Borse: il taglio dei tassi BCE non sarà una buona notizia, ecco perché

Livio Spadaro

10 Marzo 2016 - 10:59

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I mercati europei si attendono un nuovo taglio dei tassi da parte della BCE. Tuttavia, nel dettaglio si vedrà come i tassi negativi non abbiano aiutato l’andamento delle Borse.

I mercati internazionali attendono le decisioni della BCE in arrivo oggi a margine dell’importante riunione in corso in queste ore. Le aspettative prevedono un taglio dei tassi di interesse e di deposito e un aumento quantitativo del piano di acquisti mensili di bond europei.

Le attese sulla riunione di oggi hanno dato una spinta rialzista ai mercati del Vecchio Continente, favorendo un allontanamento dai pericolosi minimi toccati il mese scorso quando le paure degli operatori sull’andamento dell’economia globale si sono affacciate sul mercato.

Il taglio dei tassi di deposito e di interesse però non dovrebbe rendere gli investitori troppo ottimisti. Come si vedrà nel dettaglio, la riduzione dei tassi di deposito non coincide con un rally dei mercati azionari.

Borse: grande attesa per le decisioni della BCE

C’è grande attesa sulle decisioni di politica monetaria della BCE in arrivo tra le 13:45 e le 14:30 di quest’oggi. I mercati si aspettano una modifica aggressiva della politica monetaria da parte dell’istituto di Francoforte, volta ad aiutare la crescita economica e dell’inflazione dell’Eurozona e per calmare i timori degli operatori del mercato.

La tensione sui listini europei è palpabile, vista la forte volatilità e le oscillazioni dei prezzi elevate dei titoli azionari, sintomo che la giornata di oggi sarà un crocevia per i mercati azionari europei.

Le previsioni parlano di un aumento del Quantitative Easing e di un taglio dei tassi di interesse da parte dell’istituto centrale europeo. Tuttavia, nel caso di un nuovo taglio dei tassi di deposito, gli investitori azionari non dovrebbero essere troppo euforici.

Borse: taglio dei tassi in genere non è una buona notizia - JpMorgan

Un allentamento della politica monetaria, come appunto una riduzione dei tassi, generalmente scatena un rally sui mercati azionari ma quando l’allentamento corrisponde ad un ulteriore affondo in territorio negativo dei tassi di interesse crea invece la situazione opposta, questo è il pensiero degli analisti di JpMorgan.

La banca d’affari, in un report pubblicato a inizio settimana, ha sottolineato come nelle economie sviluppate (come ad esempio l’Eurozona, il Giappone e la Svizzera), in cui sono presenti tassi di interessi negativi, i mercati azionari non abbiano performato positivamente.

Le azioni dell’Eurozona sono in declino del 4,6%, quelle svizzere del 9% e quelle nipponiche del 6,7%, com’è possibile vedere dalla tabella sottostante.

Paese Data annuncio taglio tassi Tassi correnti Equity performance
Danimarca 05/09/2014 -0,65% +22,4%
Eurozona 04/06/2014 -0,3% -4,6%
Svezia 08/07/2014 -1,25% +0,8%
Svizzera 17/12/2014/ -0,75% -9%
Giappone 28/01/2016 -0,1% -6,7%

Qual’è l’obiettivo di dei tassi di interesse negativi?

Emmanuel Cau, equity strategist di JpMorgan, fa notare come l’applicazione di tassi negativi in economie sviluppate impatti negativamente sulle banche le quali dovrebbero invece essere aiutate per spingere la crescita economica del Paese di riferimento. “E’ difficile vedere una crescita materiale dell’Eurozona se le banche non prestano più denaro”, ha concluso l’esperto della casa d’affari statunitense.

Ridurre i tassi di interesse ha in realtà l’obiettivo opposto, cioé cercare di rendere i prestiti meno costosi e incoraggiare gli investimenti e gli acquisti.

Il tasso di deposito corrente della BCE è del -0,3%, ma ci si attende un nuovo taglio di 10 punti base portando così il tasso al -0,4% per stimolare l’inflazione (pari adesso al -0,2%) nettamente lontana dal target del 2% fissato dalla BCE.

Borse preoccupate dagli effetti negativi dei tassi sulle banche europee

Alcuni economisti si sono detti contrari all’uso di tassi di interesse negativi, argomentando la loro opposizione con il fatto che deprimono la profittabilità delle banche e che sono una sorta di tassa sul sistema finanziario.

Con le banche europee che non attraversano di certo un buon momento, c’è il timore che un taglio dei tassi possa in realtà far deragliare la ripresa senza stimolare di conseguenza l’inflazione.

Queste preoccupazioni si sono fatte sentire sul mercato nelle settimane scorse. In Europa, l’indice delle banche EuroStoxx 600 è in calo del 16% da inizio anno, contro un -7,2% del più ampio EuroStoxx 600.

Tuttavia, come si vede dalla tabella più in alto, in Danimarca l’applicazione dei tassi di interesse negativi non ha impattato sul mercato azionario in maniera ribassista. Questo perché le banche del Paese nordico sono meno appesantite rispetto alle omologhe europee.

Banche: tassi negativi potrebbero far aumentare quelli sui prestiti - BofA

Bank of America lancia l’allarme sul sistema bancario europeo. Secondo la banca statunitense, l’applicazione di tassi negativi potrebbe convincere gli istituti di credito europei ad aumentare i tassi sui nuovi prestiti, per non ridurre la profittabilità, e di conseguenza reprimere le condizioni finanziari attuali creando così un effetto controproducente alle intenzioni della banca centrale.

Borse: BCE deve riportare fiducia sulle aspettative di inflazione - JpMorgan

Difatti, secondo JpMorgan, un taglio dei tassi non aiuterà a migliorare il sentiment dei mercati. Piuttosto, la BCE dovrebbe focalizzarsi sull’uso di strumenti monetari (come tassi di deposito scaglionati e prestiti meno costosi di lungo periodo) volti a stimolare la crescita in modo robusto.

Emmanuel Cau ritiene che i mercati stiano diventando sempre più scettici su come andranno a finire le cose, chiedendosi se le politiche delle banche centrali stiano avendo successo o se piuttosto è solo il riflesso che queste non sappiano quale sia la cura per abbattere la bassa inflazione.

Lo sviluppo più positivo per i mercati è che la BCE riesca ad alzare le aspettative future di inflazione, in qualsivoglia modo, dando così maggiore fiducia agli investitori.

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