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di Glauco Maggi

Covid-19: Trump ha creato i vaccini e Fauci dà la sua benedizione

Glauco Maggi

23 novembre 2020

Covid-19: Trump ha creato i vaccini e Fauci dà la sua benedizione

Date a Trump quello che è di Trump: i vaccini a tempo di record appartengono alla sua amministrazione

New York. Il paradosso della presidenza Trump? Si è conclusa dopo il primo mandato perché il leader repubblicano è stato sconfitto il 3 novembre a causa della percezione negativa della maggioranza degli americani per come ha gestito la crisi del coronavirus. Però, nei due mesi e mezzo successivi, cioè fino alla inaugurazione di Joe Biden il 20 gennaio, gli stessi americani, tutti, hanno goduto di una notizia positiva dietro l’altra a proposito dei vaccini. Ce ne sono ora già due in dirittura d’arrivo, delle ditte USA Pfizer e Moderna, e quando saranno messi in distribuzione sanciranno un successo dell’uscente amministrazione federale che non potrà essere sminuito. Sia che la prima fiala venga somministrata appena prima che Donald Trump avrà fisicamente lasciato la Casa Bianca, oppure appena dopo.

Il partito Democratico aveva fatto la campagna contro gli sforzi del presidente di mobilitare le imprese farmaceutiche per produrre risultati clinici efficaci e celeri, anche con investimenti di forti fondi federali (per Moderna), e per accelerare il processo delle autorizzazioni burocratiche nel settore sanitario (per Pfizer, Moderna e Regeneron), sull’onda dell’approccio anti-regolamentazioni che tanto bene aveva fatto a tutte le imprese industriali durante il triennio boom dell’economia USA.

Ovvio che Trump ha agito con il doppio obiettivo di offrire il prima possibile le cure al popolo americano e, contemporaneamente, di ottenere i voti per la riconferma. Altrettanto ovvio, ma più cinico e meno nobile, è stato il discredito della campagna dei Democratici versato costantemente sull’operato di Trump e della sua squadra: per Biden, il fallimento del governo nel rispondere efficacemente e in tempi stretti alla pandemia, traguardo oggettivamente impossibile, era la chiave per la sua vittoria.

Ogni notizia negativa - dai numeri dei contagi ai morti - è stata salutata dai media liberal con malcelata soddisfazione, anzi con trepidazione. Il New York Times ha pubblicato la copertina-necrologio con i nomi dei primi 100mila morti di Covid-19 qualche giorno prima che fossero tali. E la rivista Time si è presa poi la rivincita bruciando tutti con lo “scoop” dei 200mila, dedicando la cover story al traguardo funereo una settimana o due prima del tempo.

Anthony Fauci e la sua battaglia contro il virus

Dallo scoppio della crisi c’è stato un personaggio a simboleggiare la battaglia contro il virus, e la guerra tra le due campagne: l’epidemiologo italo-americano di fama mondiale Anthony Fauci. Messo da Trump fin dall’inizio nella task force della Casa Bianca, diretta prima dal ministro della Salute Alex Azar e poi dal vicepresidente Mike Pence, Fauci ha ispirato nei primi mesi le linee guida ufficiali anti-coronavirus, avallando tra l’altro la decisione di Trump di chiudere i voli dalla Cina il 31 gennaio, e suggerendo al pubblico, di concerto con il Surgeon General (il rappresentante sanitario di grado più alto nel governo) di non usare le mascherine. Successivamente Fauci ha raccontato che quell’appello puntava a scongiurare un accaparramento di massa delle protezioni “naso-bocca” destinate agli ospedali, ma l’episodio mostra su quale viscido terreno operativo si muovessero le autorità nel primo periodo di esplosione dei contagi.

Trump e Fauci hanno lavorato in sostanziale sintonia durante il primo lockdown, fino a quando il presidente ha iniziato a spingere per la riapertura dei business, delle chiese e delle scuole, dando vita al “partito della ripresa” che si è trovato in feroce contrasto con il “partito della chiusura”. Nel regime di massima clausura i Democratici vedevano una win win situation, una situazione di doppia vittoria. Bloccando rigidamente le attività degli imprenditori piccoli (bar, ristoranti, palestre, eccetera) si rendeva più pesante la recessione e si feriva Trump nel suo punto di forza, i successi economici, occupazionali, borsistici del triennio d’oro finito con il Covid-19.

