Che cos’è l’onere della prova?

A tutti sarà capitato, sentendo parlare di processo, di sentir parlare di onere della prova. Ma cosa si intende con questo termine?

Che cos'è l'onere della prova?

Molto spesso, nell’ambito di discussioni inerenti i processi civili o penali, si sente parlare di onere della prova, ma non sempre è chiaro a cosa ci si riferisca con questo termine.

Cos’è, dunque, l’onere della prova? L’onere della prova è fondamentalmente un principio giuridico generale in base al quale chi vuol far valere in giudizio un diritto deve dimostrare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

Tale principio trova il suo riferimento normativo nell’articolo 2697 del Codice Civile che prevede quanto segue:

“Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento ovvero ha l’onere della prova.
Chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda”.

L’onere della prova a carico dell’attore

Molto spesso l’onere della prova ricade sull’attore, ossia su colui che intraprende un processo per richiedere il riconoscimento di un diritto.

In base a quanto previsto al primo comma dell’articolo 2697 del Codice Civile, infatti, chi vuole ottenere tramite un processo il riconoscimento di un diritto deve portare fatti che dimostrino l’esistenza dello stesso.

Per fare qualche esempio pratico, ad esempio, se Tizio invoca il rispetto di un contratto da parte di Caio, Tizio dovrà dimostrare l’avvenuta stipula del contratto. O ancora, se Tizio vanta nei confronti di Caio una pretesa risarcitoria di natura extracontrattuale, dovrà dimostrare l’avvenuta lesione del principio generale del principio “Neminem laedere”, tutelato dall’articolo 2043 del codice civile.

L’onere della prova a carico del convenuto

Non sempre, tuttavia, l’onere della prova è a carico dell’attore.

Il comma secondo dell’articolo 2697 che disciplina tale fondamento giuridico, infatti, fa riferimento anche ai casi in cui l’onere della prova è a carico del convenuto.

Colui che contesta l’esistenza dei fatti evidenziati in giudizio ha l’onere di dimostrarne l’inefficacia, o di provare eventuali altri fatti che abbiano contribuito a modificare o far venire meno il diritto vantato (i cosiddetti fatti impeditivi, modificativi ed estintivi).

Tornando agli esempi di prima, dunque, Caio potrà dimostrare l’invalidità del contratto oppure l’esistenza di un fatto che ne proroghi i termini di adempimento o, ancora, l’intervenuta risoluzione consensuale del contratto.

Quando l’onere della prova è a carico dell’attore e quando è a carico del convenuto?

Dopo aver visto in generale che cosa sia l’onere della prova occorre adesso rispondere a un’altra domanda: quando l’onere della prova è a carico dell’attore e quando a carico del convenuto?

Innanzitutto bisogna premettere che l’onere della prova serve a fornire al giudice gli elementi necessari per poter decidere in merito alla controversia non potendo il giudice non emettere una sentenza.

Capire se l’onere della prova sia a carico dell’attore o del convenuto è possibile solo analizzando i singoli casi. E’ vero, infatti, che normalmente l’onere della prova sia a carico dell’attore ma ci sono casi in cui è il convenuto a dover fornire le prove.

Più precisamente l’onere della prova è a carico di chi deve dimostrare l’esistenza di un diritto: se l’attore agisce in giudizio per ottenere il riconoscimento di un diritto, dovrà dimostrare l’esistenza dello stesso pena la perdita della causa. Viceversa, se l’attore nega l’esistenza di un diritto, di cui il convenuto si è precedentemente vantato, sarà quest’ultimo ad avere l’onere di provare.

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Argomenti:

Legge

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