Covid, nuovo focolaio in allevamento di visoni: al via l’abbattimento. Ecco dove

Continuano a spaventare gli allevamenti di visone anche in Francia dove sono state ritrovate tracce del coronavirus tra gli animali. Il Governo ha disposto l’abbattimento di circa 1.000 esemplari.

Covid, nuovo focolaio in allevamento di visoni: al via l'abbattimento. Ecco dove

Gli allevamenti di visoni continuano a spaventare, e dopo la Danimarca è la volta della Francia. I ministeri dell’Agricoltura, della Salute e della Transizione Ecologica francesi hanno infatti fatto sapere proprio oggi che in un allevamento di visoni situato a Eure-et-Loir è stato rinvenuta la presenza di coronavirus tra gli animali.

Adesso inizierà l’abbattimento degli animali in forma preventiva, per evitare che la mutazione del ceppo di coronavirus rinvenuto negli animali si diffonda anche tra la popolazione della zona, proprio come accaduto in Danimarca. Altri contagi tra questi animali sono stati registrati anche nei Paesi Bassi, in Svezia e in Grecia.

Francia, coronavirus in un allevamento di visoni

Sale l’allerta anche in Francia dopo il ritrovamento di coronavirus in un allevamento di visoni. Dal Governo arriva la decisione di procedere con l’abbattimento dei circa 1.000 animali presenti nella regione della Centro-Valle della Loira: “Abbiamo ordinato l’abbattimento di tutti i 1.000 animali ancora presenti nell’allevamento e l’eliminazione dei prodotti di questi animali”, hanno indicato i ministeri in una nota.

Nel frattempo sono partiti degli accertamenti anche negli altri tre allevamenti presenti nel Paese, e da alcune indiscrezioni è emerso che in uno di questi non vi è traccia del virus, mentre negli altri due sono ancora in corso le analisi, i cui risultati dovrebbero essere disponibili nei prossimi giorni. Qualora si dovesse rilevare la presenza del virus, il governo potrebbe disporre, anche in questo caso, l’abbattimento di tutti gli animali.

La situazione in Europa

I visoni continuano a spaventare, soprattutto si teme che il ceppo che ha avuto origine in questi animali possa compromettere le ricerche sui vaccini. Anche in Italia era salita l’allerta negli scorsi giorni, tuttavia per il momento i nostri allevamenti sembrano essere sicuri.

La stessa cosa non si può dire per la Danimarca, dove circa un mese fa, la diffusione del coronavirus negli allevamenti aveva spinto il Governo a dare l’ordine di decimare questi esemplari, secondo alcune stime, si pensa che ne siano stati uccisi circa 17 milioni. La decisione di Copenaghen tuttavia non è piaciuta, e le polemiche nate in seguito hanno spinto il ministro dell’Agricoltura, Mogens Jensen, alle dimissioni.

L’export delle pellicce è un settore fiorente per l’economia danese, con un giro d’affari del valore di 840 milioni di euro all’anno. I principali scambi avvengono con l’oriente e coinvolgono circa un migliaio di aziende dislocate in tutto il Paese.

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