Come il vaccino anti-Covid salverà l’Europa

Pierandrea Ferrari

20 Dicembre 2020 - 16:30

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Il 27 dicembre inizierà il piano di vaccinazione nel vecchio continente: dietro le quinte il coordinamento dei leader europei che sta rafforzando la coesione dell’UE.

Come il vaccino anti-Covid salverà l'Europa

Sono pronte le prime dosi del vaccino anti-Covid. Come annunciato dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, le operazioni inizieranno il 27 dicembre, in anticipo di circa un mese rispetto ai piani originali.

Il debellamento del virus permetterà al vecchio continente di riaccendere il motore dell’economia, perlopiù ingolfato negli ultimi dodici mesi. Ma c’è di più: secondo gli osservatori, infatti, il coordinamento logistico – e politico – che la vaccinazione di massa richiede rinsalderà il sistema UE, a più riprese fiaccato dalle correnti sovraniste e dal perdurante euroscetticismo.

Un riavvicinamento dei cuori europei, questo, che la classe politica del vecchio continente auspicava da tempo, e che contribuirà a compensare il divorzio dal Regno Unito attualmente in via di definizione.

Il vaccino rafforzerà la coesione dell’UE

Ci voleva una pandemia per far ritrovare all’Unione europea lo spirito che albergava nei padri fondatori, quando, con il trattato di Roma del 1957, diedero vita al progetto comunitario. Negli ultimi mesi, infatti, i leader del vecchio continente hanno riscoperto le imprevedibili virtù della solidarietà, quest’ultima cuore pulsante dello sforzo congiunto che abbatterà la circolazione del virus.

Dopo la stretta di mano sul Recovery Fund e l’approvazione del bilancio comunitario, la classe politica continentale aggiunge così un’altra tacca alla sua cintura. Nessuna pretesa di incrementare le quote nazionali di vaccini, intensa interlocuzione sulle strategie anti-Covid: un’epifania politica, questa, che finirà per cementare l’Europa, dal Portogallo ai territori dell’Est.

Non era scontato, del resto. La fiamma europea è stata infatti smorzata a più riprese dai venti nazionalisti: dapprima, il referendum del 2016 che ha sancito la volontà dei britannici di abbandonare l’Unione europea, con buona pace di David Cameron, il leader Tory che pure aveva indetto la votazione per confermare la fedeltà degli inglesi al progetto comunitario.

Poi, la propaganda incessante delle fronde euroscettiche, dai conservatori ungheresi guidati da Orbán ai nazionalisti olandesi. Una sorta di internazionale populista che ha martellato Bruxelles per anni, quest’ultima spesso incapace di resistere ai colpi. Ma ora potrebbe essere proprio il vaccino a frenare la minaccia, del virus e del sovranismo.

Vaccino anti-Covid: che cosa prevede il piano dell’UE?

Come accennato, la campagna vaccinale inizierà tra il 27 e il 29 dicembre in tutta l’Unione europea. L’accelerazione permetterà a Bruxelles di allinearsi agli Stati Uniti e al Regno Unito, dove le operazioni di distribuzione delle prime dosi sono iniziate già da alcuni giorni.

In totale, sono 448 milioni le persone che dovranno essere immunizzate: per questo, i leader del vecchio continente hanno concordato l’acquisto di 300 milioni di dosi del vaccino Pfizer e di un round supplementare che porterà la disponibilità immediata a quota 460 milioni.

A questa prima fornitura seguirà poi l’invio di circa 400 milioni di dosi da AstraZeneca, 405 milioni dalla Big Pharma tedesca Curevac e altre 900 milioni da Johnson&Johnson, Novovax e GlaxoSmithKline. Una misura in eccesso che Bruxelles sfrutterà per garantire l’immunizzazione a quei Paesi extra-europei che non potranno far fronte alle spese.

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