Covid, Governo diviso: chi vuole riaprire e chi no

Antonio Cosenza

23 Febbraio 2021 - 17:11

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Riaprire bar e ristoranti di sera, consentire la ripresa a palestre, piscine e impianti sportivi: il Centrodestra ha le idee chiare su cosa fare, come pure Italia Viva. Ma nel Governo Draghi prevale la linea rigorista.

Covid, Governo diviso: chi vuole riaprire e chi no

Il Governo Draghi è già diviso sul tema delle riaperture. Ma d’altronde con una maggioranza così ampia e disomogenea era ovvio che presto sarebbero arrivati i primi contrasti.

Il motivo di questo primo scontro riguarda la riapertura di alcune attività commerciali e servizi, con il leader della Lega - Matteo Salvini - che nelle ultime ore ha fatto intendere di aver ottenuto una sorta di benestare da parte del Presidente del Consiglio per discutere di come riaprire in sicurezza.

Ad oggi nel Governo sembrano esserci due diverse fazioni: quella di coloro che vorrebbero una riapertura di tutte le attività - laddove possibile - e quella di chi invece preferisce la linea del rigore attenendosi alle indicazioni che arrivano dall’ISS e dal Comitato Tecnico Scientifico.

Governo Draghi diviso sulle riaperture: chi è favorevole

Questa mattina Matteo Salvini ha incontrato Mario Draghi per parlare - secondo quanto dichiarato dal leader della Lega - di riaperture. Secondo quanto spiegato da Salvini, sarebbe stato proprio il Presidente del Consiglio dei Ministri ad organizzare l’incontro, e questo avrebbe espresso il suo parere positivo rispetto all’idea di riaprire alcune attività in quei territori dove la situazione sanitaria lo consente.

A tal proposito, Salvini ha dichiarato:

Noi siamo per la tutela della salute, ma con interventi mirati e in questo c’è sintonia con il presidente Draghi e sono contento. Se c’è un problema in quella provincia, come ad esempio a Brescia, intervieni in provincia di Brescia, non è che fai il lockdown nazionale da Bolzano a Catania.

Nel dettaglio, secondo il leader della Lega sarebbe arrivato il momento di riaprire “palestre, impianti sportivi, oratori e istituti culturali” nel rispetto dei protocolli di sicurezza, garantendo così “salute e distanza”.

Servono “norme di buon senso”: ad esempio, se i ristoranti sono sicuri a pranzo, non c’è motivo per chiuderli di sera. Lo stesso vale per le palestre, luoghi “iper controllati” per i quali dovrebbe arrivare il momento della riapertura.

Dello stesso parere di Matteo Salvini, favorevoli quindi alla riapertura di alcune attività laddove possibile (ad esempio nelle Regioni in fascia gialla), anche il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e quello dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

Ma restando all’interno della maggioranza, tutto il Centrodestra sembra essere in favore di questa linea d’azione. Durante il primo vero Consiglio dei Ministri dell’era Draghi, che si è tenuto ieri, Renato Brunetta (nuovo Ministro della Pubblica Amministrazione, Forza Italia) ha chiesto di valutare interventi mirati sui singoli territori, disaggregando i dati fino a livello Comunale. In questo modo si potrebbe intervenire sulle singole città, evitando blocchi generalizzati.

Oltre al Centrodestra, anche Italia Viva è da sempre favorevole ad una linea meno dura: a tal proposito, durante il Consiglio dei Ministri la Ministra IV, Elena Bonetti, ha fatto pressioni affinché possa essere potenziata la campagna vaccinazioni così da poter “uscire dal tunnel”.

Governo Draghi diviso sulle riaperture: chi è contrario

Meno aperti alla possibilità di una riapertura, vista la situazione attuale, sono il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico, come pure LeU. È proprio il Ministro della Salute, Roberto Speranza (LeU) ad essere il più restio a qualsiasi possibilità di alleggerimento delle restrizioni.

Durante il Consiglio dei Ministri, questo ha chiesto a Mario Draghi di “mantenere la linea del rigore”, riportando i dati raccolti dall’ISS riguardo alla risalita dei contagi e alla diffusione della variante inglese.

Secondo Speranza “non è il momento per pensare alle riaperture”: serve il massimo rigore per evitare che la terza ondata possa mandare al collasso il sistema sanitario. Le misure attuali non si possono allentare; quantomeno vanno conservate.

Cosa ne pensa Mario Draghi?

A questo punto ci chiediamo: da che parte è Mario Draghi? Secondo quanto riportato da Repubblica, il Presidente del Consiglio è d’accordo con Speranza e con gli esperti. Questo ne condivide l’approccio rigoroso e in CdM ha spiegato che “non intende arretrare dalla linea della prudenza” (come tra l’altro richiesto dall’UE).

La situazione andrà monitorata costantemente, e nel frattempo bisognerà “mantenere la guardia alta”.

Per il momento, quindi, ci sentiamo di escludere delle possibili riaperture, anche se molto dipenderà dai prossimi dieci giorni. Ricordiamo, infatti, che entro il 5 marzo il Governo dovrà approvare un nuovo DPCM (o comunque un Decreto Legge) per decidere sul futuro delle attuali restrizioni.

A tal proposito, Matteo Salvini parlando dell’incontro avuto oggi con Mario Draghi ha svelato di come il Premier “abbia voglia di cambiamento”, anticipando una possibile “apertura” rispetto al tema delle riaperture.

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