Smart Contract: cosa sono, come funzionano, opportunità

15 ottobre 2019 - 22:56 |
17 novembre 2020 - 09:10 |

Gli Smart Contract ai tempi della blockchain. Una guida completa su cosa sono in concreto, come funzionano e quali sono le opportunità per gli utenti.

Smart Contract: cosa sono, come funzionano, opportunità

Smart Contract è un termine che ricorre spesso quando si parla di criptovalute, soprattutto se l’argomento principale riguarda Ethereum. Se però da un lato tutti conoscono la criptovaluta Ethereum, lo stesso non si può dire per la nuova tipologia di contratti, su cui ancora c’è un po’ di confusione.

Di seguito spiegheremo il significato di smart contract, tracciando una loro breve storia. Illustreremo poi il funzionamento, prendendo spunto da alcuni esempi pratici.

Infine, dedicheremo un capitolo a parte sulle reali opportunità apportate e in che modo potranno influenzare nei prossimi anni la vita quotidiana di milioni di persone.

Cosa sono gli Smart Contract

Il significato letterale di smart contract è “contratti intelligenti”. In concreto, sono software basati sulla tecnologia blockchain.

Essi definiscono regole e penali di un accordo, allo stesso modo di un contratto tradizionale. La differenza sostanziale consiste nella presenza nel software delle funzioni if/then, le quali rendono automatico il pagamento al verificarsi di una determinata condizione.

Più in generale, gli smart contract aiutano le persone a scambiare denaro, trasferire proprietà e qualsiasi altra cosa di valore in modo trasparente e senza ricorrere ai servizi di un intermediario.

Smart Contract e notai

Sulla carta, essi permettono dunque l’esecuzione di transazioni credibili senza la presenza di notai o avvocati. La loro figura non sembra però essere a rischio, nonostante l’introduzione dei contratti creati e scritti sulla blockchain.

“Dal punto di vista giuridico - come osserva il notaio Michele Manente - lo smart contract non è idoneo a documentare la causa del contratto”. Altri due elementi controversi sarebbero l’applicazione delle norme sull’interpretazione del contratto e sulla risoluzione legale.

Per una convivenza pacifica, il notaio Manente suggerisce l’adozione dei cosiddetti contratti intelligenti soltanto per alcune parti esecutive, lasciando “la definizione generale al contratto scritto in linguaggio naturale”.

Quando nasce il concetto di Smart Contract

Il primo a teorizzare il concetto di smart contract fu Nick Szabo. Correva l’anno 1994.

Studioso legale e crittografo, Szabo si accorse che il registro (ledger) decentralizzato sarebbe potuto essere sfruttato per la creazione di “contratti intelligenti”.

Nick Szabo è una figura controversa nel mondo delle criptovalute. Sono in tanti, infatti, a sostenere che sia lui il leggendario Satoshi Nakamoto, considerato l’inventore di Bitcoin.

Smart Contract e Ethereum

Ethereum è la blockchain di riferimento per la creazione di smart contract, per questo motivo troviamo i due termini associati spesso insieme.

Vitalik Buterin, inventore di Ethereum, è andato oltre il concetto di semplice criptovaluta. All’interno della piattaforma che ha creato, i “contratti intelligenti” rappresentano una componente fondamentale.

Infatti, lo scopo principale di Ethereum è consentire ai partecipanti della rete di creare e pubblicare i contratti basati sulla blockchain. A testimonianza di ciò, è sufficiente ricordare che Ether (la criptovaluta) serve per far funzionare gli smart contract.

Dunque, un obiettivo molto diverso rispetto a quello di Bitcoin, nato come alternativa al denaro reale e oggi considerato da più parti come nuova riserva di valore (oro digitale).

Come funzionano gli Smart Contract

Il primo passaggio è la stipula di un contratto. Le due parti trascrivono poi le clausole in uno smart contract.

