Cambio euro-dollaro e riunione Fed: è stallo. Tassi invariati, EUR/USD prova il rialzo

Il cambio euro-dollaro reagisce alla decisione della Fed sui tassi di interesse e alle parole della Yellen nella conferenza stampa: vediamo come e cosa aspettarci nei prossimi giorni.

Il cambio euro-dollaro è protagonista della serata di mercoledì mentre negli Stati Uniti è finalmente arrivato l’evento tanto atteso dal mercato nelle ultime settimane.

Le previsioni di molti si sono rivelate corrette e la Fed lascia invariati i tassi di interesse al +0.50%, rinviando ancora una volta l’intervento che promette da inizio 2016.

La prima reazione di EUR/USD alla pubblicazione dei tassi delle 20:00 è quindi rialzista, con vendite massicce del dollaro USA a simboleggiare un altro tentativo andato a vuoto da parte del FOMC.

La conferenza stampa della Yellen che ha seguito il market mover ha visto la presidente della Fed continuare ad allungare i tempi, ancora non maturi, per un rialzo dei tassi di interesse.

Vediamo quindi le reazioni di euro-dollaro alla riunione Fed ormai conclusa e i possibili scenari che seguiranno nei prossimi giorni.

Cambio euro-dollaro risale mentre la Fed rimane ferma: primo target 1,120

Il cambio euro-dollaro attendeva la pubblicazione dei tassi di interesse e le parole della Yellen dal supporto a quota 1,115, in una giornata che non aveva visto movimenti particolarmente coraggiosi.

La riunione della Fed ha avuto l’esito più atteso dal mercato e anche quello meno rumoroso.

Durante il 2016 si è già vissuta diverse volte la stessa situazione di oggi, con il possibile rialzo dei tassi che è stato di volta in volta rinviato al prossimo futuro.

Il passare del tempo e la crescita delle aspettative di molti, compresi alcuni membri del FOMC, aveva dato alito a speranze maggiori per la riunione di settembre, sebbene l’esito abbia avuto alla fine sempre lo stesso sapore.

La Yellen trasmette fiducia sullo stato dell’economia USA, sul settore del lavoro e sull’inflazione, rinviando a questo punto a fine anno un possibile intervento sui tassi di interesse.

Per euro-dollaro la decisione di oggi porta alle conseguenze meno intense, con l’accenno di rialzo che ha seguito le 20:00 incapace di superare quota 1,12.

Lo stallo al quale si assiste nell’immediato post-Fed può essere letto come l’ennesimo segnale di forza del dollaro USA, che riesce a mantenere la quotazione ferma nonostante l’esito del meeting abbia per gli Stati Uniti il retrogusto amaro.

Il cambio EUR/USD non esce così dal percorso ingarbugliato degli ultimi giorni e si aggira al di sotto di quota 1,12, come osservabile dal seguente grafico orario:

Le ampie ombre che si vedono nella penultima candela H1 rappresentano i movimenti a vuoto del mercato durante la conferenza stampa della Yellen.

Volendo dare seguito allo scenario rialzista che potrebbe continuare, la resistenza a 1,120 è il livello da superare.

In precedenza supporto e poi resistenza, il raggiungimento della soglia psicologica a 1,12 vorrebbe anche significare l’abbattimento della trendline negativa di breve periodo che il cambio ha descritto negli ultimi giorni.

Al contrario il supporto a 1,1128 si è rivelato un vero e proprio muro contro ogni movimento ribassista delle ultime settimane, motivo per il quale non è consigliabile guardare ad un ribasso finché non venga violato.

La reazione a caldo su EUR/USD ha quindi riflesso la delusione provocata per l’ennesima volta dalla Fed.

Sarà necessario ora capire se euro-dollaro avrà oggi come punto di partenza per una lenta e costante risalita o se resterà ancora incastrato tra gli stessi livelli. La resistenza a 1,12 è il target per dare vita alla prima ipotesi.

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