Nicola Porro: “Sul COVID-19 solo dogmi, rischia di diventare una religione”

La questione sulla COVID-19 ha bisogno di un dibattito acceso tra gli scienziati, per non farla trasformare in una religione unicamente basata su dogmi, è quanto sostiene Nicola Porro in un’intervista per Money.it.

La COVID-19 ha completamente stravolto il mondo intero, e in modo particolare il settore della medicina e della scienza. Gli esperti si sono ritrovati a dover fronteggiare una cosa completamente nuova basandosi unicamente su dogmi e congetture, rischiando di diventare una religione, priva di fondamento scientifico.

È quanto afferma Nicola Porro, che nel corso di un’intervista per Money.it ha sostenuto l’idea che “la scienza è fatta di congetture che però devono avere come caratteristica quella di essere falsificabili, sennò si parla di religione”.

Servono i vaccini, No Vax sono antiscientifici

Anche per quanto riguarda i vaccini, che potrebbe essere disponibile a settembre, il giornalista afferma che “pragmaticamente la congettura che i vaccini servono esiste, ed è vera. È fuori di dubbio che i vaccini abbiano ridotto i contagi, la malattie e le morti e quindi hanno portato un grandissimo vantaggio all’umanità”.

Proprio in virtù di queste affermazioni “le posizioni No Vax sono antiscientifiche perché negano pragmaticamente il risultato portato dai vaccini”.

Per quanto riguarda il virus invece “non abbiamo esperienza, ci sono soltanto dogmi, tant’è che la scienza ha detto tutto il contrario di tutto, e allora io mi chiedo perché non discuterlo?” Continua Porro, chiarendo che “discutere sui risultati scientifici del coronavirus non vuol dire mettere in dubbio i vaccini perché non vuol dire essere No Vax se discuti la scienza”. In un momento di grande dubbi e incertezze la soluzione al problema potrebbe quindi nascere proprio dal dibattito acceso e costruttivo tra gli esperti.

All’inizio della crisi sanitaria vi era molta incertezza tra i medici tanto che “alcune cure non sono state considerate serie, mentre davano dei buoni risultati, altre sono state considerate serie e non hanno dato altrettanti buoni risultati”. Secondo gli esperti la soluzione migliore era quella delle “terapie intensive, ma poi gli stessi scienziati si sono accorti che prima bisognava fare altre cose perché nelle terapie intensive non ci si doveva andare”.

Questo non significa che gli scienziati siano delle pippe”, articola il giornalista, ma semplicemente si sono trovati davanti a una situazione nuova da dover fronteggiareed è per questo che bisogna avere un atteggiamento critico, e sentire tutti e valutare tutti”.

Il paradosso della Task Force sulle Fake News

Quello che indispone maggiormente Nicola Porro è il fatto che anziché stimolare e incentivare il dibattito, in modo da poter trovare una risposta basata su delle questioni scientifiche, Palazzo Chigi è stato in grado di inventarsi una Task Force sulle Fake News, definita dallo stesso posso come “una cosa incredibile”.

Quello che consola il giornalista è che “come spesso succede in Italia le tragedie si trasformano in farse. La tragedia di questa Task Force a Palazzo Chigi, mi sembra che si sia trasformata in una farsa, nulla ha fatto e nulla può fare”.

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1 commento

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Esiodo • 5 mesi fa

Ci prendono in giro .. .non c’è bisogno di essere virologi per seguire la logica. Hanno strumentalizzato ed ideologizzato il virus; è chiaro a tutti che la pericolosità del COVID non è quella di ebola o antrace ... il vaccino è inutile dal momento che il virus circolava in realtà da ottobre-novembre e pare che dal 50 al 30% della popolazione sia già entrata in contatto con esso e dunque ha sviluppato anticorpi...il lock down non è servito a nulla, solo a distruggere l’economia, o almeno andavano isolate solo quelle zone del nord Italia dove il virus ha trovato condizioni favorevoli al contagio. Quando sono scesi verso il sud 20.000 persone di fatto non è successo niente. Vaccinare obbligatoriamente contro il COVID sarebbe una violenza immane da Stato bolscevico.

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