Covid, 815 milioni raccolti dalle donazioni in Italia: come sono stati spesi?

Una inchiesta di Dataroom ha provato a spiegare come sono stati spesi finora gli 815 milioni donati dagli italiani per l’emergenza coronavirus: oltre 71 milioni ancora non sono stati utilizzati, ma in pochi rendicontano.

Covid, 815 milioni raccolti dalle donazioni in Italia: come sono stati spesi?

Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus, in Italia grazie a donazioni di privati cittadini e di aziende sono stati raccolti 814.774.185 euro. Questa è la cifra complessiva secondo una inchiesta fatta da Dataroom di Milena Gabanelli per il Corriere della Sera.

In totale le Regioni finora hanno ricevuto donazioni per quasi 450 milioni, 197 milioni invece sono andati alle Fondazioni private e infine 168 milioni alla Protezioni Civile. Non si tratterebbe comunque soltanto di soldi, ma anche di beni per un valore superiore ai 55 milioni.

Le Regioni maggiormente colpite dalla prima ondata del coronavirus sono quelle che hanno ricevuto più donazioni: in testa c’è infatti la Lombardia con 162 milioni, seguita dall’Emilia Romagna con 84 milioni e dal Veneto con 52 milioni.

Ma come sono stati spesi questi soldi? Parte di questo consistente tesoretto ancora non è stato utilizzato, si tratta di una cifra superiore ai 71 milioni, mentre molte Regioni rendicontano poco o nulla.

Le donazioni degli italiani per il coronavirus

Fin dai primi momenti dell’inizio della emergenza coronavirus in Italia, i cittadini anche questa volta hanno risposto in massa alla richiesta di aiuto economico donando nei conti correnti attivati in favore di Regioni, Protezione Civile o Fondazioni private.

In totale sono stati raccolti quasi 815 milioni, donati soprattutto a quelle Regioni maggiormente colpite dalla pandemia. Stando a quanto ricostruito da Dataroom, soltanto il comune di Milano ha ottenuto 14 milioni come l’intera Sicilia.

In coda a questa sorta di classifica delle donazioni c’è il Molise con 893.000 euro, poco meno della Basilicata dove sono stati raccolti 1,4 milioni e della Valle d’Aosta con 1,68 milioni.

Molti di questi soldi però ancora non sono stati spesi dalle Regioni, basti pensare che soltanto l’Emilia Romagna avrebbe in cassa ancora 35 milioni e che l’Abruzzo non ha toccato nessuno dei 4 milioni incassati.

Come sono stati spesi

Il governo comunque nel decreto Cura Italia ha stabilito che questi soldi devono essere tenuti separato dal bilancio regionale e che devono essere utilizzati esclusivamente in spese legate all’emergenza Covid.

L’elenco dei materiali acquistati - si legge nell’inchiesta del Corriere - è sconfinato: dispositivi di protezione individuale, tute, tende per il pretriage, ventilatori polmonari, saturimetri, strumenti per la terapia intensiva, ambulanze ad alto biocontenimento, termometri, fino ad arrivare all’allestimento di reparti di terapia intensiva ed ospedali da campo”.

Difficile però avere un elenco dettagliato di come sono stati spesi i soldi donati dagli italiani, visto che soltanto la Lombardia, l’Emilia Romagna e la provincia di autonoma di Trento, rendicontano in maniera esaustiva le loro spese.

Meglio va invece con la Protezione Civile, che nel suo sito rende noto che i 168 milioni ricevuti sono stati in parte utilizzati per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (128 milioni) e per le spese di trasporto (4,9 milioni).

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