In Cina torna l’incubo del Covid: lockdown per 11 milioni di persone

Laura Pellegrini

07/01/2021

07/07/2021 - 17:47

condividi

Covid, in Cina torna la paura. Isolata la città di Shijiazhuang, capitale della provincia di Hebei e confinante con quella di Pechino. I contagi registrati sono i più alti dallo scorso luglio.

Mentre si avvicina la data del Capodanno lunare (previsto per il 12 febbraio), in Cina torna l’incubo del coronavirus. In particolare, le autorità cinesi hanno isolato la città di Shijiazhuang, con 11 milioni di abitanti, capitale della provincia di Hebei e confinante con quella di Pechino (a circa 300 km di distanza).

I contagi registrati in sole 24 ore sono stati oltre 200, il numero più alto dallo scorso luglio considerando positivi con e senza sintomi. Di questi, inoltre, 51 si registrano nella sola provincia dell’Hebei, dove sono stati segnalati anche 69 cittadini positivi ma asintomatici.

Quando ormai si pensava che la Cina avesse evitato la seconda ondata di Covid-19, torna il lockdown in alcune città e torna anche la paura di nuovi picchi di contagi. Intanto resta in piedi la discussione sull’invio di un team di scienziati da parte dell’Oms per indagare sulle origini del coronavirus.

Covid in Cina, torna la paura: nuovo lockdown nell’Hebei

Nel consueto discorso di fine anno, il 31 dicembre 2020, Xi Jinping aveva annunciato la vittoria sul coronavirus in Cina. Ma forse aveva parlato troppo presto.

Nel Paese del Dragone torna la paura dopo la scoperta di oltre 200 nuovi casi di coronavirus - tra malati e asintomatici - nella città di Shijiazhuang, nella provincia dell’Hebei, a circa 300 km da Pechino. Si tratta del focolaio maggiore registrato dallo scorso luglio.

Nella capitale dell’Hebei, quindi, è scattato un nuovo lockdown: sono stati prontamente bloccati i collegamenti ferroviari e stradali all’interno della provincia e con la capitale. Inoltre, in vista del Capodanno lunare, i cittadini sono stati invitati a non spostarsi, mentre a Wuhan si cerca di fare scorta di beni alimentari in vista di una nuova chiusura generalizzata. Questo nuovo focolaio in Cina ha spinto le autorità a scoraggiare i viaggi per Capodanno e a iniziare le vacanze scolastiche con una settimana di anticipo.

Misure altrettanto severe sono state adottate anche nelle città di Shenyang e Dalian, nella provincia di Liaoning, poco più a nord dell’Hebei.

La polemica tra Cina e Oms

Mentre la Cina cerca di arginare la diffusione dei nuovi contagi limitando i contatti interpersonali e bloccando gli spostamenti dei cittadini, nasce una nuova polemica tra il Paese del Dragone e l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’Oms aveva in previsione di inviare una gruppo di scienziati in Cina per indagare sulla diffusione del virus e sulla sua origine già dai primi giorni di gennaio 2021. Questo team, comunque, avrebbe dovuto sottoporsi a una quarantena preventiva di 14 o 21 giorni, ma ancora nulla è stato fatto.

Pechino ha negato di aver impedito l’arrivo degli scienziati, spiegando che sono ancora in corso i negoziati. I ritardi, inoltre, non sono legati soltanto “a una questione di visti”, come ha spiegato un portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino. Si stanno valutando anche la “data” e “l’organizzazione” della visita.

La questione della ricerca dell’origine del virus è incredibilmente complicata. Per garantire che il lavoro del team di esperti internazionali in Cina proceda senza intoppi, dobbiamo eseguire le procedure necessarie e prendere accordi pertinenti”, ha spiegato la portavoce, assicurando che con l’Oms “non ci sono mai stati problemi di cooperazione” e che Pechino “sta facendo del suo meglio per creare buone condizioni affinché il gruppo di esperti internazionali venga in Cina”.

Argomenti

Iscriviti a Money.it