Covid, in Germania è quarta ondata: perché non è una buona notizia per l’Italia

Luna Luciano

31 Ottobre 2021 - 07:41

condividi

Aumentano i contagi in Germania, in un solo giorno 28mila positivi al Covid-19. Anche in Italia aumentano i casi e si teme una recrudescenza con la quarta ondata che sta colpendo l’Europa.

Covid, in Germania è quarta ondata: perché non è una buona notizia per l'Italia

Un aumento vertiginoso dei casi di Covid piega la Germania. Nella sola giornata di giovedì, 28 ottobre, si sono registrati ben 28mila nuovi casi positivi. Sono questi gli effetti della quarta ondata che da agosto ha colpito il Paese. La Merkel si dice preoccupata per la “noncuranza” di un’importante fetta della popolazione: sono circa due milioni gli over 60 non ancora vaccinati.

Anche l’Italia si prepara a fronteggiare la quarta ondata che sta investendo tutta l’Europa, ma la situazione è ben diversa. Pur registrando un aumento dei casi e dell’ indice di contagio, con l’Rt che sale a 0.96, gli esperti dicono che la situazione è sotto controllo per ora. L’ISS mette in guarda il Governo: c’è il rischio di una recrudescenza anche nel nostro Paese.

Quarta ondata in Germania: aumentano in contagi

Non ha dato i risultati sperati la campagna vaccinale tedesca, organizzata in largo anticipo rispetto ad altri Paesi europei. Solo il 66% della popolazione risulta essere vaccinata contro il Covid e adesso ne paga lo scotto. Un aumento vertiginoso dei casi allarma l’intero Paese e la cancelleria uscente, Angela Merkel, si dice preoccupata per una sacca di resistenza tra gli over 60 non vaccinata, infatti sono due milioni - su tre - gli ultrasessantenni senza una copertura dal Coronavirus. Davanti a simili dati la Merkel non ha potuto non condannare una certa “noncuranza” diffusa nel suo Paese. “L’attuale andamento della pandemia e il numero dei decessi mi preoccupano molto” ha concluso la cancelleria. Una situazione che dovrebbe preoccupare tutto il resto dell’Europa, inclusa l’Italia non immune alla situazione.

La quarta ondata in Germania è iniziata ad agosto, quando si è registrato un’impennata dei casi, raggiungendo il suo picco il 28 ottobre con 28mila nuovi casi, constatando un aumento del 25% in soli sette giorni. Anche i decessi sono aumentati rispetto la scorsa settimana, raggiungendo quota 121. E con il freddo la situazione, secondo gli esperti, non potrà che peggiorare. Le aspettative non sono delle migliori: in una settimana il tasso di ospedalizzazione, salito a 3.3, è aumentato del 40% in area medica e del 15% in terapia intensiva. Secondo l’Associazione degli Ospedali tedeschi in sole due settimane si potrebbe passare da 1.800 pazienti in rianimazione a 3.000.

Per fronteggiare al meglio l’aumento dei contagi la Germania adotta norme simili al modello italiano. Per convincere la popolazione a vaccinarsi, la conferenza Stato-Regioni a Berlino rilancia la campagna che procede a fatica e dall’11 ottobre ha detto addio ai tamponi rapidi gratuiti, come ha fatto anche Francia; per alcuni luoghi al chiuso sarà quindi necessaria la vaccinazione. Inoltre da lunedì i lavoratori non immunizzati in quarantena dovranno rinunciare allo stipendio.

Quarta ondata in Italia: cosa dicono gli esperti

Diversa è invece la situazione dell’Italia, che è tra i paesi con più vaccinati in Europa. Il 75% della popolazione ha infatti completato il ciclo vaccinale, ma si punta a raggiungere il 90% della popolazione vaccinabile. Meglio solo la Spagna con l’80% e il Portogallo con l’84%, la nazione con più immunizzati al mondo. Resta un dato di fatto però che la curva dei contagi italiana ha ripreso a salire, dopo due mesi di numeri in calo. Pur registrando un aumento dell’Rt, che sale a 0,96 appena sotto la soglia epidemica, la situazione è sotto controllo. Nonostante venerdì, 29 ottobre, si siano registrati ben 5.335 nuovi gli esperti si dicono rassicurati dalla situazione negli ospedali.

Infatti dal monitoraggio settimanale presentato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è emerso che il tasso di occupazione nei reparti ordinari è salito al 4,6%, ma restano stabili le terapie intensive al 3,6%. Questo è sicuramente frutto della campagna vaccinale italiana, come ha voluto sottolineare il ministro della Salute, Roberto Speranza, al G20 Finance & Health: l’86,2% della popolazione vaccinabile ha ricevuto almeno una dose.

La campagna vaccinale è lo strumento fondamentale. Dobbiamo aumentare le prime dosi e accelerare sulle terze

.

Queste le parole del Ministro commentando la situazione in Italia. Il suo braccio destro Walter Ricciardi ribadisce che con l’inverno ci sarà sicuramente un aumento dei casi ma grazie alla campagna vaccinale sarà gestibile, soprattutto con la diffusione della terza dose per i più fragili. Paesi come Israele che hanno rimandato il richiamo hanno registrato un’impennata dei casi con la quarta ondata.

Quarta ondata: Germania e Italia a confronto

Una situazione quindi completamente diversa, per campagna vaccinale e per numeri. Sono almeno tre i fattori discriminanti tra i due Paesi:

  • i tamponi gratuiti in Germania, ma non Italia;
  • i risultati della campagna vaccinale, con il 66% della popolazione tedesca vaccinata, contro il 75% immunizzato in Italia;
  • il tasso di ospedalizzazione, che è aumentato in Germania del 15% in terapia intensiva, mentre in Italia rimane stabile.

Pur trovandoci di fronte a due sistemi sanitari ben diversi, con la Germania che ha ben 40mila posti in terapia intensiva contro gli 8.500 in Italia (secondo Agenas), Berlino ha registrato numeri cinque volte superiori a quelli italiani. Eppure l’ISS avvisa: c’è il concreto rischio di recrudescenza anche nel nostro Paese, guardando con preoccupazione la situazione nel Est Europa, invitando la popolazione alla massima cautela.

Iscriviti a Money.it