Cosa c’è da sapere su BioNTech, l’azienda che ha collaborato con Pfizer al vaccino anti-Covid

L’azienda biotecnologica tedesca, BioNTech, ha collaborato con Pfizer allo sviluppo di un nuovo vaccino anti-Covid, la cui efficacia ha sorpreso la comunità scientifica. Ecco cosa c’è da sapere sulla società fondata nel 2008 da due migranti turchi.

Cosa c'è da sapere su BioNTech, l'azienda che ha collaborato con Pfizer al vaccino anti-Covid

Si accendono i riflettori su BioNTech, l’azienda biotecnologica con sede a Mainz che ha collaborato con la Big Pharma americana Pfizer allo sviluppo di un nuovo vaccino anti-Covid.

Le notizie relative ai promettenti risultati del trial clinico, divulgate nella giornata di lunedì dal Presidente del colosso americano, hanno riacceso le speranze della popolazione globale sulla prospettiva di un pieno ritorno alla normalità nel terzo trimestre del 2021. Evidente, inoltre, la reazione dei mercati, che sull’onda dei nuovi scenari promessi dal vaccino hanno ricalibrato i loro investimenti (giù, nei primi due giorni della settimana, il comparto tech americano).

Se Pfizer, dall’alto della sua notorietà, ha guadagnato i titoli dei giornali, più defilato è rimasto il nome di BioNTech. Ecco cosa c’è da sapere sull’azienda biotecnologica che promette ora di archiviare, nel breve termine, la pandemia.

Chi c’è dietro al successo di BioNTech

BioNTech, fondata nel 2008 nella piccola città di Mainz, è un prodotto del melting pot tedesco. I fondatori, Ugur Sahin e Ozlem Tureci, sono infatti una coppia di scienziati di origini turche che ha trovato la consacrazione professionale, come molti compatrioti, nella vicina Germania.

Il duo, marito e moglie dal 2002, fondò vent’anni fa Ganymed Pharmaceuticals, piccola società di biotecnologie che si occupava di produrre una nuova linea di farmaci contro i tumori. L’azienda, nel 2016, venne venduta al colosso del farmaco giapponese Astellas per 1,4 miliardi di dollari.

Da qualche anno, infatti, gli sforzi dei due giovani scienziati si erano concentrati su un progetto embrionale che avrebbe, in seguito, dato vita alla BioNTech. La società, in una prima fase, si occupava di produrre forme sintetiche di mRNA, nel più ampio quadro della lotta alle cellule tumorali.

BioNTech-Pfizer, un binomio vincente

La relazione professionale tra BioNTech e Pfizer era iniziata già nel 2018, quando il colosso americano incluse, a fronte di un investimento di 425 milioni di dollari, la giovane azienda tedesca nello studio teso a sviluppare un vaccino contro l’influenza.

Le notizie relative alla diffusione di un nuovo virus nella provincia di Hubei, a Wuhan, ha portato le due società a rafforzare la loro collaborazione all’inizio di quest’anno. È di marzo, infatti, la notizia di un nuovo sforzo combinato – che include anche l’azienda farmaceutica cinese Fosun Pharmaceuticals – per produrre un vaccino efficace contro il coronavirus.

L’efficenza del binomio professionale BioNTech-Pfizer si basa soprattutto sulla combinazione delle competenze che caratterizzano le due società. Da una parte, infatti, l’azienda tedesca ha messo a disposizione il suo know-how sull’mRNA – il vaccino anti-Covid sarebbe il primo prodotto in commercio basato su questa molecola – mentre il colosso americano, oltre a collaborare allo sviluppo, ha garantito le risorse necessarie per una distribuzione capillare che non avrebbe precedenti nella storia dell’umanità.

Volano in Borsa le azioni delle due società

Le notizie circolate nella giornata di lunedì sull’efficacia del vaccino hanno incendiato i mercati negli ultimi giorni. Le azioni della società tedesca sono passate da un valore di 92 dollari, alla chiusura di venerdì scorso, ai 112,76 dollari raggiunti martedì (picco dall’inizio della pandemia), per una variazione percentuale in territorio positivo del 21,74%.

La capitalizzazione azionaria dell’azienda, che aveva esordito sull’indice Nasdaq nell’ottobre dello scorso anno dopo un’Ipo da 150 milioni di dollari, ha raggiunto quota 26,8 miliardi di dollari, in evidente rialzo rispetto al valore di dodici mesi fa, 4,6 miliardi.

A beneficiare del vaccino, ovviamente, anche le azioni della Big Pharma Pfizer che hanno registrato un incremento del 7,7% dopo l’annuncio di lunedì, per poi chiudere in leggera flessione il giorno seguente: -1,3%.

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