La performance dei listini azionari globali di giugno è stata eterogenea a causa anche delle vicende politiche occorse durante il mese. L’indice peggiore è risultato il Cac francese in scia al caos politico osservato oltralpe, mentre Wall Street ha proseguito i rialzi trainati ancora una volta dal Nasdaq e dalle Megacap il cui peso sul principale indice americano, lo S&P500, è arrivato ormai a livelli estremi.
La concentrazione del mercato è ai massimi storici
Fonte: Goldman Sachs
Anche il consenso sulle stime degli utili per il secondo trimestre delle aziende di Wall Street è piuttosto elevato considerando che gli analisti si aspettano una crescita degli EPS del +9% per il Q2, la più alta dal 2021.
In termini relativi le dimensioni del mercato azionario US, che riflettono la dominanza dell’economia americana, sembrano essere eccessive.
Ed anche in termini assoluti i multipli dello S&P500 sono stati cosi elevati poche volte in passato.
Gli analisti si aspettano una crescita degli EPS del +9% per il Q2
Fonte: Goldman Sachs
Vero è che l’economia americana continua a mantenere una certa resilienza e che si sta osservando una divergenza: da un lato il probabile rallentamento del PIL e dall’altra un’accelerazione degli EPS che storicamente ha rappresentato lo scenario migliore per l’azionario a stelle e strisce.
Tant’è che gli short sellers sembra siano scomparsi dal mercato americano dato che lo short interest dello S&P500 e del Nasdaq ha raggiunto i livelli più bassi da almeno il 2018.
Più in generale, comunque, è da registrare che c’è un certo ottimismo sulla crescita degli utili a livello globale, il Global Earnings Revision Ratio elaborato da Bank of America nell’ultimo mese è aumentato da 0.82 a 0.95 marcando il livello più elevato da 29 mesi.
Il Global Earnings Revision Ratio è al livello più elevato da 29 mesi
Fonte: Bank of America
Difatti, l’allocazione sul cash dei Fund Manager globali è sottopesata del 6%, due deviazioni standard al di sotto della media di lungo termine.
Ottimismo che si riflette anche negli spread creditizi dell’High Yield che si mantengono su livelli storicamente depressi.
Il tutto però contrasta con il fatto che l’82% della curva dei rendimenti governativa americana resta ancora invertita che storicamente significa che il mercato sta lanciando un avvertimento per una recessione.
L’82% della curva dei rendimenti governativa americana resta ancora invertita
Fonte: Bloomberg/Crescat Capital