Anche i lavoratori autonomi hanno diritto alle detrazioni da lavoro. Come funzionano nel 2026 e come si calcolano per i titolari di partita Iva.
Detrazioni fiscali per il lavoro autonomo, come funzionano gli sconti Irpef e come si calcolano per i titolari di Partita Iva? La Legge di Bilancio 2026, pur intervendo in materia di Irpef con il taglio dell’aliquota per il ceto medio, non ha modificato le detrazioni spettanti a lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati. Rispetto allo scorso anno, quindi, non ci sono novità che riguardano il calcolo delle detrazioni per i lavoratori autonomi e i professionisti.
La rduzione della seconda aliquota Irpef ha portato a un abbassamento delle tasse dovute da tutti coloro che hanno un reddito compreso tra 28.000 e 200.000 euro (oltre questo importo il beneficio è sterilizzato da un taglio delle detrazioni spettanti per oneri e spese). L’intervento ha portato la seconda aliquota Irpef a calare di due punti percentuali rispetto al 2025 e a passare, di fatto, dal 35% al 33%.
Detrazioni Irpef: soggetti interessati
Per lavoratori autonomi si intendono:
- i professionisti con e senza cassa;
- i titolari di impresa individuale;
- i titolari di partita IVA e i soggetti che svolgono un lavoro autonomo, sia che esso abbia carattere continuativo sia che esso si svolga attraverso prestazioni occasionali.
Non vengono considerati come lavoratori autonomi i titolari di contratti di collaborazioni coordinate e continuative, a progetto e i prestatori di lavoro occasionale di tipo accessorio. Le detrazioni per redditi da lavoro autonomo sono disciplinate dall’art. 13 del Testo Unico sulle Imposte sui Redditi (TUIR) e, come già spiegato sopra, consentono al contribuente di ridurre l’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) dovuta.
L’articolo 13 del TUIR prevede quanto segue:
5. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di cui agli articoli 50, comma 1, lettere e), f), g), h) e i), ad esclusione di quelli derivanti dagli assegni periodici indicati nell’articolo 10, comma 1, lettera c), fra gli oneri deducibili, 53, 66 e 67, comma 1, lettere i) e l), spetta una detrazione dall’imposta lorda, non cumulabile con quelle previste ai commi 1, 2, 3 e 4 del presente articolo, pari a:
a) 1.265 euro, se il reddito complessivo non supera 5.500 euro;
b) 500 euro, aumentata del prodotto fra 765 euro e l’importo corrispondente al rapporto fra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 22.500 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 5.500 euro ma non a 28.000 euro;
b-bis) 500 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 50.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 22.000 euro.
Detrazioni fiscali lavoro autonomo 2026
Il punto di partenza per il calcolo delle detrazioni per il lavoro autonomo è l’Irpef, . L’imposta sul reddito delle persone fisiche si applica, dal 1° gennaio 2026, in base alle seguenti aliquote:
| SCAGLIONI IRPEF 2026 | REDDITO | ALIQUOTA IRPEF! | 1° scaglione | fino a 28mila euro | 23% |
| 2° scaglione | da 28 a 50mila euro | 33% | |||
| 3° scaglione | oltre i 50mila euro | 43% |
Detrazioni fiscali lavoro autonomo 2026: come fare il calcolo per le partite Iva
Cosa cambia per le partite Iva? Per i lavoratori autonomi non cambia nulla e il calcolo resta lo stesso che era previsto lo scorso anno che comporta di seguire lo schema riproposto di seguito per effettuare il calcolo delle detrazioni spettanti:
| REDDITI (EURO) | IMPORTO DELLA DETRAZIONE (EURO) |
|---|---|
| fino a 5.500 | 1.265 |
| oltre 5.500 fino a 28.000 | 500+(1.265-500)* (28.000-reddito)/(28.000-5.500) |
| da 28.000 a 50.000 | 500*[50.000-reddito)/(50.000-28.000) |
| oltre 50.000 | 0 |
Inoltre, è prevista un’ulteriore detrazione di 50 euro per i lavoratori autonomi che hanno redditi annui compresi tra 11.000 e 17.000 euro.
