Covid nel gelato: scoperti lotti contaminati

Fiammetta Rubini

18 Gennaio 2021 - 13:33

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Anche il gelato positivo al test per il coronavirus in Cina: l’azienda ha richiamato i lotti contaminati e messo in quarantena i dipendenti. Ma per l’esperto si tratta probabilmente di un caso isolato e non c’è motivo di allarmarsi.

Covid nel gelato: scoperti lotti contaminati

Anche il gelato è positivo al Covid-19. È successo nella città di Tianjin, nel nord della Cina, dove le fonti riportano che un lotto da migliaia di confezioni di gelato prodotto dalla Tianjin Daqiaodao sono state richiamate a causa del ritrovamento del coronavirus in tre campioni.

Secondo le indagini preliminari, l’azienda ha prodotto il gelato utilizzando materie prime estere, come il latte in polvere importato dalla Nuova Zelanda e il siero di latte in polvere importato dall’Ucraina. L’agenzia di stampa cinese Xinhua riferisce che più di 1.600 dipendenti di Tianjin Daqiaodao sono stati messi in quarantena e sottoposti a test.

Tracce di Covid in quasi 5000 scatole di gelato

Stando a quanto riportato, la maggior parte dei cartoni del lotto contaminato non erano ancora stati venduti e non ci sono prove che qualcuno abbia contratto il Covid-19 mangiando il gelato.

Le autorità affermano che l’azienda ha prodotto 4.836 scatole di gelato con tracce di Covid, 2.089 delle quali erano rimaste sigillate in deposito. Un totale di 935 scatole di gelato, su 2.747 scatole entrate nel mercato, erano a Tianjin e solo 65 sono state immesse sul mercato. Le autorità si sono messe subito in moto per rintracciare le persone che potrebbero averlo acquistato.

Rischio Covid nel cibo congelato

L’anno scorso tracce di coronavirus vivo sono state trovate sulle confezioni di cibi surgelati in Cina, e in estate il Paese ha sospeso le importazioni di gamberi congelati.

Questi fatti hanno sollevato la preoccupazione nel mondo intero circa la possibilità di contagiarsi attraverso gli alimenti congelati. L’OMS ha voluto chiarire che: “non si deve temere il cibo, l’imballaggio o la consegna”.

Interpellato da Sky News UK, il dottor Stephen Griffin, virologo dell’Università di Leeds, ha detto che il Covid-19 nel gelato non dovrebbe rappresentare un reale motivo di panico. “Penso che sia probabilmente un evento unico” e, continua, “Ovviamente, qualsiasi livello di contaminazione è inaccettabile ed è sempre motivo di preoccupazione, ma forse in questo caso il problema ha avuto a che fare con l’impianto di produzione o di scarsa igiene in fabbrica”.

L’esperto ha anche spiegato che la temperatura molto bassa a cui è conservato il gelato e il fatto che questo contenga grassi potrebbero spiegare come ha fatto il virus a sopravvivere nei campioni di gelato prelevati, ma ha ribadito che la notizia non dovrebbe suscitare un grosso allarme.

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