COVID-19: quali sono le Regioni pronte per seconda ondata (e quali no)

Seconda ondata COVID-19: secondo il Governo la quota di sicurezza è fissata a 14 posti letto in terapia intensiva ogni 100.000 abitanti. Tuttavia, solo tre regioni soddisfano questa condizione.

COVID-19: quali sono le Regioni pronte per seconda ondata (e quali no)

Seconda ondata da COVID-19: l’Italia è attrezzata per far fronte all’aumento - molto probabile - dei ricoveri? Con la risalita dei contagi e l’incremento del numero di persone che necessita del ricovero in ospedale, il sistema sanitario comincia a rivivere le prime difficoltà.

Non siamo ancora ai livelli del lockdown, tuttavia molti esperti ritengono che presto dovremo affrontare una seconda ondata tale da mettere a rischio la stabilità del sistema sanitario.

In molte zone cominciano ad emergere le prime difficoltà: ad esempio, come dichiarato al Fatto Quotidiano da Marco Rizzi, primario di Infettivologia all’ospedale di Bergamo, da Milano da giorni chiedono la disponibilità di posti letto per il ricovero dei pazienti con COVID-19.

A tal proposito, Il Sole 24 Ore in queste ore ha realizzato una panoramica delle Regioni che sembrano essere maggiormente pronte per affrontare un’eventuale seconda ondata che potrebbe portare ad un incremento di pazienti in terapia intensiva; per farlo ha posto un parametro secondo cui una Regione è pronta - almeno dal punto di vista sanitario - per affrontare una risalita dei contagi qualora abbia a disposizione 14 posti in terapia intensiva ogni 100 mila abitanti. Non si tratta di un rapporto casuale: è questa, infatti, la soglia di sicurezza fissata dal Governo nel marzo scorso, quando sono stati stanziati 1,3 miliardi di euro per dare avvio ai lavori nei reparti degli ospedali al fine di aumentare i posti a disposizione (lavori che tuttavia non sono ancora partiti).

Seconda ondata da COVID-19: quali sono le Regioni pronte per affrontarla?

Nei giorni scorsi hanno fatto molto scalpore le dichiarazioni di Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani, riguardo al rischio che Campania e Lombardia potrebbero finire i posti della terapia intensiva entro un mese.

Purtroppo, questo rischio c’è ed è concreto nella maggior parte delle Regioni italiane in quanto impreparate per rispondere ad una seconda ondata.

Secondo lo studio effettuato da Il Sole 24 Ore, infatti, sono solamente tre le Regioni che possono stare tranquille, per quanto possibile vista l’attuale situazione, riguardo all’incremento dei ricoveri in terapia intensiva. Nel dettaglio, si tratta di Veneto (16,8), Friuli Venezia Giulia (14,4) e Valle d’Aosta (15,9), le uniche che possono vantare un rapporto di almeno 14 posti letto per 100 mila abitanti.

Seconda ondata COVID-19: quali Regioni rischiano di non reggere l’urto

Ci sono Regioni che pur non arrivando al rapporto suddetto non vivono una situazione di emergenza. Ad esempio, Lazio, Emilia Romagna e Toscana pur non avendo 14 posti letto ogni 100.000 abitanti - e quindi non possono dirsi sicuri al 100% - hanno comunque una situazione che - almeno per il momento - non desta particolare preoccupazione anche perché si spera che a breve vengano terminati i lavori per l’incremento dei posti letto nelle terapie intensive. Molto comunque dipenderà dal numero dei contagi, con il Lazio che resta una delle Regioni più colpite.

Nel dettaglio, queste tre hanno un rapporto pari a 12,7 posti letto per 100.000 abitanti nel Lazio, 11,5 per l’Emilia Romagna e 11,1 per la Toscana.

La Lombardia è invece a 9,8 posti letto per 100.000 abitanti, tuttavia questa Regione merita un discorso a parte. Il sistema sanitario regionale, infatti, dispone anche di 800 attrezzature aggiuntive - come ad esempio monitor e respiratori - così da poter intervenire in caso di necessità trasformando altri posti letto in terapie intensive.

Le altre Regioni, invece, sono tutte indietro e la speranza è che il progetto per l’incremento dei posti in terapia intensiva possa essere concluso a breve.

Nel dettaglio, a preoccupare maggiormente è la situazione in tre Regioni, troppo indietro dal punto di vista del sistema sanitario: le Marche hanno un rapporto di 8,4, mentre l’Umbria è al 7,9. Peggio di tutte la Campania, che tra l’altro è una delle Regioni più colpite da questa seconda ondata: qui il rapporto dei posti in terapia intensiva è di 7,3 ogni 100 mila abitanti, poco più della metà della soglia di sicurezza fissata dal Governo.

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