Covid Europa, di chi è la colpa della seconda ondata: parla l’esperto

Secondo questo esperto di salute pubblica, dobbiamo incolpare i vacanzieri europei per lo scoppio della seconda ondata di Covid che sta devastando l’Europa.

Covid Europa, di chi è la colpa della seconda ondata: parla l'esperto

La seconda ondata di Covid-19 si sta abbattendo così violentemente sull’Europa da indurre alcuni governi, come Francia e Germania, a introdurre nuovi lockdown.

Sembra proprio che il Vecchio Continente, tornato più o meno alla “normalità” in estate, sia il nuovo epicentro del virus e non efficacemente preparato a gestire la nuova terribile ondata. Eppure gli esperti avevano avvertito del fatto che il virus fosse ancora in circolazione e che in autunno la situazione sarebbe peggiorata.

Covid Europa: di chi è la colpa della seconda ondata

“Il movimento di massa dei vacanzieri europei desiderosi di rilassarsi dopo la revoca dei blocchi quest’estate è in gran parte responsabile della seconda ondata di infezioni che stiamo vivendo adesso in Europa”. Ad affermarlo è il prof. Martin McKee in un’intervista rilasciata a Euronews. McKee è un professore di Sanità pubblica europea presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine, co-direttore del Centro per la salute e il cambiamento sociale che collabora con l’OMS, e autore di numerosi articoli e libri scientifici.

Già a maggio due importanti medici tedeschi avevano avvertito che gli spostamenti in massa dei vacanzieri avrebbe potuto provocare una seconda ondata di pandemia.

“Chiunque percorra le autostrade in Francia ad agosto vedrà code di auto di olandesi spostarsi verso sud, quasi come una migrazione di uccelli in Africa”. McKee spiega che l’esodo delle vacanze estive è un fenomeno tutto europeo, che non ha eguali in altre parti del mondo. “Non vedi tutti gli asiatici che si riversano sulle spiagge della Malesia contemporaneamente, ad esempio, così come non vedi tutti gli americani che si trasferiscono in Florida in una volta sola”.

Aperti i confini nazionali, è così accaduto che gli europei abbiano portato il Covid-19 in Paesi che erano stati risparmiati dalla prima ondata, come la Croazia o la Grecia (anche se a giugno il primo ministro Mitsotakis aveva parlato della riapertura ai turisti stranieri come di un rischio calcolato, visto che l’economia greca si regge prevalentemente sul turismo). In altri casi hanno riportato il virus in Paesi che erano riusciti a contenere bene l’epidemia, come Germania e Austria, per il controesodo dall’est Europa, area fortemente colpita già ad agosto.

Anche McKee sostiene la proposta della Commissione europea, ovvero di un approccio comune e unitario nell’adozione di misure di contrasto alla pandemia.

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