COVID: Italia un esempio da seguire, altro che malato d’Europa. Parola di premio Nobel

Nella gestione dell’epidemia, l’Italia è un modello virtuoso che fa vergognare gli Stati Uniti. A riconoscerlo è il premio Nobel per l’Economia Paul Krugman, che ha elogiato la nostra nazione e distrutto la potenza USA. Mettendo in ridicolo Trump

COVID: Italia un esempio da seguire, altro che malato d'Europa. Parola di premio Nobel

L’Italia, il “malato d’Europa”, ha dato una lezione alla potenza del mondo, gli Stati Uniti, sulla gestione del coronavirus.

Ne è convinto Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia nel 2008 e illustre analista del New York Times. Il commento scritto sul quotidiano il 24 luglio è un chiaro elogio alla prontezza, serietà ed efficienza della nostra nazione nell’affrontare i momenti più bui dell’epidemia.

L’economista si chiede: “perché gli Stati Uniti di Trump non hanno fatto come l’Italia?” La risposta, a suo dire, è da cercare nella capacità/incapacità dei responsabili politici.

La conclusione è che la nostra nazione malgrado tutto - Krugman ha ricordato anche i difetti italiani - ha decisamente dimostrato di essere un modello. Specialmente per la grande nazione USA.

Coronavirus: perché l’Italia è un modello da seguire per gli USA

L’Italia ha fatto vergognare gli Stati Uniti: questa la sintesi di Paul Krugman nell’analizzare l’andamento del coronavirus nelle due nazioni.

Il premio Nobel per l’Economia ha ricordato che il nostro Paese è stato il primo in Occidente a essere colpito in modo grave dall’epidemia. Eppure, dopo un inizio in comprensibile salita, con ospedali sopraffatti e morti in aumento, la situazione è tornata sotto controllo.

Oggi da Roma arrivano notizie rincuoranti: lo Stato ha ricominciato a vivere senza lockdown e i focolai vengono prontamente circoscritti. Tutto il contrario di quanto sta accadendo negli USA. Sebbene qui il virus sia arrivato dopo, regna ancora il caos e, secondo Krugman, proprio perché la potenza americana non ha seguito l’esempio italiano.

La teoria dell’economista è la seguente:

“Quando si è trattato di gestire il COVID-19 tutti gli svantaggi italiani sono stati compensati da un enorme vantaggio: l’Italia non era gravata dalla disastrosa leadership americana...L’Italia si è mossa rapidamente per fare ciò che era necessario ...ha istituito un blocco molto severo...Gli aiuti del Governo hanno contribuito a sostenere i lavoratori e le imprese. La rete di sicurezza aveva dei buchi, ma alti funzionari hanno cercati di farla funzionare... il primo ministro si è persino scusato per i ritardi negli aiuti.”

L’opposizione italiana avrebbe senz’altro da ridire sulle parole di Krugman, ma è innegabile che la gestione italiana ha evidenziato differenze (in positivo) con quella statunitense.

Con la conclusione che: L’Italia ha schiacciato la curva: ha mantenuto il blocco in atto fino a quando i casi sono stati relativamente pochi ed è stata cauto riguardo alla riapertura.”

Tutto il contrario di quanto avvenuto negli USA, dove Trump ha spinto sin da subito a riaprire l’economia ignorando completamente l’allerta degli esperti. E ora per la potenza americana è disastro.

L’Italia vista da Krugman: non solo elogi

Nell’osannare il modello Italia, l’economista non ha tralasciato dettagli meno virtuosi del nostro Paese.

Krugman ha infatti ricordato che la nostra nazione è seria e non certo un palcoscenico da commedia. Tuttavia presenta svantaggi endemici che avrebbero potuto farla soccombere, come invece non è accaduto. Come da lui sottolineato:

“La burocrazia italiana non è famosa per la sua efficienza, né i suoi cittadini sono noti per la loro disponibilità a seguire le regole. Il Governo della nazione è profondamente indebitato. Demografia sfavorevole e problemi economici sono anche i maggiori svantaggi italiani. Il rapporto tra gli anziani e gli adulti in età lavorativa è il più alto nel mondo occidentale.”

Eppure, nonostante questo quadro di incertezza, l’Italia ce l’ha fatta a sconfiggere in modo dignitoso l’emergenza sanitaria.

USA e Trump: disastro coronavirus

Profonda delusione e previsioni pessimistiche sono emerse invece nel parlare degli USA. E, soprattutto, di Trump. Non solo è in corso una terribile emergenza sanitaria senza fine, ma per Krugman la potenza statunitense sta perdendo terreno anche sull’economia.

Questa l’amara considerazione:

“Decine di milioni di lavoratori stanno per perdere importanti sussidi di disoccupazione e i repubblicani non si sono nemmeno accontentati di una cattiva risposta. Mercoledì 22 luglio, i repubblicani del Senato hanno lanciato l’idea di ridurre i benefici supplementari da 600 dollari a settimana a soli 100 dollari, il che comporterebbe un disastro per molte famiglie.”

La conclusione di Krugman, dinanzi a questo scenario, è più desolata che mai: Trump ha reso gli USA una “nazione patetica sul palcoscenico mondiale” che ora “invidia l’Italia nella gestione del coronavirus”.

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