Cassa integrazione: scadenza al 31 marzo con il Milleproroghe. Ecco per chi

Teresa Maddonni

02/03/2021

23/08/2021 - 12:09

condividi

Cassa integrazione: ufficiale la nuova proroga con la scadenza fissata al 31 marzo grazie al decreto Milleproroghe convertito in Legge. Accolta la richiesta di moratoria dei Consulenti del Lavoro. Ecco per chi.

Cassa integrazione: scadenza al 31 marzo con il Milleproroghe. Ecco per chi

Cassa integrazione: è ufficiale la proroga per la domanda e i dati da trasmettere a INPS con il modello SR41 con la scadenza fissata al 31 marzo 2021 grazie al decreto Milleproroghe.

Il decreto Milleproroghe è stato convertito in legge come previsto entro il 1° marzo 2021 e ora è in Gazzetta Ufficiale.

L’emendamento approvato al testo in conversione ha accolto la richiesta dei Consulenti del Lavoro di una moratoria generalizzata per la cassa integrazione relativa all’emergenza.

La nuova scadenza con la proroga per la cassa integrazione è quindi quella del 31 marzo 2021.

Ma vediamo di cosa si tratta in attesa delle nuove settimane ulteriori di cassa integrazione che dovrebbero rientrare in un prossimo decreto Ristori 5 che ora ha cambiato nome in decreto Sostegno.

Cassa integrazione: proroga scadenza al 31 marzo

Per la cassa integrazione è ornai certa la proroga al 31 marzo della scadenza della domanda e dell’invio a INPS dei dati dei lavoratori con il modello SR41 grazie a una richiesta avanzata dai Consulenti del Lavoro e inserita nel decreto Milleproroghe ora legge e in Gazzetta Ufficiale.

I Consulenti del Lavoro hanno richiesto mesi fa una moratoria generalizzata che desse ai datori di lavoro più tempo per trasmettere i modelli SR41 e provvedere eventualmente a correzioni.

La necessità di una proroga nella scadenza della cassa integrazione è nata dalle modifiche introdotte dall’articolo 13 del decreto Ristori quater n.157/2020 del 30 novembre che consentono anche ai lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del decreto n.149/2020 (Ristori bis), quindi al 9 novembre 2020, di fruire delle settimane di cassa integrazione previste dal decreto Agosto.

Entrambi i decreti Ristori, insieme al ter, sono stati assorbiti dal primo decreto Ristori nella sua fase di conversione nella legge n. 176 2020 del 18 dicembre scorso.

Nell’emendamento approvato vengono differiti al 31 marzo 2021 “I termini di decadenza per l’invio delle domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e i termini di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi, scaduti entro il 31 dicembre 2020, sono differiti al 31 marzo 2021.”

Si tratterebbe quindi delle domande di cassa integrazione scadute entro la fine del 2020 e per le quali i termini vengono prorogati al 31 marzo 2021.

I Consulenti del Lavoro, lo ricordiamo, hanno chiesto una moratoria, credendola necessaria, per evitare discriminazioni tra i lavoratori e permettere così di trasmettere le domande di cassa integrazione e i dati dei modelli SR41 per i dipendenti prima esclusi dall’ammortizzatore sociale. La richiesta prevede quindi di aprire all’integrazione delle domande già presentate.

I Consulenti del Lavoro avevano formalizzato la richiesta in una lettera inviata all’ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e per conoscenza all’ex Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri.

Cassa integrazione: escluse le settimane del 2021

La moratoria generalizzata che avrebbe dovuto coinvolgere anche le settimane di cassa integrazione previste dalla Legge di Bilancio 2021 richiesta dai Consulenti del Lavoro è stata tuttavia disattesa.

Il termine del 28 febbraio quindi per le domande di cassa integrazione riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel mese di gennaio è rimasto invariato. La moratoria è quindi limitata al 2020.

Ricordiamo che il termine decadenziale per l’invio delle domande di cassa integrazione è la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa; in sede di prima applicazione entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto di riferimento.

Come ha ricordato INPS, essendo entrata in vigore la Legge di Bilancio il 1° gennaio, il termine era quello del 28 febbraio.

Un termine che pertanto non è stato prorogato al 31 marzo 2021.

Iscriviti a Money.it