L’Europa è davvero a sconto? Un paragone veloce indica di no. Ma potrebbe esserci qualcosa di più fra le righe delle valutazioni relative.
Per anni l’Europa è stata raccontata come “la Borsa a sconto” del mondo. Multipli bassi, crescita modesta ma stabile, rischio politico percepito come contenuto, una Banca Centrale più prudente. Oggi però quel vantaggio potrebbe essere già stato in larga parte assorbito. Il motivo è semplice solo in apparenza: molti investitori guardano alla differenza di multipli rispetto agli Stati Uniti e concludono che l’Europa sia ancora “cheap”. Ma la verità è che quelle valutazioni non sono realmente confrontabili. E questo cambia radicalmente la lettura del rischio.
La narrativa del “value europeo”
La narrativa dominante negli ultimi anni è stata lineare. Gli Stati Uniti apparivano strutturalmente cari, sostenuti da big tech, AI, buyback e crescita degli utili a doppia cifra. L’Europa, al contrario, veniva percepita come un mercato maturo, ciclico, bancocentrico, con crescita più lenta ma più prevedibile. Da qui l’idea di un profilo rischio rendimento più “difensivo” e di multipli più bassi. [...]
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