“Il Covid in Italia non c’è più”. Da Sgarbi a Salvini fino a Bocelli: il fronte degli scontenti

Al Senato è andato in scena il convegno “Covid-19 tra informazione, scienza e diritto”. Presenti oltre a Vittorio Sgarbi e Matteo Salvini, anche Andrea Bocelli, Alberto Zangrillo e Sabino Cassese.

“Il Covid in Italia non c'è più”. Da Sgarbi a Salvini fino a Bocelli: il fronte degli scontenti

Se c’è gente strana, io qui mi trovo benissimo…”. Così Matteo Salvini ha ironizzato durante il suo intervento presso la biblioteca del Senato durante “Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritto”, un convegno organizzato da Vittorio Sgarbi e dal leghista Armando Siri.

Un appuntamento che arriva nel mentre il governo deve decidere sul prolungare o meno lo stato di emergenza, con il premier Giuseppe Conte e il ministro Roberto Speranza favorevoli mentre molto più cauti appaiono anche i partiti stessi della maggioranza.

Non poteva mancare all’appuntamento Alberto Zangrillo, direttore dell’unità di terapia intensiva del San Raffaele di Milano che alcuni giorni fa è sbottato in diretta TV, ribadendo poi come secondo lui il coronavirus in Italia non sarebbe più contagioso.

Musica questa per le orecchie di Vittorio Sgarbi, che per tutto il periodo della quarantena è stato l’unico bastian contrario in Parlamento e voce dei “negazionisti”, tanto da arrivare anche a essere portato via di peso dalla Camera.

Coronavirus: Sgarbi e Salvini al convegno

Se Vittorio Sgarbi negava l’emergenza coronavirus quando l’Italia era il Paese più colpito al mondo, figuriamoci quale possa essere adesso l’opinione del deputato in merito a una possibile proroga dello stato d’emergenza.

Il convegno organizzato al Senato è stato di conseguenza il momento adatto per riunire nello stesso salone politici, scienziati, professori e personaggi del mondo dello spettacolo, tutti in qualche modo accomunati dalla contrarietà a una proroga delle misure speciali.

Quello che serve è un manifesto della verità - ha dichiarato Sgarbi - Le istituzioni devono ascoltare anche la voce di chi dice da settimane che in Italia il Covid non c’è più. Esiste un rapporto ufficiale del governo tedesco che definisce il Covid 19 come falso allarme globale. Da due mesi non c’è un solo morto di coronavirus”.

Per il critico d’arte adesso servirebbe la creazione di un “ comitato scientifico alternativo , ma altrettanto valido per competenze ed esperienze a quello istituzionale del governo”.

Un concetto ripreso anche da Matteo Salvini durante il suo intervento, con l’ex ministro che ha spiegato come “la libertà di pensiero è il primo bene a rischio: c’è un fronte di chi ha un’idea diversa rispetto al mainstream”.

Io mi sono rifiutato di salutare di gomito - ha poi aggiunto il leader della Lega - Se uno mi allunga la mano, mi autodenuncio, gli do la mano. Tanto un processo più, un processo meno... ".

Se per Matteo Salvini “i I bollettini di contagio sono terrorismo mediatico”, per Alberto Zangrillodal 31 maggio il virus è clinicamente inesistente”, mentre il costituzionalista Sabino Cassese ha spiegato che “non si può prorogare lo stato di emergenza fino al 31 ottobre come vorrebbero Conte e Speranza”.

Infine è intervenuto al convegno anche Andrea Bocelli, risultato positivo al coronavirus e poi guarito, confidando di essersi sentito “umiliato e offeso come cittadino quando mi è stato vietato di uscire di casa”, confessando poi “di aver anche in certi casi disobbedito volontariamente a questo divieto perché non mi sembrava giusto né salutare”.

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