COVID Italia: test rapidi per chi arriva non sono sicuri, ecco perché

Test rapidi in aeroporto e per tutti gli stranieri che arrivano in Italia potrebbero essere la soluzione ai casi importati. Eppure, la sicurezza sanitaria non ci sarà nemmeno con questi tamponi: ecco perché.

COVID Italia: test rapidi per chi arriva non sono sicuri, ecco perché

Il coronavirus sta mettendo l’Italia in crisi su un fronte importante: fermare i casi di positività provenienti dall’estero.

Aeroporti, stazioni ferroviarie e fermate di autobus di lunga percorrenza sono ormai nel mirino del Governo visto che nelle ultime settimane sono aumentati i contagi dai Paesi UE e extra-Schengen.

Come fare per garantire la migliore sicurezza sanitaria possibile? Sottoporre tutti coloro che arrivano al tampone, per scovare anche gli asintomatici: questa la soluzione più plausibile.

Ma il rischio focolai non sarebbe del tutto scongiurato, nemmeno con i test rapidi di ultima generazione. Ecco perché.

Test rapidi per chi arriva: prevenzione sicura?

Non è solo corsa al vaccino in questo momento cruciale per il coronavirus. Tra le varie sperimentazioni in itinere, anche in Italia, c’è quella per i test rapidi.

Nel nostro Paese si parla molto della possibilità di utilizzare tamponi veloci per individuare e isolare in tempi brevissimi positivi in arrivo con treni, aerei, autobus a lunga percorrenza.

I contagiati importati da Paesi come Romania, Bulgaria, India, Bangladesh sono diventati una vera emergenza: come affrontarla?

Escludendo l’opzione della chiusura di aeroporti e blocco dei viaggi, l’unica strada percorribile è quella della prevenzione con strumenti diagnostici all’avanguardia.

Dall’Ospedale Spallanzani arrivano notizie rincuoranti al riguardo: Maria Capobianchi, direttrice dell’Unità Operativa Complessa del Laboratorio di Virologia ha annunciato sul Messaggero che sono in corso sperimentazioni su ben 2 modelli di tamponi veloci.

Si tratta di test provenienti dalla Corea del Sud e funzionanti in modo diverso rispetto al tampone finora in uso, che richiede almeno 24 ore per dare il risultato. Essi sono di tipo antigenico, con responso pronto in circa 20 minuti.

Non hanno nulla a che fare con i test sierologici, sono invece naso-faringei e possono essere eseguiti con strumentazioni facili da trasportare.

Il direttore scientifico dello Spallanzani, Francesco Vaia, ha spiegato che:

“Un test utilizza l’approccio immunocromatografico che, attraverso una cartina che si colora, indica la positività al virus; l’altro si basa sul metodo dell’elettrofluorescenza”

Le sperimentazioni sono ancora in corso, ma già sono state rese note alcune caratteristiche, che lasciano perplessità sulla loro attendibilità.

È la stessa Capobianchi, a capo della ricerca, ad ammettere che: “Per definizione il test antigenico è meno preciso di quello molecolare, ma può essere molto utile. Dipende dall’uso che se ne vuole fare”.

Tradotto significa che esiste la certezza del risultato è del 60%, il che vuol dire che su 100 asintomatici controllati con questi tamponi, 40 potrebbero sfuggire al test e continuare a circolare anche se positivi.

Un rischio non di poco conto, che mette in evidenza quanto il problema della prevenzione sia reale e complesso.

Tamponi in aeroporto: cosa fare?

Il dilemma su come affrontare il problema degli arrivi in aeroporto, in treno e in bus degli stranieri dai Paesi a rischio resta.

La domanda che si pone adesso è: i test rapidi sono davvero una soluzione di maggiore impatto preventivo o no? Meglio procedere con i tamponi molecolari anche se occorre attendere 24 ore ed è più difficile averne in grandi quantità?

Come suggerito dagli stessi scienziati dello Spallanzani, la medicina e la ricerca danno soluzioni possibili, poi a scegliere è la politica.

Il viceministro Sileri ha appena detto che occorrono tamponi e quarantene in aeroporto. Ma quali test scegliere?

Quelli tradizionali, anche se non sicuri al 100% sono più attendibili, ma meno gestibili in strutture come gli aeroporti. Come garantire, inoltre, l’attesa di 24 ore in isolamento per chi è sottoposto al test?

Con i tamponi rapidi, invece, si potrebbero controllare in tempo reale e con risultati sul posto in pochi minuti tutti gli arrivati, correndo però il rischio di farsi scappare qualche asintomatico.

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