Chi guadagna di più dalla Legge di Bilancio: più soldi e risparmi in arrivo con la manovra

Simone Micocci

5 Novembre 2021 - 08:30

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Legge di Bilancio 2022, più soldi a cittadini, lavoratori e imprese. Chi guadagna di più dalla manovra? Facciamo il punto della situazione.

Chi guadagna di più dalla Legge di Bilancio: più soldi e risparmi in arrivo con la manovra

La Legge di Bilancio 2022 è, per stessa definizione di Mario Draghi, “una manovra di tipo espansivo”. L’obiettivo è di stimolare la crescita dando maggiore liquidità in mano a cittadini e imprese, continuando quindi quanto già fatto in piena pandemia con interventi mirati al riconoscimento di una maggiore liquidità per cittadini, lavoratori e imprese.

Visto quanto appena detto, dunque, con la Legge di Bilancio 2022 ci saranno più soldi a disposizione. Ma in che modo sarà possibile beneficiare di una tale politica espansiva? Chi guadagnerà maggiormente grazie alla manovra e perché? Vediamo in che modo i vari interventi finanziati dalla Legge di Bilancio 2022 comporteranno una maggiore liquidità in mano a imprese e cittadini.

Più soldi con il taglio delle tasse

In piena pandemia i vari Governi, non solo in Italia, hanno stanziato le risorse per riconoscere immediata liquidità a cittadini e imprese, penalizzati dalle chiusure decise a causa del diffondersi della pandemia.

Ebbene, con la Legge di Bilancio 2022 si cambia, in quanto non vengono finanziati bonus o contributi a fondo perduto per cittadini e imprese. C’è però un ampio spazio dedicato alla riforma del fisco, per la quale vengono stanziati 8 miliardi di euro con il compito del Parlamento - dove è in esame la legge delega sulla riforma fiscale - d’intervenire sui dettagli della misura (in quanto nel testo del disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri non viene spiegato come si interverrà).

Nel dettaglio, l’obiettivo è portare nel 2022 la pressione fiscale al 41,7% del PIL rispetto al tetto del 42,8% raggiunto nel 2020. Un “taglio” dell’1,1%, per poi scendere al 41% negli anni a venire.

Da una tale operazione ne gioveranno sicuramente i cittadini, per i quali dovrebbe esserci una riduzione dell’Irpef, con la conseguenza di una maggiore liquidità alla fine dell’anno viste le minori imposte dovute. Nel dettaglio, il vantaggio dovrebbe esserci perlopiù per i ceti medi, visto che l’opzione più accreditata sembra essere quella di ridurre l’aliquota Irpef del terzo scaglione, pari al 38%, quindi per i redditi compresi tra i 28 mila e i 55 mila euro lordi l’anno.

Questo dovrebbe valere su tutti i redditi delle persone fisiche, mentre altri vantaggi potrebbero esserci per i lavoratori che ogni mese riceveranno un “bonus” sullo stipendio come già avviene oggi. Grazie al taglio del cuneo fiscale attuato nel luglio del 2020, infatti, oggi i lavoratori hanno diritto a un bonus fino a un massimo di 100,00€.

La stessa operazione dovrebbe essere attuata nel 2022, con un nuovo taglio del cuneo fiscale e il riconoscimento dunque di un ulteriore bonus che potrebbe arrivare a un massimo di 120,00€, con 240,00€ in più ogni anno rispetto a quanto avviene oggi.

Il taglio delle tasse avrà vantaggi anche per le imprese. Gli 8 miliardi di euro, infatti, serviranno anche per la riduzione dell’aliquota Irap. Anche in questo caso ci saranno quindi più soldi risparmiando sulle imposte dovute per la propria attività.

Gli altri risparmi per i cittadini

La Legge di Bilancio 2022 stanzia poi le risorse per altre forme di risparmio per le tasche dei cittadini. Ad esempio, per le donne è previsto un taglio dell’IVA su assorbenti e tamponi, con un piccolo vantaggio economico ogni anno.

E ancora: la conferma dei bonus casa permetterà di risparmiare, e non poco, sugli interventi necessari per il rifacimento degli edifici e per una maggiore efficienza energetica.

Ricordiamo che i termini per godere del superbonus 110%, per il quale viene confermato lo sconto in fattura, sono ristretti visto che la scadenza è fissata a giugno 2022. Per poterne godere anche nel semestre seguente bisognerà dimostrare di avere un ISEE inferiore a 25 mila euro.

Più soldi per i dipendenti pubblici

Con la Legge di Bilancio 2022 vengono stanziati 1,8 miliardi di euro per la Pubblica Amministrazione. Una parte di queste risorse sarà destinata alla riforma della PA, con vantaggi per gli statali - che nel frattempo aspettano il rinnovo di contratto - anche di tipo economico.

Vantaggi per il salario accessorio, visto che nel disegno di legge di Bilancio vi è un incremento di 200 milioni di euro dei fondi destinati alla contrattazione integrativa delle amministrazioni statali. Più soldi, quindi, per tutto quello che riguarda la parte accessoria dello stipendio, straordinari compresi.

Altri 200 milioni di euro, invece, sono destinati alla definizione dei nuovi ordinamenti professionali. Da questa operazione ne scaturirà un aumento fino a 1.500,00€ ogni tre anni grazie all’avanzamento di carriera.

Più soldi per disoccupati e donne

La Legge di Bilancio interviene anche su NASpI, DIS-COLL e maternità. Per le prestazioni riconosciute a coloro che perdono il lavoro, o comunque alla cessazione di una collaborazione, ci sono dei vantaggi in termini economici. Nel dettaglio:

  • per la NASpI il taglio mensile pari al 3% dell’importo non si applica più a partire dal 3° mese, bensì dal 6° (8° per gli Over 50). Di conseguenza l’importo dell’indennità di disoccupazione complessivo sarà più alto;
  • per la DIS-COLL, invece, viene stabilito che la durata massima dell’assegno è di 12 mesi (anziché 6 come oggi). Rinviando la scadenza, dunque, è ovvio che l’importo complessivo sarà più alto.

Per quanto riguarda l’indennità sostitutiva di maternità, invece, vi è la proroga di 3 mesi per autonome e professioniste neomamme reduci dal congedo di maternità già previsto.

Più soldi alle imprese

La Legge di Bilancio 2022 dà anche una maggiore liquidità alle imprese. Questa, infatti, stanzia le risorse necessarie per dare alle imprese più tempo per aderire alle garanzie di SACE e del Fondo PMI sui prestiti superiori a 30 mila euro. Per quanto riguarda il fondo per le piccole e medio imprese, però, la garanzia viene ridotta al 60%, mentre per gli investimenti resta dell’80%.

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