COVID-19, ISS: “Siamo preoccupati”. Nuove restrizioni in arrivo?

COVID-19: nel commentare gli ultimi dati l’ISS si è detto preoccupato per l’andamento della curva dei contagi e non esclude l’applicazione di nuove restrizioni.

COVID-19, ISS: “Siamo preoccupati”. Nuove restrizioni in arrivo?

COVID-19: per l’Italia - così come per molti altri Paesi d’Europa, ad esempio Spagna e Inghilterra che si dicono pronte ad un nuovo lockdown - si fa sempre più concreta la possibilità di una seconda ondata.

Il Governo nelle ultime settimane ha ribadito che un secondo lockdown è da escludere, tuttavia l’andamento della curva dei contagi comincia a preoccupare.

Nella giornata di ieri, venerdì 18 settembre, i nuovi casi sono 1.907 e con meno di 100.000 tamponi effettuati.

Una situazione che non lascia indifferenti e che, come confermato nelle ultime ore dall’Istituto Superiore di Sanità, comincia a preoccupare. Nel dettaglio, l’ISS ha lanciato l’allarme nel commentare i dati contenuti nel report riferito alla settimana che va dal 7 al 13 settembre: qui è stato confermato un “lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-Cov-2”, sebbene con un andamento più contenuto rispetto a quello degli altri Paesi europei.

COVID-19, l’allarme lanciato dall’ISS: ecco perché bisogna preoccuparsi

Rispetto agli altri Paesi d’Europa, l’Italia ha perlomeno il vantaggio di avere una crescita della pandemia più lenta e quindi è più semplice tenerla sotto controllo.

Tuttavia, sono diversi i motivi di preoccupazione: in primis la trasmissione del virus che è ormai diffusa su tutto il territorio nazionale, provocando focolai di dimensioni rilevanti. Uno dei principali luoghi di contagio sono spesso quelle attività ricreative che comportano assembramenti e violazioni delle regole di distanziamento fisico, tanto sul territorio nazionale quanto all’estero.

Il secondo motivo di preoccupazione sta nel fatto che rispetto alle scorse settimane, quando i contagiati erano perlopiù giovani in ritorno dalle vacanze, c’è stata una risalita dell’età media delle persone che contraggono il virus. Oggi siamo a 41 anni e il 35% dei nuovi contagi riguarda persone sopra i 50 anni che per età sono più esposti ai rischi da COVID-19.

Una situazione che, come spiegato dall’ISS, è dovuta molto probabilmente dalla “trasmissione dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana, soprattutto all’interno della famiglia: questo si riflette in un maggiore impegno dei servizi ospedalieri”. Questo comporta anche un aumento del tasso di occupazione dei posti letto in ospedale, sia nei reparti che in terapia intensiva: nel dettaglio, il report rileva un tasso di occupazione in area medica raddoppiato - dal 2% al 4% - rispetto alla settimana precedente, sebbene - comunque - “non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali”.

COVID-19, situazione in peggioramento: cosa dobbiamo aspettarci

A tal proposito, gli esperti ribadiscono l’importanza di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate. Una situazione che potrebbe tradursi in una proroga delle norme per il contenimento dei contagi anche dopo il 30 settembre, termine di validità dell’ultimo DPCP approvato dal Governo Conte.

E non si escludono nuove restrizioni, anche se il Governo ha sempre negato l’ipotesi di un secondo lockdown nazionale. L’ISS ha però fatto sapere che in caso di un ulteriore peggioramento - che i dati di questi giorni sembrano confermare - l’Italia dovrà essere pronta all’attivazione di ulteriori interventi.

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