Bitcoin: le previsioni per il 2022

Gabriele Stentella

04/01/2022

04/01/2022 - 10:18

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Quali sono le previsioni su Bitcoin per il 2022? Gli analisti individuano alcuni elementi da tenere d’occhio per capire come si muoverà la Regina delle crypto.

Bitcoin: le previsioni per il 2022

Come si muoverà Bitcoin nel 2022 in base alle previsioni degli analisti? - Nel 2021 si è assistito a una buona crescita della Regina delle crypto: tra gennaio e dicembre le quotazioni del primo crypto asset del mercato sono aumentate del 65%, e a novembre la capitalizzazione di BTC ha superato $1,13 trilioni, con il conseguente avvicinamento alla soglia dei $70.000 di prezzo.

L’anno scorso sono stati approvati anche i primi Exchange Traded Fund sulla crypto, lanciati rispettivamente da ProShare e Valkirye Funds, nello stesso momento in cui sempre più banche d’affari e grandi società esprimevano pareri favorevoli su BTC e, più in generale, l’impiego di valute digitali. Bitcoin ormai non è considerato solo uno strumento speculativo, bensì un’alternativa ai comuni beni rifugio come l’oro, sebbene una simile affermazione sia ancora dibattuta.

“Il Bitcoin, nato come moneta di Internet, oggi è realtà: non si tratta solo di un mero strumento speculativo, bensì di un potente mezzo di pagamento a basso costo e a velocità istantanea. Nell’anno appena concluso infatti, la Lightning Network ha raggiunto una vera e propria massa critica, senza considerare che i volumi delle transazioni in Bitcoin hanno superato quello di Visa”.

Afferma Alessandro Frizzoni, Co-Founder di Crypto Smart, la prima piattaforma italiana di asset digitali.

Bitcoin: previsioni per il 2022

Con l’inizio del nuovo anno gli analisti hanno individuato una serie di elementi che avranno un ruolo sull’andamento di Bitcoin nei mesi seguenti. Per avanzare le loro previsioni, i tecnici hanno preso in considerazione elementi legati alla tematica dell’adozione di BTC da parte delle istituzioni o delle società finanziarie, senza trascurare i possibili punti critici rappresentati dal rallentamento dei processi estrattivi.

1. Regolamentazione

Al pari di qualsiasi altra valuta digitale, anche Bitcoin risentirà dell’introduzione di apposite normative da parte delle principali economie mondiali, primi fra tutti gli Stati Uniti. Nel 2022 i regolatori USA potrebbero porre rimedio alle troppe zone grigie delle stablecoin e a quelle che interessano il comparto della finanza decentralizzata, oltreché dettare alcune importanti linee guida per le società che desidereranno proporre investimenti in crypto asset o servizi di pagamento in Bitcoin. Come evidenziato da molti analisti, la regolamentazione può rendere BTC più attraente agli occhi della finanza tradizionale, ma è ugualmente vero che determinati provvedimenti normativi rischierebbero di danneggiarne le quotazioni. È sufficiente pensare a quanto accaduto nel 2021 in seguito all’introduzione dei divieti cinesi sul mining e il trading di criptovaluta, che hanno agevolato i movimenti verso il basso di BTC. Alle autorità statunitensi spetta anche l’arduo compito di aprire la strada all’istituzionalizzazione di BTC, che sotto molti aspetti non è più un’utopia.

2. Nuovi ETF su BTC

Nei mercati regolamentati americani sono già presenti degli ETF su BTC, anche se al momento nessuno di essi consente agli investitori di detenere direttamente porzioni della criptovaluta. Il prossimo anno potrebbe giungere un’importante novità su questo fronte: l’approvazione del primo Exchange Traded Fund spot su BTC, grazie al quale sarebbe possibile un’esposizione diretta al crypto asset. La maggior parte degli esperti si aspetta che la SEC esprima un parere favorevole nei confronti del nuovo strumento entro i primi sei mesi del 2022, ma si tratta di una data puramente indicativa. Sicuramente un ETF spot permetterebbe l’accesso al mercato regolamentato a molti investitori non professionali, per i quali gli attuali contratti presentano rischi troppo elevati a fronte di costi non molto contenuti. Non si esclude che nuovi ETF spot possano essere messi a disposizione anche in altre piazze finanziarie del pianeta.

3. Sviluppo della DeFi

Gli esperti concordano sul fatto che nel 2022 si assisterà a un ulteriore sviluppo dei progetti DeFi, che può determinare l’aumento nel medio e lungo periodo di molte altcoin quali Cardano, Polkadot, Solana, Avalanche e sopratutto Ethereum, che mantiene ancora un ruolo di notevole rilevanza nel settore. Le buone prospettive di crescita di tali valute digitali possono spingere molti trader a preferirle a Bitcoin, con la conseguente migrazione di capitale. Secondo il parere di alcuni tecnici, entro dicembre 2022 la capitalizzazione di mercato dell’intero paniere di altcoin legate alla finanza decentralizzata potrebbe valere fino a due volte quella di BTC. Anche gli NFT potrebbero rivestire il ruolo di «kingmaker» nella competizione tra Bitcoin e le valute digitali che consentono l’utilizzo di smart contract, tenendo a mente che nel 2022 il mercato mondiale dei token non fungibili sarebbe in grado di raggiungere nuovi massimi. Bisogna però precisare che il prossimo anno saranno implementate le funzioni per i contratti intelligenti sulla Blockchain di Bitcoin, fattore che, secondo le previsioni degli esperti, può facilitarne l’adozione da parte dei creatori di token non fungibili. Nel 2022 la competizione tra ETH e BTC si disputerà soprattutto in questo terreno di gioco.

4. Focus sul mining

Il mining di Bitcoin è un altro elemento del quale tengono conto le previsioni, specialmente in virtù dell’introduzione di una normativa ad hoc nelle nazioni in cui si concentra la maggior parte delle mining farm. In Russia le autorità hanno manifestato la volontà di andare incontro ai miners, sebbene la Banca Centrale Russa abbia consigliato al governo di vietare le transazioni in valute digitali, o quanto meno scoraggiarne l’uso tra la popolazione. Se nel 2022 il governo russo introducesse limiti all’estrazione o alla circolazione di token digitali, si rischierebbero forti contraccolpi sulle quotazioni di BTC. Nel vicino Kazakistan il governo sta invece pensando di alimentare le farm con nuove fonti energetiche, dato che le difficoltà riscontrate sulla rete elettrica nazionale rischiano di rallentare i processi di estrazione. Nel frattempo le aziende di mining operative sul territorio canadese e statunitense stanno annunciando nuovi piani d’investimento per l’ammodernamento delle apparecchiature e per l’abbattimento delle emissioni legate all’estrazione. L’individuazione di tecnologie in grado di ridurre l’impatto ambientale del mining possono rappresentare una valida leva per attirare investimenti da parte di grandi società o gruppi impegnati nella promozione della transizione energetica.

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