Riforma ammortizzatori sociali: dalla Cig universale alla Naspi per autonomi. Il piano Orlando

Teresa Maddonni

08/07/2021

08/07/2021 - 10:11

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La bozza della riforma degli ammortizzatori sociali prende forma. Per la modifica della cassa integrazione, che diventa universale, e la Naspi però si affronta la questione delle risorse.

Riforma ammortizzatori sociali: dalla Cig universale alla Naspi per autonomi. Il piano Orlando

La riforma degli ammortizzatori sociali comincia a prendere forma nonostante il nodo risorse ancora da sciogliere.

La riforma degli ammortizzatori sociali, la modifica della cassa integrazione che dovrebbe diventare universale, come anche della Naspi, è stata da tempo annunciata dal ministro del Lavoro Andrea Orlando che ieri ha incontrato il ministro dell’Economia Daniele Franco.

La riforma degli ammortizzatori sociali, insieme alle politiche attive per il lavoro, è una delle condizioni poste dai sindacati per superare il blocco dei licenziamenti.

La bozza della riforma prevede il superamento della cassa integrazione in deroga e l’estensione degli ammortizzatori sociali anche alle piccole imprese a partire dal 1° gennaio 2022. Verrebbero ampliate anche le causali per CIGO e CIGS.

Al centro della riforma degli ammortizzatori sociali non dovrebbe esserci solo la cassa integrazione, ma anche una modifica della Naspi che andrebbe anche ad autonomi e partite IVA stando alle anticipazioni delle scorse settimane.

Vediamo ora cosa dovrebbe prevedere la riforma degli ammortizzatori sociali in bozza secondo il piano di Orlando.

Riforma ammortizzatori sociali: cosa prevede il piano Orlando

La riforma degli ammortizzatori sociali, secondo il documento preliminare presentato ai sindacati a marzo, dovrebbe prevedere una semplificazione di alcuni strumenti e in primis la cassa integrazione. Nella riforma degli ammortizzatori sociali potrebbero rientrare:

  • cassa integrazione universale, ma con un contributo dovuto dai datori di lavoro;
  • Naspi anche per gli autonomi e partite IVA.

L’ultima bozza della riforma degli ammortizzatori sociali, secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore a seguito dell’incontro tra Orlando e Franco, dovrebbe prevedere:

  • il superamento della cassa integrazione in deroga e ricorso a quella ordinaria e straordinaria;
  • ampliamento delle causali per la CIG dove accanto a quelle attuali di riorganizzazione e crisi aziendale e contratto di solidarietà viene riportata la cessazione dell’attività. Ancora vengono introdotte le causali per crisi locale o settoriale quindi riorganizzazione, conversione, rinnovo dell’attività per esigenze di mercato per esempio;
  • estensione degli ammortizzatori sociali anche alle piccolissime imprese dal 1° gennaio 2022.

Ancora la bozza degli ammortizzatori sociali, sempre secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore, stabilisce che per le imprese fino a 15 dipendenti la CIGO e la CIGS non possono superare i 12 mesi nel quinquennio mobile.

In generale viene riconfermato che per CIGO e CIGS non si possono superare i 24 mesi nel quinquennio mobile che diventano 30 per imprese industriali e artigiane dell’edilizia e simili.

Il costo della riforma degli ammortizzatori sociali, sempre secondo quanto riporta il quotidiano economico, dovrebbe essere di 10 miliardi e si starebbe pensando a un fondo in manovra di 7 o 8 miliardi.

Una questione che andrà affrontata con non poca difficoltà, oltre alle risorse, riguarda il contributo addizionale per CIGO e CIGS che viene così esteso anche alle piccole imprese con il superamento della cassa integrazione in deroga.

Si penserebbe a un’aliquota dello 0,6% che sarebbe coperta dallo Stato con le risorse della prossima Legge di Bilancio. Ovviamente si creerebbe un problema di equità con quanto dovuto dalle imprese più grandi.

Una novità ulteriore della riforma degli ammortizzatori sociali in bozza riguarderebbe sempre la cassa integrazione ordinaria estesa anche alle imprese della grande distribuzione organizzata che comunque occupano in media più di 50 dipendenti.

La Naspi, l’indennità di disoccupazione, stando alle anticipazioni delle scorse settimane invece, dovrebbe essere universale con la riforma degli ammortizzatori sociali ed estesa a tutti quindi anche a collaboratori, autonomi e partite IVA. Non solo si penserebbe a un reddito minimo garantito per i giovani professionisti che guadagnano poco, meno dell’importo del reddito di cittadinanza.

Sempre per la Naspi i sindacati chiedono da tempo di aumentarne la durata per coloro che hanno pochi contributi e diminuire la riduzione dal quarto mese dell’importo. Al momento è bloccata fino al 31 dicembre grazie al decreto Sostegni bis. Ovviamente al momento siamo ancora nel campo delle indiscrezioni, tutte da confermare.

La riforma degli ammortizzatori sociali deve prevedere, come abbiamo anticipato, anche un necessario rafforzamento delle politiche attive del lavoro, condizione per superare anche il blocco dei licenziamenti.

Riforma ammortizzatori sociali: il piano Orlando

L’interlocuzione sulla riforma degli ammortizzatori sociali con il ministero dell’Economia, per la ripartizione dei costi, e con quello dello Sviluppo Economico per le crisi industriali, è una delle fasi del piano di Orlando. Il titolare di via Veneto la road map l’aveva già annunciata a marzo scorso.

Centrale come abbiamo visto nella riforma degli ammortizzatori sociali vi è la modifica della cassa integrazione della quale nell’ultimo anno e mezzo si è fatto un uso cospicuo.

Gli ultimi dati dell’INPS resi noti con l’Osservatorio cassa integrazione guadagni parlano infatti di 5.415,2 milioni di ore di cassa integrazione con causale COVID-19:

  • 2.336,3 milioni per la CIG ordinaria;
  • 1.910,3 milioni per l’assegno ordinario dei fondi di solidarietà;
  • 1.168,6 milioni per la CIG in deroga.

Nel mese di maggio 2021 – rispetto al totale di 217,2 milioni – per la sola causale “emergenza sanitaria COVID-19” sono state autorizzate 204,9 milioni di ore tra CIG ordinaria, assegno ordinario dei fondi di solidarietà e CIG in deroga, con un incremento del 5,8% rispetto alle ore autorizzate ad aprile 2021.

La cassa integrazione ordinaria ha interessato soprattutto i settori:

  • “metallurgico” con 6,5 milioni di ore autorizzate;
  • “fabbricazione di autoveicoli, rimorchi, semirimorchi e mezzi di trasporto” con 3,9 milioni;
  • “costruzioni” e “fabbricazione di macchine e apparati meccanici ed elettrici” con 3 milioni;
  • “industrie tessili e abbigliamento” e “trasporti magazzinaggio e comunicazioni” con 2,8 milioni.

Per la cassa integrazione in deroga, il settore con il maggior numero di ore autorizzate è il “commercio” con 33,4 milioni e a seguire:

  • “alberghi e ristoranti” con 20,7 milioni;
  • “attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese” con 7 milioni.

Le ore autorizzate nei fondi di solidarietà sono state:

  • 35,5 milioni per il settore “alberghi e ristoranti”;
  • 18,6 milioni per “attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese”;
  • 17 milioni per il “commercio”.

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