Covid, in India la seconda ondata non è mai arrivata: ecco perché

Martino Grassi

26 Febbraio 2021 - 13:38

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In India, nonostante sia uno dei Paesi più colpiti al mondo, la seconda ondata non è mai arrivata. Ecco quali sono le ipotesi avanzate degli esperti sul perché.

Covid, in India la seconda ondata non è mai arrivata: ecco perché

La seconda ondata in Europa continua a macinare numeri che spaventano, aggravata ulteriormente dalle nuove varianti di Covid più trasmissibili. Questo problema tuttavia non sembra crucciare l’India dove, nonostante l’elevato numero di contagi e morti dall’inizio della pandemia, il virus sembra essersi una pausa.

Ed è proprio il caso dell’India che ha stupito gli scienziati e gli esperti di tutto il mondo, che si sono chiesti quali possono essere state le motivazioni che hanno provocato un rallentamento del Covid, senza bisogno di una vaccinazione di massa.

Covid, in India la seconda ondata non è mai arrivata

Durante lo scorso settembre in India erano state registrate oltre 97 mila infezioni al giorno, ma da quel momento il numero dei contagi ha iniziato a scendere senza più risalire, arrivando a una media di solamente 13 mila casi giornalieri in un paese che conta quasi un miliardo e mezzo di cittadini. Numeri, in proporzione, nettamente inferiori a quelli dell’Italia e dell’Europa.

Ma come è stata possibile una tale riduzione dei contagi, se si tiene conto che al momento il vaccino è stato somministrato a meno dell’1% della popolazione? Al momento le ipotesi più plausibili avanzate dagli esperti sono due.

La prima ha tirato in ballo la tanto agognata immunità di gregge, basandosi su un’analisi sierologica condotta su 28.840 persone di Delhi. I risultati della ricerca hanno evidenziato che il 56% dei volontari possedeva gli anticorpi contro il nuovo coronavirus.

Tuttavia la situazione della Capitale indiana non è rappresentativa di tutto il Paese, infatti una ricerca condotta a livello nazionale in 21 Stati dell’India tra dicembre e gennaio ha stimato che solamente il 21,5% dei cittadini abbia gli anticorpi contro il Covid, una cifra molto distante dall 60/70% del totale, indispensabile per il raggiungimento dell’immunità di gregge.

La seconda ipotesi, quella più plausibile, riguarda invece gli aspetti anagrafici della popolazione indiana. In india l’età media dei cittadini è molto bassa, circa la metà della popolazione infatti è composta da persone under 25 e solamente il 6% ha un età superiore ai 65 anni. La malattia dunque potrebbe essersi diffusa principalmente tra i giovani, che in generale hanno sintomi lievi, o addirittura sono asintomatici, e dunque in grado di sfuggire alla conta ufficiale delle nuove infezioni.

Lo sprint sui vaccini in India

Sebbene al momento sembra che la situazione in India stia migliorando, il rischio di una recidiva e di una recrudescenza del virus resta molto alto, e proprio per questo motivo il governo ha deciso di attuare uno sprint sui vaccini in modo da ampliare la platea delle persone immuni.

Lo scorso mercoledì è arrivato il via libera alla somministrazione dei vaccini anche negli ospedali privati, che curano circa i 3 quarti della popolazione e sono molto più efficienti di quelli pubblici. In sostanza agli oltre 10mila punti vaccinali pubblici se ne uniranno altri 20 mila privati, nei quali la dose del vaccino sarà offerta gratuitamente, ma la prestazione medica dovrà essere pagata.

A differenza dell’Europa infatti, in India non mancano i vaccini dal momento che la Serum Institute, l’azienda che produce più vaccini al mondo, produce su licenza quelli di Oxford-AstraZeneca, garantendo una produzione di 50 milioni di dosi al mese e avendone in magazzino decine di milioni.

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