Il Covid peggiora la burocrazia: 450 nuove norme prodotte in quasi un anno

Laura Pellegrini

25 Gennaio 2021 - 16:29

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Il coronavirus ha fatto esplodere la burocrazia italiana: in quasi un anno sono state approvate 450 leggi tra DPCM, ordinanze, circolari e linee guida per la sicurezza sul lavoro.

Il Covid peggiora la burocrazia: 450 nuove norme prodotte in quasi un anno

La necessità di gestire una situazione emergenziale mai affrontata prima d’ora ha permesso al Governo - e in particolare al Presidente del Consiglio dei Ministri - di emanare decreti con effetti quasi immediati per i cittadini. I numerosi DPCM, ma anche le varie ordinanze, le linee guida per la sicurezza nei luoghi di lavoro e le circolari hanno raggiunto quota 450 in quasi un anno. Un boom di burocrazia portata dal Covid che ha disorientato i cittadini.

Gli italiani, però, erano già abituati: nel nostro Paese, infatti, c’è sempre stata grande propensione all’emanazione delle leggi. E questo è confermato dal fatto che in Italia vi sono 160.000 norme in vigore (71.000 promulgate a livello nazionale e le restanti a livello locale o regionale), in confronto alle 7.000 francesi, 5.500 tedesche e 3.000 circa del Regno Unito.

La Cgia di Mestre, dunque, ha descritto il panorama normativo italiano nel periodo pandemico andando ad analizzare quanti e quali provvedimenti sono stati emanati nell’ultimo anno e da quale istituzione di riferimento.

Covid, boom di burocrazia: oltre 400 provvedimenti in un anno

L’Italia è un Paese che si regge sulle leggi: sono 160.000 i provvedimenti attualmente emanati, 450 dei quali in un solo anno. Il coronavirus ha fatto esplodere la burocrazia italiana e la situazione di emergenza ha fatto emergere nuovi provvedimenti in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro, ai comportamenti da tenere nei luoghi pubblici e privati e alle regole da seguire per combattere la diffusione del coronavirus.

Tra DPCM, ordinanze nazionali e regionali, circolari, linee guida, sono stati emanati in quasi un anno 450 provvedimenti (senza contare le numerose Faq emesse dal Governo).

Il primato lo detiene il Ministero della Salute, che da solo ha emesso 170 testi, seguito dalla Protezione Civile, che ha emesso 86 provvedimenti, e dal Ministero degli Interni con 37 provvedimenti. L’INPS ha emesso 36 testi, il Commissario straordinario per l’emergenza ne ha emessi 35 e l’INAIL 8. Sono stati, invece, 23 i DPCM emanati dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, mentre il Parlamento ha approvato 14 leggi.

Un ventaglio di provvedimenti che il coronavirus ha reso necessari, ma che al tempo stesso hanno creato “non pochi problemi interpretativi - scrive la Cgia di Mestre -, soprattutto ai piccoli imprenditori che si stanno ancora districando tra un groviglio di disposizioni legislative, spesso in contraddizione tra loro e in costante cambiamento, perché in buona parte correlate alla “colorazione” della propria Regione”.

Perché in Italia ci sono tante leggi?

Guardando ai numeri riportati dalla Cgia di Mestre, si nota come in Italia il panorama legislativo sia ben più ampio rispetto al Regno Unito, alla Germania o alla Francia. Ma perché nel nostro Paese esistono molte più leggi?

Per comprendere la situazione occorre ricordare che negli ultimi decenni il quadro normativo italiano si è composto principalmente di decreti legislativi, i quali per entrare in vigore necessitano dell’approvazione di numerosi decreti attuativi. Il tutto va a complicare il quadro burocratico e normativo del nostro Paese.

Per districarsi in un panorama assai complesso occorrerebbe - secondo la Cgia - abrogare le leggi più datate, “evitando così la sovrapposizione legislativa che su molte materie ha generato incomunicabilità, mancanza di trasparenza, incertezza dei tempi ed adempimenti sempre più onerosi, facendo diventare la burocrazia un nemico invisibile e difficilmente superabile”.

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# Legge

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