Dall’altra parte, propugnando estrema prudenza, i DEM si ergevano a difensori della vita per quella parte della popolazione privilegiata, garantita dal reddito intatto (oltre ai pensionati “a rischio”, i maestri, gli statali, i dipendenti di banche, di grandi corporation, dell’high tech, tutti al riparo dello smart working) e che poteva permettersi di proteggere senza sacrifici la propria paura. Quando tra il presidente, brusco e maldestro nella gestione dei rapporti con tanti suoi collaboratori, e Fauci, diventato l’eroe popolare sul Covid essendo l’immagine della scienza, il feeling si è raffreddato fino a sfiorare la più autolesionista (per Trump) delle rotture, i Democratici hanno adottato l’epidemiologo come uomo della provvidenza. Biden ha persino detto che se Fauci fosse stato cacciato da Trump, lui lo avrebbe promosso zar del Covid-19 appena entrato in carica.

Chi è Anthony Fauci?

Fauci, 79 anni, veterano di sei presidenti, può permettersi però di essere quello che è sempre stato: un esperto dei virus, dei vaccini e della scienza delle epidemie. L’esperienza, e la fama mondiale conquistata sul campo, ne hanno fatto un tipo indipendente, e sgamato. E’ stato assai scomodo per Trump, come lo è stato per il consigliere economico della Casa Bianca Peter Navarro, e per il senatore libertario del GOP Rand Paul, con i quali ha avuto accese discussioni sui modi e sui tempi dell’apertura delle attività economiche e delle scuole.

Fauci sa che la sua autorevolezza personale non resisterebbe un minuto se venisse percepito come uomo di parte, anzi di partito. Ora che i Democratici hanno vinto la presidenza, sono evidenti le loro manovre nel cercare di impedire che i progressi dei vaccini siano vissuti come una cosa vera, buona, giusta. Oggettivamente, visti i tempi, trumpiana. Ecco quindi la campagna per screditare la qualità e l’efficacia dei vaccini, accusando l’amministrazione di aver tagliato i tempi delle autorizzazioni per un fine politico e in spregio alla salute pubblica, in altre parole di aver minato le basi scientifiche della ricerca, dei test, e dei risultati. Tutto ciò perché neppure a futura memoria si possa riconoscere a Trump quello che è di Trump: i vaccini a tempo di record. Ma Fauci non ci sta, e difende il presidente uscente pur senza nominarlo. Sentite le sue dichiarazioni di qualche giorno fa, indirizzate al popolo americano ma anche a colui che sarà il suo settimo presidente, Biden, e al coro dei Democratici neo-negazionisti antivax.

«Dobbiamo respingere l’idea che il procedimento (per i vaccini) sia stato affrettato in un modo non appropriato. Questo iter è davvero solido», ha detto Fauci a proposito delle scoperte di Pfizer e Moderna, che hanno raggiunto quasi il 95% di efficacia negli studi clinici di fase 3. Fauci ha aggiunto di aver avvertito «un certo scetticismo» sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino in arrivo data la rapidità del suo sviluppo. “La velocità del processo non ha compromesso affatto né la sicurezza né l’integrità scientifica", ha puntualizzato l’esperto. «È stata la conseguenza degli straordinari progressi scientifici in questi tipi di vaccini che ci hanno permesso di fare in mesi cose che prima, in realtà, richiedevano anni

Quindi voglio davvero eliminare la preoccupazione che la gente ha su questo aspetto”. E ha spiegato: “A esaminare i dati dei test e a ritenerli validi è un corpo indipendente di persone che non devono rispondere a nessuno, non all’amministrazione, non al sottoscritto, non alle aziende”. Ha fatto anche una previsione, Fauci: i soggetti nei gruppi ad alta priorità potrebbero aspettarsi di iniziare a vaccinarsi “entro la fine di dicembre”. Cioè venti giorni prima del giuramento di Biden, che sarà il presidente-distributore dei vaccini di Trump.

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Glauco Maggi

Giornalista dal 1978, vive a New York dal 2000 ed è l'occhio e la penna italiana in fatto di politica, finanza ed economia americana per varie testate nazionali