Covid, come evitare una terza ondata in Italia? Palù: “Tenere duro fino a primavera”

Alessandro Cipolla

15/02/2021

05/07/2021 - 17:29

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Giorgio Palù intervistato dal Corriere ha spiegato cosa si dovrebbe fare in Italia per evitare una terza ondata del Covid: niente distrazioni e riaperture, per tenere così a bada il virus fino a primavera.

Come fare a evitare una terza ondata del Covid in Italia? Le recenti dichiarazioni di Walter Rizzardi sull’eventualità di un nuovo lockdown totale, hanno in qualche modo riacceso i riflettori principali sulla situazione sanitaria nel nostro Paese.

Da quando è scoppiata la crisi di governo, ora terminata con la nascita dell’esegutivo guidato da Mario Draghi, i titoli dei quotidiani sono stati tutti per la situazione politica, tanto che in alcuni giornali sono scomparsi pure i riferimenti al bollettino giornaliero.

Il tutto mentre l’emergenza Covid continua a essere allarmante anche in Italia, con le varianti che stanno mandando in crisi diversi territori. Vista la situazione attuale in altri Paesi europei, molti esperti tra cui anche Andrea Crisanti stanno chiedendo ulteriori misure restrittive.

Ugualmente preoccupato ma meno drastico è invece Giorgio Palù, virologo e numero uno dell’Agenzia italiana del farmaco, che intervistato dal Corriere della Sera ha spiegato cosa si dovrebbe fare secondo lui per per scongiurare l’arrivo di una terza ondata.

Terza ondata Covid, come evitarla in Italia

Da quando è iniziata la pandemia, nella ridda di dichiarazioni rese note ogni giorno da medici, scienziati e professori, le parole di Giorgio Palù sono sempre da tenere bene in considerazioni in virtù anche del suo ruolo di presidente dell’Aifa.

Se terremo a bada il virus nei prossimi due tre mesi, forse usciremo dal raggio della sua minaccia - ha spiegato il virologo al Corriere - Le infezioni respiratorie raggiungono il picco in inverno e in primavera-estate si mitigano”.

Per Palù quindi bisognerebbe “avere fiducia” e rinunciare per qualche altra settimana “ad attenuazioni dei colori e tentazioni di riaperture”, visto che una terza ondata in Italiaancora si può evitare”.

Non è il momento di distrazioni - ha ammonito il numero uno dell’Aifa - Fino a che l’abbassamento dell’Rt non sarà significativo tutti noi siamo chiamati a rispettare le misure di protezione individuale ed evitare gli assembramenti”.

A preoccupare infatti sono soprattutto le varianti a cominciare da quella inglese “la più diffusa in Italia”, tanto da spingere Giorgio Palù a dirsi contrario alle riaperture degli impianti sciistici che “potrebbero costituire un rischio”.

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