Blockchain: a cosa serve e dove viene usata

30 Luglio 2021 - 11:19

condividi

Le applicazioni della blockchain vanno anche oltre le criptovalute. Ecco gli utilizzi e i trend della blockchain e come i diversi settori e ambiti possono sfruttarla a loro vantaggio.

Blockchain: a cosa serve e dove viene usata

Quando si parla di blockchain la prima cosa che viene in mente sono Bitcoin e criptovalute. Questo perché la blockchain è nata con le criptovalute e in esse ha trovato la sua prima applicazione. Senza tralasciare il fatto che in moltissimi casi è la moneta virtuale che permette alla piattaforma blockchain di funzionare.

Tuttavia negli anni gli usi della blockchain sono andati ben oltre criptovalute e Bitcoin. Molti settori hanno scoperto l’utilità della blockchain e i vantaggi della sua tecnologia.

Dopo aver visto cos’è la blockchain, come funziona e perché è così importante, cerchiamo di capire ora a cosa serve la blockchain, dove e come viene usata oggi in diversi ambiti.

Dove si usa la blockchain

Oggi le aziende che utilizzano di più la blockchain sono in primis quelle del settore finanziario (dati: Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano). Le criptovalute e la blockchain nascono come una dichiarazione di guerra al mondo finanziario e bancario tradizionale, e poi le banche hanno pensato di utilizzarla a proprio vantaggio. Come? Per transazioni più veloci e a basso costo; per rendere le comunicazioni e le interazioni più rapide, efficienti, verificabili e sicure, e i processi più snelli.

In cima alla lista dei comparti che stanno sfruttando le caratteristiche e la tecnologia della blockchain a loro vantaggio troviamo poi tutte le pubbliche amministrazioni, dove ha avuto un fortissimo incremento il numero di progetti legati a blockchain per garantire maggiore trasparenza e sicurezza ai cittadini. Seguono l’agroalimentare, dove la possibilità di registrare, verificare, tracciare e certificare tutte le informazioni di ogni fase del prodotto è strategica per il mercato, e l’insurance. La blockchain applicata al settore assicurativo aiuta a risparmiare sui costi, ad avere pagamenti più rapidi, diminuire il rischio di frodi e condivisione dei dati in tempo reale tra le parti in modo tracciabile e affidabile.Tutto ciò promuove un rapporto di fiducia e lealtà tra l’assicuratore e il cliente.

Come spiegato da Giacomo Vella, ricercatore fintech e blockchain presso Osservatori Digitali del PoliMI durante il WMF 2021, l’Italia è tra i primi dieci Paesi per numero di progetti blockchain implementati, sopra Francia e Germania. Nel 2020 il Covid ha rallentato la crescita e l’avvio di nuovi progetti, ma anche in Italia il settore finanziario è quello che sta crescendo maggiormente.

Di seguito abbiamo raccolto 5 principali applicazioni della blockchain.

Per il timestamp

Man mano che il mondo si muove sempre più verso la piena digitalizzazione, diventa prioritario trovare sistemi che garantiscano l’autenticità e l’immutabilità dei dati su documenti, transazioni e firme. Il timestamp basato su blockchain appare oggi come una soluzione a questo problema. Con l’aiuto della tecnologia blockchain abbiamo un registro pubblico immutabile, anonimo e decentralizzato in cui tutti i dati sono registrati crittograficamente.

Il timestamping basato su blockchain consente di certificare data di un documento o di un prodotto e il fatto che non sia stato modificato nel tempo. Diversi i settori e gli ambiti che possono usufruirne a loro vantaggio: governance, trading, pagamenti, assicurazioni, catena di approvvigionamento, Internet delle cose, voto alle elezioni, documenti come passaporti, certificati di nascita, carte d’identità e altre forme di identificazione oggetto di furto.

Smart contract

Gli smart contract, o contratti intelligenti, sono codici informatici che vengono registrati all’interno di una blockchain ed eseguiti. Il codice informatico una volta scritto non può essere modificato e la sua esecuzione è garantita e inarrestabile.

Creazione di token

I token sono una tipologia di asset digitali che possono essere scambiati su blockchain e possono rappresentare beni digitali, fisici o il diritto a utilizzare un servizio.

Non bisogna confondere i token con le criptovalute: lo scopo dei token non è infatti solo quello di creare monete digitali. Per questo c’è un’ulteriore distinzione tra fungible token, legati appunto alle criptovalute, e non-fungible token, legati a diverse tipologie di oggetti e beni virtuali.

Mercato degli NFT

La blockchain nell’ultimo anno e mezzo è tornata alla ribalta con il boom degli NFT (non-fungible token), oggi utilizzati prevalentemente per realizzare collectibles facilmente scambiabili. Anche se hanno visto una crescita esponenziale in termini di popolarità solo negli ultimi tempi, gli NFT non sono un fenomeno totalmente nuovo: nel 2017 i Cryptokitties hanno smosso il mercato, venduti per oltre 100mila euro.

DApp

Le dApp, o applicazioni decentralizzate, si appoggiano su piattaforme blockchain e sul loro network distribuito per ottenere garanzie di non censurabilità. Ciò significa che a differenza delle app tradizionali che dipendono da marketplace centralizzati come Google Play o App Store dove gli sviluppatori devono pagare fee molto elevate, le dApp sfruttano le funzionalità di pagamento già integrate nella blockchain. Inoltre per quanto riguarda la gestione dei dati, l’utente è più al sicuro in quanto utilizza il proprio account blockchain, quindi le proprie chiavi crittografiche evitando di inserire i propri dati personali.

Iscriviti a Money.it