Covid, mezza Europa vaccinata entro giugno: la previsione

Mario D’Angelo

02/05/2021

03/05/2021 - 00:16

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Secondo il fondatore di BioNTech, il 50-60% della popolazione europea avrà ricevuto il vaccino anti-Covid entro giugno.

Covid, mezza Europa vaccinata entro giugno: la previsione

Più della metà della popolazione europea dovrebbe aver ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid entro i prossimi due mesi. È la previsione del CEO di BioNTech, Ugur Sahin, la cui compagnia ha sviluppato insieme a Pfizer il primo vaccino contro il coronavirus autorizzato all’uso d’emergenza dall’EMA.

Europa, aumenta velocità vaccinazioni

La campagna vaccinale europea è partita con qualche difficoltà, e si trova tuttora molto indietro rispetto a quella di Paesi come Regno Unito, USA e Israele. Ma il blocco adesso è riuscito a carburare e la rapidità delle vaccinazioni è aumentata in maniera consistente.

L’Italia ha finalmente raggiunto quota mezzo milione di somministrazioni al giorno, mentre la Germania viaggia a una velocità doppia.

La differenza fra i vari Paesi è ancora molta, ma la luce in fondo al tunnel sembra ormai visibile.

Mezza Europa vaccinata entro giugno

Sahin, capo della tedesca BioNTech che ha sviluppato uno dei due vaccini a mRNA autorizzati in Europa, prevede che entro la fine di giugno “il 50-60% della popolazione avrà ricevuto il vaccino”. A quel punto, quindi, potrebbero essere implementati significativi allentamenti delle misure anti-Covid.

Pertanto l’UE, secondo il co-fondatore di BioNTech, dovrebbe essere in grado di raggiungere l’immunità di gregge “a luglio, al più tardi ad agosto”.

Citato dall’Associated Press, Sahin ha ricordato alcuni studi condotti in Israele (Paese che ha condotto una campagna quasi esclusivamente con dosi Pfizer). Le ricerche dimostravano come le persone immunizzate raramente si ammalano gravemente e con meno probabilità trasmettono il coronavirus agli altri.

Sahin ha messo in guardia che, in ogni caso, bisognerà mantenere la cautela: i bambini rimarranno fra coloro a rischio perché ancora i vaccini non sono stati approvati per i minori di 16 anni.

Alcune varianti hanno dato prova di essere più pericolose contro i giovani rispetto al ceppo originale del coronavirus. Secondo Sahin a giugno dovrebbe arrivare l’autorizzazione del vaccino anche per la fascia 12-15 anni, ma in ogni caso è improbabile che ci siano abbastanza dosi anche per i più giovani.

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