COVID-19: tra certezze e dubbi, cosa sta succedendo in questa estate?

I contagi COVID-19 in aumento sono una realtà, soprattutto in Europa. Il Vecchio Continente è alle prese con un’allerta di nuovo massima un po’ ovunque. Tra certezze e dubbi, cosa sta succedendo in questa estate? Alcune risposte dell’esperto.

COVID-19: tra certezze e dubbi, cosa sta succedendo in questa estate?

L’Europa è nella morsa del coronavirus. Aumentano i contagi un po’ ovunque, anche in Italia, nonostante il nostro Paese abbia ancora una situazione sotto controllo rispetto ad altre nazioni vicine.

Trema la Francia, con oltre 6.000 positivi al giorno e Spagna, Croazia, Romania stanno temendo il peggio. Ucraina e Ungheria hanno addirittura chiuso le frontiere per socngiurare ingressi di nuovi infetti. Questa estate, dunque, si sta confermando molto difficile.

Mentre si avvicina l’autunno, si rincorrono previsioni e suggerimenti da parte di esperti e scienziati, in primis sul vaccino, la vera speranza di tutti. In questa fine di agosto così anomala, con rientri dalle vacanze che si stanno trasformando in incubi ed emergenze sanitarie, cosa sta davvero succedendo? Certezze e dubbi sul coronavirus illustrati da un esperto.

Coronavirus: le certezze sull’epidemia di oggi

Attualmente, l’Europa è sotto i riflettori per il ritorno aggressivo dei contagiati. Più di 1.000 casi al giorno si stanno registrando in Italia, Regno Unito e Germania, dove la linea dell’emergenza non è stata ancora superata: sono 20 i positivi su 100.000 abitanti.

Va molto peggio in Francia, con picchi spaventosi anche di 7.000 infetti ogni 24 ore, con 82 positivi ogni 100.000 abitanti. Numeri vicini a quelli di Croazia e Romania. Poi l’allerta è massima in Spagna, con 205 casi su 100.000 abitanti.

I numeri sono tra le poche certezze dell’epidemia. Molto si è scoperto, naturalmente, sul COVID-19 finora. Lo pneumologo Sergio Harari ha spiegato che, come dimostra quanto accaduto in Italia:

“Quando le persone erano circoscritte nella propria Regione, anche i comportamenti singoli in maniera spontanea rispecchiavano la situazione epidemiologica locale. Quando la gente ha iniziato a viaggiare, l’atteggiamento è mutato a seconda del Paese in cui si è deciso di trascorrere le vacanze”

Il rilassamento rispetto alle norme di precauzione, quindi, è una certezza. Così come, a detta dell’esperto: “la riapertura delle discoteche si sarebbe dovuta evitare, sarebbe servita anche più attenzione sulle spiagge”.

Harari ha anche evidenziato che, sicuramente, non si tornerà al livello dimarzo ppiché c’è maggiore preparazione nell’affrontare i contagi in crescita.

Epidemia e dubbi sul virus

Tanti passi in avanti sono stati fatti sul fronte della conoscenza scientifica del coronavirus. Tuttavia, come ha ricordato lo pneumologo, ci sono aspetti ancora poco chiari:

“Le manifestazioni cliniche del virus sono meno gravi di quelle che vedevamo all’inizio...Non sono solo i fattori età e fragilità a determinare la severità della malattia. Ci sono elementi che sfuggono ancora alla nostra capacità di valutazione scientifica, in assenza di chiare e riconosciute mutazioni virali. Non conoscendo i meccanismi di questo fenomeno, però, non possiamo escludere che le cose possano peggiorare”

Una sintesi esaustiva del fatto che il coronavirus obbliga alla massima allerta. E qui si incerisce lo scetticismo sull’autunno che sta per arrivare, con l’incognita influenza:

“I veri problemi li avremo nei Pronto Soccorso e negli ambulatori dei Medici di Medicina Generale, visto che i sintomi dei due virus sono molto simili: sarà fondamentale vaccinare la popolazione. Spero che le dosi siano sufficienti.”

Il COVID-19 circola ancora e bisognerà imparare a difendersi con la prevenzione, per adesso: questa sembra essere una delle poche certezze.

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