Cosa farà la BCE con il PEPP? Nodo legalità sull’estensione

Il programma straordinario di acquisto dei titoli della BCE è al centro del dibattito a Francoforte. Spuntano problemi legali: qual è davvero il piano sul PEPP?

Cosa farà la BCE con il PEPP? Nodo legalità sull'estensione

BCE: cosa si deciderà sullo strumento straordinario di acquisto dei titoli?

Un quesito sempre più attuale nei pressi di Francoforte, che interessa molto gli Stati dell’Eurozona, visto che la piena ripresa dalla crisi per il coronavirus appare ancora incerta.

Il programma eccezionale PEPP, messo in campo dalla banca centrale a marzo, ha dato i suoi frutti. Proprio per questo ora si sta accendendo il dibattito sull’opportunità di una sua estensione.

Dopo le indiscrezioni di qualche giorno fa sulla possibile revisione del piano di acquisto dei titoli, ora sono venuti alla luce aspetti legali di non poco conto. Di cosa si tratta? E, soprattutto, cosa ha intenzione di fare, davvero, la BCE con il PEPP?

BCE e piano PEPP: spuntano problemi legali

Gli ultimi aggiornamenti sul piano di acquisto dei titoli attivato dalla BCE in ia eccezionale sono arrivati da una voce illustre a Francoforte: Yves Mersch, membro del Comitato esecutivo.

Queste le sue parole nel corso di una intervista a Bloomberg:

“La Banca Centrale Europea rischia problemi legali se cerca di estendere i poteri di emergenza del suo piano di acquisto di obbligazioni [PEPP] al suo altro programma di acquisto di asset.”

La misura presa di mira ha un valore di 1.350 miliardi di euro, in base alle ultime decisioni dell’istituto europeo. L’analisi di Mersch al riguardo, è stata chiara: lo strumento è stato creato appositamente per la crisi senza precedenti dell’epidemia ed è collegato alla valutazione del Consiglio direttivo proprio sull’evoluzione del coronavirus.

Tradotto: il piano PEPP difficilmente può essere ampliato al di fuori di questa cornice, coinvolgendo anche il programma tradizionale di acquisto dei titoli.

Il riferimento del responsabile dei servizi legali alla BCE è alle indiscrezioni svelate pochi giorni fa dal Financial Times, secondo le quali è stata avviata una discussione sulla revisione della misura di emergenza e alcuni membri del Consiglio direttivo vogliono estendere la flessibilità del PEPP al vecchio programma di acquisto titoli.

Uno scenario problematico agli occhi di Mersch, che minaccia la legalità dell’operazione: “Non possiamo dire che la pandemia sia finita, ma continuiamo con il programma pandemico, o trasferiamo le caratteristiche del programma pandemico in quello di acquisto di asset. Per la mia umile comprensione del significato della legge, questo sarebbe molto curioso”.

Il commento si inserisce in questo ragionamento: poiché il PEPP è uno strumento con molte flessibilità nelle regole di acquisto titoli, proprio per la sua natura straordinaria, risulta potente e impattante. Ovvero, può distorcere gli acquisti di asset verso economie più in difficoltà se esteso e questo sarebbe illegale.

Mersch, quindi, ha ripetuto che il programma PEPP dovrebbe restare in vigore in modo assolutamente temporaneo. La BCE, quindi, probabilmente valuterà con attenzione gli effetti pandemici per capire cosa fare con l’acquisto dei titoli straordinario.

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