COVID Europa: è allarme economico per questi Paesi UE, Germania compresa

Il nuovo picco di contagi in Europa suona sempre di più come un allarme economico per alcuni Paesi: quali potenze UE rischiano una crisi peggiore del previsto?

COVID Europa: è allarme economico per questi Paesi UE, Germania compresa

Il coronavirus avanza in Europa e le principali economie UE stanno declassando le previsioni di ripresa già disastrose.

Sulla scia di una seconda ondata di infezioni che si sta diffondendo nel continente, con oltre 6,3 milioni di casi ora segnalati nella regione, alcune nazioni temono un ritorno alla crescita ancora più lento.

Sebbene il lockdown generalizzato sia stato scongiurato un po’ ovunque, Spagna, Francia e anche la Germania vedono segnali poco rassicuranti nel prossimo futuro.

Le stime economiche stanno peggiorando: cosa si aspettano Madrid, Parigi e Berlino?

Crisi economica in Europa: peggiorano le stime per questi Paesi

Non solo l’Italia, questa volta, nelle stime di peggioramento economico in Europa.

Il nostro Paese, che ha già fatto sapere con la Nadef che il PIL nel 2020 scenderà del 9% (non più dell’8%), è in allerta come lo sono altre potenze UE.

Francia, Spagna, Germania sono finite anch’esse nel mirino di previsioni al ribasso per quanto riguarda la ripresa economica.

L’avanzamento dei contagi e l’incertezza sulle misure di contenimento da adottare hanno avvolto Parigi, Madrid e Berlino in un clima cupo. Le stime sulla ripresa stanno peggiorando, ecco perché.

Spagna: crollo del PIL a -12,6%?

La Banca di Spagna ha avvertito che misure rigorose per contenere il picco di casi di coronavirus potrebbero spingere il Paese in una crisi economica peggiore del previsto.

Nello scenario peggiore, il PIL potrebbe contrarsi anche del 12,6% nel 2020. In una previsione meno pessimistica, il Prodotto Interno Lordo dovrebbe diminuire del 10,5%.

Il governatore della Banca di Spagna non ha escluso sviluppi più sfavorevoli di quelli stimati, lasciando intravedere mesi difficili per la nazione iberica.

L’aumento delle infezioni, con la capitale Madrid particolarmente colpita, ha obbligato il Governo a introdurre un lockdown parziale nella città. Il rischio, come suggerito dalle autorità locali avverse a misure così rigorose, è di perdere fino a 18.000 posti di lavoro nell’area di Madrid.

Francia: autunno molto incerto

La Francia, la seconda economia della zona euro, teme che il rimbalzo nella crescita possa stabilizzarsi nel quarto trimestre, soffocando la ripresa delle attività economiche a fine anno.

Il Paese, infatti, ha il secondo più alto numero di infezioni dopo la Spagna, con oltre 675.00 casi confermati.

L’agenzia nazionale di statistica INSEE prevede che il PIL si ridurrà del 9% quest’anno. Tuttavia, un inasprimento duraturo delle restrizioni - la Francia ha introdotto misure severe in diverse città, tra cui Parigi, dove i bar sono chiusi - potrebbe avere un impatto più grave sul Prodotto Interno Lordo.

L’andamento dell’economia nazionale in autunno resta, quindi, molto incerto e segnato dall’allarme epidemia: con un aumento dei casi e maggiori restrizioni la contrazione del PIL peggiorerà alla fine del 2020.

La Germania teme le nuove restrizioni

La Germania, la più grande economia europea, ha annunciato ulteriori restrizioni nelle principali città, comprese Berlino e Francoforte, per arginare un aumento dei casi.

Nella capitale, per esempio, ristoranti, bar, negozi locali e altre attività commerciali dovranno chiudere tra le 23:00 e le 06:00.

La banca centrale tedesca, la Bundesbank, ha dichiarato a giugno che prevedeva una contrazione della produzione economica del 7% nel 2020.

Gli ultimi dati economici indicano movimenti alterni per l’economia tedesca. hGli ordinativi industriali di agosto hanno registrato un aumento del 4,5% rispetto al mese precedente. Ma i dati sulla produzione industriale sono stati poco brillanti con un calo dello 0,2% da luglio al mese successivo.

Carsten Brzeski, analista di ING, ha messo in guardia, infatti, sulla tenuta dell’economia tedesca:

“Mentre i dati sugli ordini industriali di ieri facevano sperare che il rimbalzo della produzione potesse durare fino all’ultimo trimestre, le nuove restrizioni non promettono nulla di buono per il settore dei servizi. Il fatto che si possano organizzare meno attività all’esterno dovrebbe lasciare il segno anche sui consumi e sui servizi. L’inverno sta arrivando.”

Stime in peggioramento, quindi, inquietano grandi economie europee. Se i contagi non rallenteranno il loro ritmo, la ripresa si darà ancora attendere (anche per l’Italia).

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