Migliaia di falsi positivi per tamponi difettosi: il caso della Svezia

I tamponi difettosi sono arrivati dalla Cina in moltissimi Paesi. I risultati fasulli non hanno influito sulle statistiche dei contagi, ha fatto sapere la Svezia.

Migliaia di falsi positivi per tamponi difettosi: il caso della Svezia

Sono 3.700 circa i falsi positivi in Svezia per un errore nei test diagnostici cinesi: lo ha riportato l’Agenzia di Sanità pubblica nazionale martedì.

Sotto accusa i tamponi forniti da BGI Genomics, che non riuscivano a distinguere il risultato negativo da cariche virali molto basse. “Il fornitore deve regolare le prestazioni richieste per l’utilizzo di questo test”, ha detto il capo del dipartimento di microbiologica dell’agenzia Karin Tegmark Wisell.

Il problema potrebbe non riguardare solo la Svezia, in quanto il kit è stato esportato in molti altri Paesi.

Tamponi difettosi, migliaia di falsi positivi

BGI Genomics, di cui due filiali si trovano in una black list statunitense di società implicate in violazione dei diritti umani riguardanti il trattamento dei musulmani uiguri in Cina, non ha ancora lasciato dichiarazioni in merito.

La società ha ricevuto l’autorizzazione dalla FDA per l’uso emergenziale dei suoi tamponi per il coronavirus a marzo, e due mesi dopo dall’OMS.

Non è chiaro quanti tamponi siano stati fatti in Svezia tramite questi kit difettosi, ma dalle indagini svolte finora sembra che sia stata coinvolta solo una minoranza di casi. L’esito era falso positivo solo quando il virus era a livelli molto bassi. Le autorità hanno precisato che questi falsi risultati dei tamponi hanno influenzato solo in minima parte le statistiche sui contagi.

La strategia della Svezia ha funzionato?

Dalla scoperta del primo caso di Covid-19 nel Paese, ci sono stati quasi 87mila contagi confermati e circa 5.800 decessi. Nelle ultime settimane c’è stato un calo di nuovi casi, ricoveri e decessi, ragion per cui il governo sta pianificando di allentare le poche restrizioni ancora in vigore, come quelle su eventi pubblici e partite.

Controcorrente rispetto agli altri Paesi, la Svezia non ha imposto un vero e proprio lockdown per contenere i contagi, permettendo alle persone di continuare a vivere (più o meno) normalmente. Ristoranti, negozi e molte scuole sono rimasti aperti.

Un approccio che ha attirato l’attenzione e le critiche da tutto il mondo. La Svezia ha avuto più casi rispetto ai paesi vicini e un tasso di morti pro capite molto più alto (secondo i dati la Svezia ha avuto 57 decessi per 100.000 abitanti, la Norvegia 5 e la Danimarca 11). L’ipotesi è che se ci saranno seconde ondate la Svezia potrà evitarle perché già tantissime persone sono già state infettate ma sul raggiungimento dell’immunità di gregge ci sono ancora tante incognite da risolvere.

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Svezia Coronavirus

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