Cassa integrazione: aumento di 200 euro con la riforma degli ammortizzatori sociali

Teresa Maddonni

22 Aprile 2021 - 12:00

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Cassa integrazione: si parla di un aumento fino a 200 euro al mese in busta paga per ciascun lavoratore con la riforma degli ammortizzatori sociali. È quanto emerso ieri dall’incontro del ministro Orlando con le parti sociali. Continua tuttavia lo scontro sul blocco dei licenziamenti.

Cassa integrazione: aumento di 200 euro con la riforma degli ammortizzatori sociali

Cassa integrazione: un aumento di 200 euro in busta paga con la riforma degli ammortizzatori sociali.

La modifica del massimale per la cassa integrazione è stata presentata, sebbene in bozza, dal ministro del Lavoro Andrea Orlando alle parti sociali nell’incontro in videoconferenza ieri in serata al termine del Consiglio dei Ministri sulle riaperture, con un aumento di quasi 200 euro previsto come anticipa La Stampa.

Il ministro ieri ha incontrato le parti sociali anche in mattinata per discutere delle modifiche da apportare al decreto Sostegni in conversione, laddove comunque il nodo principale resta sempre quello del blocco dei licenziamenti.

Intanto vediamo cosa prevede la prima bozza di modifica della cassa integrazione che dovrebbe rientrare nel piano di riforma degli ammortizzatori sociali già annunciato da Orlando e in via di definizione.

Cassa integrazione: aumento fino a 200 euro con la riforma

La cassa integrazione viene modificata con un aumento fino a 200 euro con la riforma in bozza presentata ieri dal ministro Orlando alle parti sociali e che dovrebbe rientrare nella più ampia riforma degli ammortizzatori sociali cui il titolare del dicastero di Via Veneto auspicherebbe di dare il via da gennaio 2022.

La modifica della cassa integrazione ovviamente non riguarderebbe solo l’aumento di 200 euro. Nel dettaglio, come anticipa La Stampa, la cassa integrazione verrebbe così modificata:

  • aumento da 998 euro a 1.199 euro del massimale per il lavoratore in cassa integrazione che ha uno stipendio massimo di 2.159 euro al mese. Lo stesso dovrebbe valere per la disoccupazione Naspi;
  • estensione della CIG straordinaria anche le imprese al di sopra dei 15 dipendenti;
  • per le imprese con meno di 5 dipendenti prevista una cassa integrazione specifica che dovrebbe superare pertanto la CIG in deroga;
  • si confermano le 4 causali per la cassa integrazione vale a dire crisi aziendale, cessazione di attività, riorganizzazione e crisi locali e settoriali.

Tra le altre misure previste:

  • rafforzamento del contratto di solidarietà stabilendone una maggiore durata e portandolo fino all’80% della riduzione oraria;
  • far partire la riduzione dell’assegno di disoccupazione Naspi (décalage) dal sesto mese e non dal quarto come previsto attualmente;
  • estensione dell’assegno familiare (sebbene dal 1° luglio dovrebbe essere introdotto l’assegno unico per i figli).

La cassa integrazione quindi assume un ruolo centrale all’interno della riforma degli ammortizzatori sociali dal momento che l’emergenza Covid ha messo in luce come questo strumento sia fondamentale.

Non solo dall’inizio dell’emergenza si è capito come la cassa integrazione in deroga così come è pensata oggi non funziona e che l’importo della CIG in busta paga non è sufficiente e richiede un aumento specie se utilizzata per un periodo così lungo come quello emergenziale.

Lavoro autonomo al centro della riforma

Non solo la cassa integrazione anche il lavoro autonomo è al centro della riforma degli ammortizzatori sociali.

Il ministro Orlando sempre ieri rispondendo alla Camera a un’interrogazione ha dichiarato:

“In una prospettiva più ampia occorre considerare con particolare attenzione il lavoro autonomo nell’ambito della riforme strutturali, in particolare per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali.”

E ha aggiunto:

“Sono convinto infatti della necessità di avviare un confronto che sia efficace e produca effetti anche sull’estensione dell’equo compenso e la possibilità di estendere strumenti e tutele anche ad alcune tipologie di lavoratori autonomi che oggi non sono ricomprese.”

Un tavolo specifico sul lavoro autonomo per la riforma è stato già fissato non a caso dal ministro per il prossimo 28 aprile.

Nell’incontro di ieri tra ministero del Lavoro e parti sociali però non si è discusso solo di cassa integrazione e riforma degli ammortizzatori sociali in generale perché si è consumato anche lo scontro sul blocco dei licenziamenti.

Da una parte infatti i sindacati vogliono portare la proroga generalizzata per tutti fino all’autunno almeno. Attualmente il blocco dei licenziamenti è previsto, con la proroga del decreto Sostegni, fino:

  • al 30 giugno per le aziende che accedono alla cassa integrazione ordinaria;
  • al 31 ottobre per quelle che accedono ad assegno ordinario e CIG in deroga.

Confindustria ancora una volta non accetta la proroga, mentre Confapi punta sul 31 agosto come data per una possibile mediazione fra le parti.

Se il cantiere della cassa integrazione per la riforma degli ammortizzatori sociali è ancora aperto, anche il fronte del blocco dei licenziamenti non accenna a mostrare segnali distensivi e la discussione è destinata a continuare nelle prossime settimane.

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