Cosa sono i mutui subprime: significato e motivi della crisi del 2008

A partire dalla fine del 2006, il comparto statunitense dei mutui subprime è entrato definitivamente in crisi cagionando una catastrofe ed un’ondata di fallimenti delle principali agenzie creditizie: ecco quali sono i motivi della crisi del 2008.

Dopo una fase di ascesa vertiginosa dei mutui subprime, a partire dal mese di giugno 2006, le principali di agenzie di credito americane sono state costrette a chiedere il fallimento e la bancarotta.

Il default ed il fallimento delle principali protagoniste del credito, tra cui la New Century Financial Corporation, ha provocato il collasso dei prezzi delle loro azioni, con effetti diretti e minatori sul settore degli immobili ad uso abitativo e sull’intera economia statunitense.

Un incipit di crisi dei mutui subprime che si è diffusa dal mercato americano fino al Vecchio continente per poi interessare tutto il globo verso la fine del 2007 ed inizi anno 2008.

Questa guida si propone di approfondire cosa sono i mutui subprime, qual è il suo significato e quali sono i motivi della crisi del 2008.

Crisi Mutui subprime: cosa sono e significato

Il biennio 2007-2008 sarà ricordato nella storia monetaria e delle crisi finanziarie come il “biennio horribilis”: a partire da luglio 2007 (anche se i primi sintomi premonitori affondano le radici alla fine del 2006) il mercato americano dei mutui ad alto rischio (i c.d mutui subprime) è stato scosso dagli effetti che l’ondata di fallimenti delle principali agenzie del credito ha cagionato sui mercati finanziari e borsistici di tutto il mondo.

Si pensi che in soli quattro giorni (tra la fine luglio e gli inizi agosto 2007) gli indici delle principali borse azionarie mondiali hanno raggiunto i livelli alla fine del XX secolo e gli indici azionari in Europa i minimi storici dell’ultimo quinquennio.

Molti analisti finanziari l’hanno definita come una “crisi di fiducia”, la crisi dei mutui subprime ha avuto gravi e dannose conseguenze sull’economia mondiale, in particolar modo sul sistema economico e finanziario del mondo occidentale, innescando la grande recessione.

La sua denominazione prende il nome proprio dai mutui cosiddetti subprime ovvero quei prestiti ad alto profilo di rischio finanziario erogati da parte di banche e finanziarie in favore della clientela a forte rischio di default.

Una definizione certosina che è opportuno richiamare per capire meglio cosa sono e quale sia il significato di mutui subprime è quella fornita dal Dipartimento del Tesoro Americano: «i debitori subprime hanno tipicamente una storia creditizia che include insolvenze, o addirittura problemi più gravi, come avvisi di garanzia, pignoramenti, e bancarotta. Tipicamente hanno anche una bassa capacità di rimborso, così come essa viene misurata dai punteggi di credito e dal rapporto debiti/reddito, o da altri criteri che riescono a supplire un profilo di credito incompleto».

Molti analisti finanziari sono intervenuti e hanno dibattuto come il mercato dei subprime sia da considerarsi un fenomeno di eccessiva speculazione finanziaria.
Ciò significa che erogare un mutuo subprime rappresenta un investimento altamente rischioso: i prestatori (banche e finanziarie) applicano un più elevato tasso di interesse rispetto a quello applicato ad un prestito concesso ad un debitore solido e con un profilo di rischiosità medio/basso.

In tale modo l’industria del credito subprime garantisce un diritto ed un accesso universale al credito anche a consumatori creditizi ad alto profilo di rischiosità che altrimenti rimarrebbero “fuori”.

Lo stesso prefisso «sub», fa riferimento alle condizioni meno ottimali del prime mortgage, stante il maggior grado di rischiosità dell’obbligazione.

Condivisibile, a nostro avviso, è il punto di vista di Alan Greenspan, ex Presidente della Federal Reserve, secondo il quale è stata l’eccessiva cartolarizzazione dei mutui subprime statunitensi a causare quella che è l’attuale crisi di solvibilità del comparto bancario.

La crisi dei mutui subprime è la vera causa che ha “gettato” l’intero modello economico del capitalismo occidentale in una recessione economica senza precedenti, le cui conseguenze le stiamo pagando ancora attualmente.

Motivi della crisi del 2008

Come già anticipato i primi segnali della terribile crisi economica iniziano verso il mese di giugno del 2006, quando la bolla immobiliare statunitense si “sgonfia” e diversi sottoscrittori dei c.d. mutui subprime non riescono più ad adempiere i debiti a causa dell’incremento vertiginoso dei tassi di interesse.

La crisi dei subprime comincia ad intensificarsi e a concretizzarsi dal mese di febbraio 2007 fino alla fine anno 2008 quando falliscono e dichiarano bancarotta le banche d’affari più note.

Lehman Brothers nel mese di settembre 2008 dichiara la bancarotta, stesse sorti tocca a Goldman Sachs e Morgan Stanley. Tutti gli indici dei vari comparti sui mercati borsistici mondiali si flettono in maniera consistente e giungono in pochi giorni agli stessi livelli della fine del XX secolo.

Il calo drastico dei titoli azionari di tutti i settori deriva proprio dal ruolo rilevante che da sempre il sistema creditizio ha nei confronti dell’intera economia.
Non a caso, sui mercati borsistici principali, come il FTSE-MIB, i titoli bancari sono quelli più scambiati quotidianamente e un loro drastico calo impatta enormemente sull’indice complessivo di Borsa.

Il calo vertiginoso sulle borse mondiali porta le Banche centrali di tutto il mondo a reagire in un primo momento con interventi di aiuto a sostegno della liquidità e, successivamente, abbassano notevolmente il costo del denaro.

Ciò evita il fenomeno della «corsa agli sportelli» e l’intervento della BCE si fa sempre più “pesante” tant’è vero che si è scongiura il rischio di iperinflazione, a causa dell’eccessiva quantità di moneta immessa in circolazione.

I prestiti concessi dalla BCE, all’indomani della crisi dei mutui subprime, consente all’intero sistema creditizio di beneficiare di un tasso d’interesse inferiore rispetto a quello applicato dalle tradizionali banche e permette di ridurre la pressione sul credito e sul costo del denaro.

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