Covid, ecco la strategia per mettere fine alla pandemia e fermare i contagi

Martino Grassi

18 Agosto 2021 - 16:31

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Per fermare la pandemia e mettere fine alla diffusione del Covid i vaccini potrebbero non bastare. Ecco qual è la migliore strategia secondo un team di ricerca dell’Università della Georgia.

Covid, ecco la strategia per mettere fine alla pandemia e fermare i contagi

I vaccini potrebbero non essere sufficienti per mettere fine alla pandemia e proprio per questo motivo, secondo un gruppo di ricerca dell’Università della Georgia, negli Stati Uniti è necessario mettere in atto una strategia diversa per fermare i nuovi contagi.

Nonostante la vaccinazione stia procedendo ad un ritmo spedito in diversi Paesi del mondo, ancora non è possibile dormire sonni tranquilli e le misure restrittive, come il distanziamento sociale, l’obbligo di mascherina e l’isolamento dei positivi continuano ad essere indispensabili. Tuttavia secondo un gruppo di ricercatori americani la vera arma per fermare la pandemia è un efficiente tracciamento dei contatti. Vediamo perché.

Covid, ecco la strategia per mettere fine alla pandemia

Secondo un gruppo di ricercatori statunitensi l’arma migliore per fermare la diffusione del Covid è un sistema di tracciamento dei contatti efficace. Gli scienziati hanno infatti messo a confronto tre interventi non farmacologici, ossia distanziamento sociale, tracciamento dei contatti e isolamento dei positivi, ed ha valutato il loro impatto sui contagi. Le informazioni sono state raccolte da più di 1.200 casi sintomatici rilevati tra il 7 e il 22 febbraio nella provincia cinese di Zhejiang permettendo ai ricercatori di valutare il contributo di ciascun intervento singolarmente:

“Abbiamo ipotizzato che le attività di contatto sociale sarebbero gradualmente tornate ai livelli pre-epidemia dopo le riaperture. Pertanto, abbiamo esplorato le potenziali conseguenze man mano che gli effetti del distanziamento sociale svaniscono, condizionando le diverse strategie di intervento”.

Nello specifico i ricercatori hanno potuto osservare che l’ondata nello Zhejiang è stata bloccata grazie all’isolamento dei casi entro 5 giorni e con la conseguente quarantena per il 36,5% dei contatti. Il principale coautore dello studio, Ye Shen, e professore associato di epidemiologia e biostatistica presso l’Università della Georgia ha infatti precisato che “il distanziamento sociale, l’isolamento dei casi e la ricerca dei contatti sono tutti fondamentali per fermare la pandemia e interagiscono tra loro nel senso che se si fallisce in un’area, gli altri sforzi devono essere rafforzati”. L’esperto ha tuttavia fatto notare che nonostante “il tracciamento dei contatti è molto importante nonostante non sempre faccia parte delle principali strategie di contrasto della pandemia”.

L’identificazione dei contatti potrebbe segnare la svolta

I ricercatori hanno anche voluto analizzare gli scenari in cui alcune strategie sono risultate più deboli rispetto alle altre, ad esempio prendendo in considerazione il tempo impiegato dalla autorità per identificare un contatto positivo, notando “che anche con un basso livello di prevalenza dell’infezione nella popolazione, una riapertura graduale delle attività risulta impegnativa senza rafforzare ulteriormente le misure di intervento. In questa situazione, la curva dei contagi è più ripida con un tracciamento meno efficiente”, ha precisato Shen.

L’esperto ha poi concluso affermando che “la lenta identificazione dei positivi e l’isolamento ritardato dei contatti possono facilmente aumentare le dimensioni dell’epidemia di decine di volte”, proprio per questo motivo si dovrebbero “stanziare risorse sufficienti per sostenere tali sforzi, ad esempio, finanziando il tracciamento dei contatti, supportando il lavoro o lo studio da casa per le persone esposte a casi di Covid-19 e, come minimo, incoraggiando tutti a indossare le mascherine nei luoghi pubblici al chiuso”.

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