Brexit, la Commissione UE avverte: nessun accordo se il Regno Unito non fornisce garanzie credibili

Bruxelles pronta a rigettare l’accordo commerciale post-Brexit se il governo britannico non darà garanzie su concorrenza e standard comuni

Brexit, la Commissione UE avverte: nessun accordo se il Regno Unito non fornisce garanzie credibili

Il capo negoziatore UE per la Brexit, Michel Barnier, si è detto “preoccupato e deluso” dall’atteggiamento poco costruttivo del governo britannico nelle negoziazioni sul futuro delle relazioni commerciali fra l’Unione e il Regno Unito.

Secondo Barnier, Londra non avrebbe fatto progressi sul versante delle garanzie per una concorrenza equa e aperta, con riferimento in particolare al settore della pesca e alla creazione di un meccanismo di risoluzioni delle controversie in ambito commerciale.

Appare quindi ancora lontano il raggiungimento di un accordo post-Brexit, i cui termini scadono a ottobre. Bruxelles ha lanciato quindi un ultimatum al governo di Boris Johnson, preparandosi a sostenere le conseguenze di un mancato accordo con il Regno Unito nel caso di risposte insufficienti alle richieste poste dall’UE.

Brexit: è scontro su regole concorrenza tra UE e Regno Unito

Nessun significativo passo in avanti nel negoziato sul futuro accordo che regolerà le relazioni commerciali fra l’UE e il Regno Unito dopo il periodo di transizione post-Brexit. Barnier ha denunciato pubblicamente l’indisponibilità del governo britannico ad accogliere le richieste fissate da Bruxelles come imprescindibili per sbloccare i negoziati, nonostante gli sforzi compiti da Bruxelles per venire incontro al Regni Unito.

L’UE, da parte sua, avrebbe riconosciuto i paletti posti dal governo Johnson su concorrenza, pesca e governance delle relazioni commerciali, “mostrando disponibilità al dialogo”. Di contro, prosegue Barnier, il Regno Unito non intende mettere sul tavolo proposte per assicurare un’equa concorrenza, a cominciare dalle regole sugli aiuti di Stato, che Bruxelles vorrebbe fossero stringenti e conformi al diritto europeo.

Su tutte le questioni ancora in sospeso, l’atteggiamento del Regno Unito continua ad essere deludente”, ha dichiarato il capo delegazione della Commissione europea.

Non si sbloccano quindi i negoziati sugli 11 ambiti regolamentari relativi alle relazioni commerciali fra UE e Regno Unito, iniziati a marzo 2020.

I piani del governo tedesco, attualmente alla presidenza del Consiglio dell’UE, per un incontro ad alto livello fra le diplomazie europee e britanniche sull’accordo post-Brexit, inizialmente programmato per il 2 settembre, sono saltati proprio per l’assenza di passi in avanti concreti fatti nel corso dell’estate. Fonti europee hanno parlato di un’estate “perduta” nel versante dei negoziati.

Bruxelles lancia (di nuovo) l’ultimatum

Nel suo intervento, Barnier ha chiarito per l’ennesima volta che l’accordo non si farà ad ogni costo:

“L’Unione Europea non sacrificherà i propri principi a solo vantaggio del Regno Unito”.

Londra spinge per un accordo commerciale che abbatta tariffe e quote con il continente europeo, ma Bruxelles non è più disposta a concedere nulla e si dice pronta ad arrivare a un “no deal” nel caso in cui i termini posti dal governo britannico siano svantaggiosi per l’Unione e il mercato comune europeo.

“Vi sarà una grande differenza nelle relazioni fra Europea e Gran Bretagna nel caso il cui l’accordo sia raggiunto o meno. Ritengo ancora che, sebbene molto difficile, un accordo sia ancora possibile”,

ha aggiunto Barnier.

Alla base dell’atteggiamento inglese, secondo Bruxelles, vi sarebbe l’insistenza del governo Johnson a concludere un accordo commerciale simile a quelli stipulati dall’Europa con il Canada e il Giappone. Un approccio che viene rigettato dall’UE per via della prossimità geografica del Regno Unito e degli alti di volumi di scambi per pertanto caratterizzeranno le relazioni fra i blocchi commerciali ai due lati della Manica. Per questo, secondo Barnier, “abbiamo bisogno di un sistema equo a livello economico e commerciale, insieme a meccanismi adeguati a evitare distorsioni di mercato e una concorrenza impari”.

Il tema degli aiuti di Stato

Particolarmente sensibile è quindi il tema degli aiuti di Stato sotto forma di sussidi alle imprese, al centro dei meccanismi che possono distorcere la concorrenza nel quadro delle partnership commerciali, su cui il Regno Unito cerca di mantenere ampi margini di discrezionalità.

Da parte dei negoziatori inglesi, l’insistenza di Bruxelles sul tema dei sussidi pubblici e della pesca rappresenta l’ultimo grande ostacolo per sbloccare il negoziato.

Il tempo intanto stringe, con il termine ultimo per il raggiungimento di un accordo fissato a ottobre e la fine del periodo di transizione al primo gennaio del 2021. Un mancato accordo commerciale renderebbe ancora più complesse e problematiche le relazioni fra Unione e Regno Unito, con contraccolpi economici per entrambe le parti, aumentando incertezze e instabilità nel quadro della crisi innescata dal COVID-19.

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