Covid Svezia, l’immunità di gregge ha fallito: terapie intensive al collasso

Martino Grassi

10 Dicembre 2020 - 10:44

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In Svezia l’immunità di gregge ha fallito e l’assenza di norme rigide per fronteggiare il coronavirus sta facendo collassare le terapie intensive.

Covid Svezia, l'immunità di gregge ha fallito: terapie intensive al collasso

L’immunità di gregge ha fallito in Svezia e adesso le terapie intensive stanno collassando, ha precisato il direttore sanitario regionale, Bjorn Eriksson. Sebbene il Paese nordeuropeo sia riuscito a contenere la prima ondata di coronavirus senza imporre delle rigide misure restrittive per i suoi cittadini, nell’ultimo mese la situazione si è aggravata drasticamente, spingendo gli esperti a fare un dietrofront.

Anche il primo ministro svedese, Stefan Loefven ha affermato che la situazione è molto grave, ed è necessario correre ai ripari. A partire dagli inizi di novembre si è assistito ad una vera e propria impennata di contagi, viaggiando ad una media di 5.000 contagi al giorno, un numero decisamente alto visto che lo Stato conta appena 10,23 milioni (circa quelli della Lombardia).

Svezia, l’immunità di gregge ha fallito: terapie intensive al collasso

Fino ad ora in Svezia si sono contati circa 304.000 casi e quasi 7.300 decessi dall’inizio della pandemia, tanto che anche tra la popolazione iniziano a sorgere dei dubbi sull’effettiva efficacia delle misure soft adottate dal Governo per fronteggiare le nuove infezioni.

Adesso, secondo gli esperti, si attende il picco previsto per metà dicembre, che già inizia a manifestarsi in modo violento, come dimostrano le cifre delle terapie intensive. A Stoccolma, il 99% dei posti letti in terapia intensiva sono occupati da pazienti Covid e non, nonostante l’aumento delle disponibilità fino a 160 posti.

Tuttavia c’è ancora la possibilità di invertire la tendenza precisa l’epidemiologo Anders Tegnell. Bjorn Eriksson, direttore dei servizi sanitari di Stoccolma ha inoltre precisato: “Possiamo aspettarci un numero notevolmente maggiore di persone che necessiteranno di cure ospedaliere nelle prossime settimane”, ed ha raccomandato alla popolazione di “assembrarsi nei negozi per lo shopping di Natale, nei locali per un bicchiere dopo il lavoro anche se è quello che vogliamo fare. Le conseguenze sono orribili.

Anche il Governo ha capito la necessità di introdurre delle misure più stringenti, e dalla fine di novembre ha imposto regole più ferree. Adesso in Svezia possono incontrarsi massimo 8 persone (prima 50), ad eccezione dei funerali, dove sono ammesse 20 persone, vietata la vendita degli alcolici dalle ore 22. Negozi, bar e ristoranti invece restano aperti come al solito e non vi è l’obbligo della mascherina ad eccezione che negli ospedali.

Le accuse al modello svedese

Il sistema di gestione della Svezia ha fatto storcere il naso a diversi esperti, tra cui al professore David Goldsmith che ha duramente criticato la strategia della Svezia in un articolo pubblicato sul Journal of the Royal Society of Medicine, precisando che l’immunità di gregge ha fallito.

Le autorità della Svezia tuttavia si sono difese dalle accuse spiegando che il loro obiettivo non è mai stato il raggiungimento dell’immunità di gregge, ma hanno preferito affidarsi alla responsabilità e al buon senso dei cittadini, e aggiungendo che in tutta Europa, e non solo, si sta assistendo ad un repentino aumento dei contagi, anche dove sono in vigore misure ferree. Tuttavia attualmente la seconda ondata si sta facendo sentire prepotentemente in tutto il Paese, tanto che il 20% dei tamponi effettuati risulta positivo.

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