Covid e inquinamento, confermato legame: nuovo studio svela dettagli

Un nuovo studio condotto in Olanda conferma il legame tra inquinamento atmosferico e diffusione del Covid-19: ecco cosa hanno scoperto gli scienziati.

Covid e inquinamento, confermato legame: nuovo studio svela dettagli

Maggiore è l’inquinamento atmosferico più alto è il numero di contagi e morti per coronavirus: a confermarlo è un nuovo studio condotto in Olanda da un team di ricerca dell’IZA - Institute of Labor Economics.

Diversi studi hanno già suggerito che una cattiva qualità dell’aria può esporre le persone a un rischio maggiore di contrarre il virus e di avere serie complicazioni, ma la nuova ricerca fornisce dettagli più precisi.

Covid e inquinamento: la scoperta in un nuovo studio

La ricerca condotta in Olanda ha dimostrato che l’esposizione a lungo termine a sostanze inquinanti come il cosiddetto PM2.5, il biossido di azoto (NO₂) e il biossido di zolfo (SO₂) possono ridurre la funzione polmonare e causare malattie respiratorie. Questi agenti inquinanti hanno anche dimostrato di causare una risposta infiammatoria persistente anche nelle persone giovani e di aumentare il rischio di infezione da virus respiratori.

Esaminando la relazione tra i casi di coronavirus e l’esposizione all’inquinamento atmosferico nei Paesi Bassi, il team di studiosi ha scoperto che un aumento delle concentrazioni di polveri sottili di 1 µg/m3 era collegato a un aumento fino a 15 casi di Covid-19, 4 ricoveri ospedalieri e 3 decessi.

E non pensate sia un problema confinato a metropoli e megalopoli, anzi! Il rischio si corre proprio nelle aree rurali, dove l’allevamento intensivo di bestiame può essere un fattore cruciale che contribuisce alla maggiore diffusione del virus.

Lo strano caso dell’Olanda

Come spiegato nel paper, in Olanda il virus si è diffuso maggiormente nelle regioni sud-orientali, che sono rurali e meno densamente popolate. La spiegazione fornita dai media olandesi è che in queste zone tra febbraio e marzo vengono organizzate feste di carnevale che attirano migliaia di persone per strada. Anche quest’anno sono state organizzate, il che ha spiegato un picco di contagi in quell’area piuttosto che in altre parti del Paese.

Gli studiosi ritengono invece che sebbene questi eventi di aggregazione abbiano avuto un ruolo nella diffusione dei contagi, è probabile che un altro fattore abbia giocato un ruolo altrettanto cruciale. Qui sono concentrati i più grandi allevamenti di suini e di polli del Paese, e si sa che la produzione zootecnica intensiva produce grandi quantità di Co2. I campioni di aria prelevati nel sud-est dell’Olanda mostrano infatti concentrazioni di particolato ai massimi livelli.

Solo una coincidenza? No, secondo gli studiosi. La relazione trovata tra inquinamento e Covid-19, spiegano, esiste anche dopo aver considerato altri fattori come gli eventi pubblici, l’età, la salute, il reddito, la densità della popolazione e altri.

“Se le concentrazioni di polveri sottili nel comune più inquinato del Paese scendesse al livello di quelli meno inquinati, i modelli suggeriscono che ci sarebbero 82 casi di malattia in meno, 24 ricoveri ospedalieri in meno e 19 morti in meno”, concludono i ricercatori.

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