Brexit, la svolta nella notte. Oggi l’accordo?

Pierandrea Ferrari

24 Dicembre 2020 - 10:58

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Nelle ultime ore i negoziatori britannici ed europei hanno continuato a lavorare sul dossier Brexit. Sciolti gli ultimi nodi relativi alla concorrenza e ai diritti di pesca: accordo ad un passo?

Brexit, la svolta nella notte. Oggi l'accordo?

Una Brexit sotto l’albero. Nelle ultime, caldissime ore i negoziatori britannici ed europei sono riusciti a sbloccare lo stallo che perdurava ormai da diverse settimane. L’accordo, secondo le indiscrezioni, potrebbe essere annunciato in giornata, permettendo a Westminster e al Parlamento UE di iniziare le manovre per la ratifica del testo.

L’accelerazione - sebbene auspicata da entrambe le parti - ha sorpreso gli osservatori, con il termometro dei tavoli negoziali che da tempo rilevava il grande gelo sull’asse Londra-Bruxelles: in tal senso, è stato decisivo l’intervento diretto della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che nell’ultima settimana ha tastato la disponibilità di Boris Johnson –e di alcuni Stati membri, dalla Francia alla Danimarca – di rivedere le sue posizioni sui dossier ancora aperti.

Brexit: oggi l’annuncio dell’accordo?

Lo scorso fine settimana è scaduta anche l’ultima deadline fissata dal Parlamento UE per la conclusione dei negoziati. L’ultimatum di Bruxelles rispondeva ad una questione puramente tecnica: i parlamentari devono infatti ratificare l’accordo affinché questo entri in vigore nell’Unione europea, ma con il passare delle ore le possibilità di veder approvato un testo definitivo entro il termine del periodo di transizione si assottigliano.

Ora, sebbene in ritardo di quattro giorni rispetto ai tempi auspicati da Bruxelles, i negoziatori sono pronti a blindare le pratiche di divorzio. In caso di accordo già nelle prossime ore, Westminster si riunirebbe in sessione straordinaria il 30 dicembre, mentre il Parlamento UE potrebbe chiedere più tempo per visionare i dettagli del testo: in ogni caso, l’intesa verrebbe applicata in via provvisoria per evitare un regime – seppur temporaneo – di no-deal.

Scenari, questi, resi possibili dai buoni uffici di Ursula von der Leyen, che da giorni tentava di ammorbidire le posizioni del Regno Unito e dell’Unione europea sul versante della concorrenza e dei diritti di pesca. Il primo nodo è stato sciolto, garantendo a Bruxelles di non veder sorgere una sorta di Singapore aldilà della Manica, mentre un compromesso è stato trovato sul fronte dell’accesso alle rispettive acque costiere dei pescherecci britannici ed europei.

Ed era proprio quest’ultimo nodo a raggelare i tavoli negoziali nelle ultime settimane. A pesare soprattutto il diktat della Francia: l’Eliseo voleva infatti tutelare i suoi pescherecci, da anni abituati alla pesca grossa nelle acque della Regina, ma anche la Danimarca – attraverso le parole del suo ambasciatore – aveva sollecitato il capo negoziatore Michel Barnier a non cedere più del 25% delle quote attuali al Regno Unito. Tutto questo, ora, è alle spalle: l’accordo è a un passo.

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