti (specialmente di quella inglese).

E non è un caso che in questi giorni si sia tornati a parlare di misure contenitive con l’ipotesi persino di un lockdown.

A tal proposito, in questi giorni il Comitato Tecnico Scientifico ha ipotizzato l’andamento della curva nel caso in cui non ci dovessero essere misure di contenimento: il risultato è che, a causa della variante inglese, potremmo arrivare a quota 40.000 contagi al giorno nel giro di poche settimane.

Contagi Covid, inizia una nuova curva: cosa preoccupa gli esperti

La simulazione teorica realizzata dal Comitato Tecnico Scientifico descrive uno scenario allarmante che tuttavia non dovrebbe concretizzarsi. Le restrizioni, infatti, ci saranno, e si spera che queste possano contenere la diffusione delle varianti.

Tuttavia, quanto sta succedendo nelle Province dove la variante inglese è sempre più diffusa - vedi quello che sta succedendo a Perugia, Chieti e Pescara - conferma che la variante inglese è molto più contagiosa rispetto a quella originaria.

Questa variante è più contagiosa di circa il 40%: per questo motivo la curva potrebbe tornare a salire molto rapidamente. I campanelli di allarme ci sono: secondo gli esperti, già oggi la variante inglese si stima sia presente in circa la metà dei casi.

L’indice Rt medio nazionale è alla soglia dell’1 (0,99 per l’esattezza) e i dati del fine settimana sono la conferma che ormai siamo all’inizio della terza ondata (a tal proposito i prossimi giorni saranno utili per capire se si è trattato solamente di un’anomalia statistica). Per capire meglio cosa sta succedendo, mettiamo a confronto gli ultimi due fine settimana:

  • tra il 19 e il 21 febbraio sono stati registrati 43.862 nuovi positivi (di cui 15.479 venerdì, 14.931 sabato e 13.452 domenica);
  • tra il 12 e il 14 febbraio sono stati registrati 38.505 nuovi positivi (di cui 13.908 il venerdì, 13.532 il sabato e 11.068 la domenica).

C’è stato, quindi, un incremento di circa 5.000 contagi e il timore è che già la prossima settimana questa differenza possa raddoppiare.

Anche perché gli esperti sono convinti che con questo ritmo di diffusione la variante inglese del Sars-Cov-2 sarà a breve dominante. E in tal caso, sempre secondo le previsioni del CTS, mantenendo le attuali restrizioni si arriverà a metà marzo registrando circa 25.000 casi giornalieri.

Prevedere oggi delle restrizioni non servirebbe comunque ad evitare questo dato: eventuali misure di contenimento, infatti, avrebbero un effetto a medio termine e non immediato.

Contagi in risalita: i giovani i più colpiti

Sono i giovani i più colpiti dal Covid, specialmente nelle scuole: e non è un caso se in questi giorni il Ministero della Salute ha dato indicazione alle Regioni riguardo alla necessità di velocizzare la campagna vaccinazioni per il personale della scuola.

I focolai nelle scuole si moltiplicano: negli ultimi giorni sono state sospese le lezioni presso gli istituti di Carpineto Romano e Colleferro, come pure a Bollate e nel Liceo di Forlì.

Alla risalita dei contagi, per il momento, non corrisponde un’altrettanta crescita dei ricoveri negli ospedali. Gli ospedali, infatti, sono in sofferenza solamente in alcune aree, come in Molise (dove presto sarà allestito un ospedale da campo della Croce Rossa) e in Abruzzo.

Complessivamente, infatti, in sette giorni il numero dei posti letto occupati si è persino ridotto: dai 20.534 di domenica 14 febbraio si è passati ai 19.898 di ieri.

Non per questo, però, bisogna sottovalutare l’impatto della terza ondata sul sistema sanitario. Gli esperti sanno che è ancora presto per fare valutazioni: una cosa però è certa, tra qualche settimana ci troveremo a registrare molti più contagi rispetto ad oggi.

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