Tipologia delle detrazioni fiscali Irpef per autonomi
Come la stessa Irpef, che è un’imposta di carattere progressivo (aumenta all’aumentare del reddito), anche nel caso delle detrazioni fiscali Irpef sui redditi da lavoro autonomo ci troviamo di fronte a una progressività (stavolta inversamente proporzionale) dal momento che la normativa prevede una detrazione pari a 1.265 euro per i redditi fino a 5.500 euro che, poi, si riduce, spettando in quantità inferiore fino a d azzerarsi con un reddito massimo di 50.000 euro. In ogni caso, l’importo delle detrazioni dipende sempre dal reddito effettivamente prodotto dal contribuente.
Per quanto riguarda i lavoratori autonomi occorre anche ricordare che per le partite Iva ordinarie l’imposta da pagare viene calcolata sul reddito effettivo prodotto e dato dalla differenza tra ricavi e costi, in base a quanto effettivamente dichiarato nel modello Redditi PF.
In sede di presentazione di questo stesso modello, occorrerà anche tener conto delle ritenute d’acconto che sono state versate sulle fatture emesse (in questo caso ci si riferisce sia ai contribuenti che svolgono collaborazioni occasionali sia ai titolari di Partita IVA in regime ordinario).
Per chi ha scelto il regime forfettario, invece, il reddito complessivo è data dalla percentuale del coefficiente di redditività dell’attività svolta applicato al reddito totale. In questo caso non sono previste detrazioni e deduzioni, visto che si paga un’imposta sostitutiva del 5% o del 15%. L’unica deduzione possibile dal reddito è rappresentata dai contributi obbligatori versati.
Detrazioni fiscali Irpef autonomi 2026: i redditi per i quali è prevista la detrazione
Per comprendere meglio quali sono i redditi per i quali spettano le detrazioni per il lavoro autonomo occorre fare riferimento al comma 1 dell’art. 53 del TUIR nel quale vengono espressamente definiti i redditi da lavoro autonomo come
“quelli che derivano dall’esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo diverse da quelle considerate nel capo VI, compreso l’esercizio in forma associata di cui alla lettera c) del comma 3 dell’articolo 5”
A tali redditi occorre anche aggiungere quelli indicati nel comma 2 dell’art. 53 del TUIR, tra i quali:
- i redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo;
- le partecipazioni agli utili;
- i redditi da prestazioni sportive oggetto di contratto di lavoro autonomo
Detrazioni fiscali Irpef: importi ed esempio di calcolo
Per quanto riguarda gli specifici importi delle detrazioni occorre fare riferimento al comma 5 dell’art. 13 del TUIR in cui si afferma anche che le la detrazione dall’imposta lorda, non è cumulabile con quelle previste dagli altri commi dello stesso articolo. Per quanto riguarda gli importi della detrazione sui redditi da lavoro autonomo occorre tener presenti le seguenti soglie:
- detrazione di 1.265 euro, se il reddito complessivo non supera 5.500 euro;
- se il reddito complessivo è superiore a 5.500 euro ma non a 50.000 euro la detrazione va calcolata secondo precisi calcoli ovvero:
- per redditi fino a 28.000 euro 500 + 765 x
28.000-reddito)/(22.500
;
- per redditi superiori a 28.000 euro ma entro i 50.000 euro 500 x
50.000-reddito)/(22.000
;
- sopra i 50.000 euro nessuna detrazione.
- per redditi fino a 28.000 euro 500 + 765 x
A queste detrazioni va aggiunta, per il lavoratori con reddito tra 11.000 e 17.000, un detrazione aggiuntiva di 50 euro.
È opportuno ricordare, infine, che in sede di compilazione del Modello Unico PF, occorrerà tenere conto anche delle ritenute d’acconto del 20%, già versate sulle fatture emesse. Tali quote vanno a compensare l’Irpef effettivamente dovuta e potrebbero anche, se superiori all’imposta da pagare, produrre un credito fiscale che darebbe luogo a un rimborso Irpef.
Per quanto riguarda, infine, i lavoratori autonomi che producono un reddito superiore ai 50.000 euro, non spetta alcun tipo di detrazione.
Lavoro autonomo e bonus mamma: quali novità nel 2026?
Un cambiamento significativo per le lavoratrici autonomo con partita Iva, invece, è che dal 1° gennaio 2025 (anche per il 2026) possono contare sul bonus mamma in busta paga (sgravio totale dei contributi a carico del lavoratore) se hanno avuto almeno 2 figli il minore dei quali non ha compiuto i 10 anni e se hanno reddito complessivo fino a 40.000 euro. L’importo spettante, che nel 2025 era pari a 480 euro (40 euro al mese) per il 2026 sale a 600 euro l’anno (50 euro al mese).
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