Dichiarare il falso: cosa si rischia? La pena per il reato di falsa attestazione

Dichiarare il falso ad un pubblico ufficiale (quindi anche ai controllori su treni e autobus) è reato, e si rischia il carcere. Attenzione quindi a dare le vostre generalità correttamente. Ecco cosa dice la legge.

Dichiarare il falso: cosa si rischia? La pena per il reato di falsa attestazione

Quali sono i rischi di dichiarare il falso?

Dichiarare il falso ad un pubblico ufficiale, quindi al controllore dei biglietti sul treno, agli agenti di Polizia e delle altre forze dell’ordine, ai funzionari pubblici e così via, è una comportamento che assume rilevanza penale, per il quale la legge prevede anche la reclusione in carcere.

Tale condotta è disciplinata dall’articolo 495 del Codice Penale che stabilisce che qualunque persona dichiari il falso mentendo sulla sua identità, lo stato o le qualità della propria persona o di un soggetto terzo, è punito con la reclusione che va da uno ai sei anni.

Per questo motivo quando si compila una domanda per un concorso pubblico, si testimonia in processo, o semplicemente si comunicano le proprie generalità ad un pubblico ufficiale, bisogna fare molta attenzione a quello che si dichiara. In caso di informazioni menzognere o anche solo inesatte, le conseguenze possono essere molto severe.

La disciplina della falsa attestazione è stata modificata in parte dal Pacchetto Sicurezza, che ne ha inasprito le pene. Ecco le novità introdotte e tutto quello che c’è da sapere sui rischi e sulle fattispecie punibili.

Dichiarare il falso, quando è reato?

La falsa attestazione ad un pubblico ufficiale, come abbiamo anticipato, è una condotta punibile penalmente. Con l’articolo 495 del Codice Penale, infatti, il legislatore ha voluto tutelare la pubblica fede, la quale può essere lesa tramite delle condotte idonee ad alterare il proprio contrassegno personale o quello di un’altra persona.

Il reato di falsa attestazione può essere commesso da chiunque, basta che vengano date informazioni non veritiere, anche solo in parte, sia personalmente a voce che tramite una dichiarazione scritta. Nel dettaglio, per essere punibile penalmente una falsa dichiarazione deve:
-* essere resa ad un pubblico ufficiale;

  • avere come oggetto l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona.

Chi è un pubblico ufficiale?

Per comprendere il reato di falsa attestazione dobbiamo anche chiarire chi sono i pubblici ufficiali ai quali vietato dare informazioni non veritiere. Per farlo dobbiamo partire dal dettato dell’articolo 357 (comma I) del Codice Penale. Qui si legge che “agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa”; quindi il pubblico ufficiale è qualsiasi persona che ricopre un ruolo formale all’interno di una pubblica amministrazione, come ad esempio i militari delle Forze Armate, gli impiegati pubblici e gli insegnanti.

Anche i controllori dei mezzi pubblici, nell’esercizio delle loro funzioni, sono dei pubblici ufficiali; ecco perché anche chi mente sulle proprie generalità, ad esempio per evitare una multa, rischia di essere punito con la reclusione.

La seconda condizione necessaria affinché sussista il reato di falso riguarda il contenuto della dichiarazione menzognera che deve avere come oggetto l’identità, lo stato o altre qualità della propria persona o di un soggetto terzo. Per “identità” si intendono tutti quei dati che contribuiscono ad individuare anagraficamente una persona, come il nome, il cognome o la data di nascita.

Lo “stato”, invece, è la condizione che la persona ricopre all’interno della comunità sociale. Costituisce reato quindi mentire sulla cittadinanza o sullo stato coniugale.

Infine, il termine “qualità personale” comprende tutte le informazioni valide per identificare una persona dal punto di vista “qualitativo”; rientrano in questo ambito i dati sulla propria professione e sulla residenza.

Mentire su questi dati, quindi, può essere molto pericoloso perché si rischia di doverne rispondere in un processo penale al quale può seguirne un periodo di reclusione.

Cosa si rischia a dichiarare il falso: la pena

Il reato di falsa attestazione è punibile con la reclusione che va da uno a sei anni; questo termine è stato aumentato con il “Pacchetto Sicurezza”, così come l’aspetto sanzionatorio previsto nel secondo comma dell’articolo 495.

Qui viene stabilito che la reclusione non può essere inferiore ai due anni quando la falsa attestazione riguarda delle dichiarazioni in “atti dello Stato Civile”. Il minimo di due anni vale anche per coloro che mentono sulla propria “identità, stato o qualità personali” nonostante siano sottoposte ad indagini investigative.

Infine, con le modifiche del Pacchetto Sicurezza è stata introdotta la possibilità per gli organi giudiziali di disporre misure cautelari per le persone colpevoli di aver dichiarato il falso.

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1 commento

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Lolla • Febbraio 2019

Buongiorno...io avrei una domanda...un mio amico, Italo Colombiano, qualche anno fa è venuto in Italia con moglie e figli per dare loro la possibilità di avere la cittadinanza. Tempo prima però,i coniugi avevano divorziato,poi si sono rimessi insieme,ma non legalmente ed hanno avuto anche un’altra figlia. Quando sono arrivati al momento della testimonianza per prendere la cittadinanza,hanno omesso di raccontare del loro divorzio in Colombia. Purtroppo ora non riescono a vivere sotto lo stesso tetto e vorrebbero separarsi anche qui in Italia,ma se si venisse a sapere della loro falsa testimonianza,in questo caso,cosa potrebbe accadere?

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