Successivamente, il “contratto intelligente” viene inserito nella blockchain. I partecipanti (i nodi della catena di blocchi) verificano l’esattezza delle informazioni riportate, quindi l’accordo digitale entra a far parte di un blocco.

A questo punto, gli utenti della blockchain validano il blocco tramite il meccanismo Proof of Work (PoW). Chi si occupa della validazione del blocco riceve a sua volta la criptovaluta Ether come ricompensa.

Terminata l’operazione, il blocco contenente lo smart contract viene aggiunto alla blockchain. Da qui in avanti la responsabilità di monitorare che le condizioni del contratto si verifichino nella realtà è affidata a un agente terzo (come ad esempio un’applicazione per smartphone).

Non appena l’app invia il segnale alla blockchain che una o più condizioni si sono compiute, quest’ultima rende automatica l’esecuzione dello smart contract.

Esempi di Smart Contract

Ipotizziamo l’acquisto di un telefono a rate da parte di un utente. La persona in oggetto decide di stipulare un “contratto intelligente” con il negozio di elettronica presso il quale ha completato l’acquisto dello smartphone.

Tra le clausole dello smart contract le due parti decidono di inserirne una relativa al mancato pagamento di una rata. Da contratto, l’utente non potrà usare il cellulare qualora dovesse rendersi inadempiente dal punto di vista del saldo delle rate.

Caso vuole che l’acquirente del telefono dopo un paio di mesi non riesca a liquidare un acconto mensile. Al verificarsi di tale condizione, la blockchain esegue in automatico la clausola. Il blocco dello smartphone avviene a livello software.

Esistono anche altri esempi di smart contract:

  • Spedizione in contrassegno. Poniamo il caso che in occasione del Black Friday un utente acquisti un nuovo televisore rivolgendosi a un e-commerce, decidendo di pagare alla consegna. Sarà poi responsabilità del vettore consegnare il denaro al venditore. Quest’ultimo passaggio nasconde però delle criticità. Il vettore potrebbe essere derubato oppure tenersi il denaro. Se, invece, i due attori principali della compravendita scelgono di redigere uno smart contract si andrebbe a escludere l’ultima parte. Nel caso specifico, si pensi a un contratto che includa la somma complessiva del televisore e, contemporaneamente, verifichi lo stato della spedizione. Quando lo status passa a consegnato, la blockchain esegue in automatico il trasferimento del denaro al venditore.
  • Compromesso acquisto casa. Una coppia di giovani decide di acquistare un immobile usato, condizionando il pagamento dell’abitazione alla concessione del mutuo. Il venditore accetta, ma vuole altresì stipulare un compromesso, legandolo alla sospensiva del mutuo. In uno smart contract ideale verrebbe incamerata la somma richiesta al compromesso, in aggiunta a una tipica clausola if/then: se il mutuo viene accettato dalla banca, allora il denaro richiesto viene trasferito in automatico al proprietario dell’immobile. All’interno del contratto intelligente possono inoltre essere inserite anche condizioni temporali, come una precisa data di scadenza oltre la quale il contratto non è più valido. Se, ad esempio, i contraenti sono d’accordo, il contratto può prevedere che qualora la banca non dia una risposta definitiva sulla concessione del mutuo entro una data limite, tutte le clausole presenti nell’accordo vengono annullate.

Quali sono le opportunità degli Smart Contract

Autonomia rispetto a un’entità terza (intermediario) e conseguente risparmio di denaro e tempo, sicurezza dei dati e un’accuratezza maggiore rispetto ai contratti tradizionali sono le principali opportunità offerte dagli smart contract.

Spieghiamo nel dettaglio ciascuna di esse.

Autonomia

In linea teorica, uno smart contract esclude l’intervento di un intermediario, come quella dell’avvocato. Le condizioni sono inserite da ciascun contraente, non c’è bisogno di un notaio per confermare le clausole aggiunte né di un esecutore terzo.

Tutte le operazioni vengono infatti gestite dalla blockchain in maniera automatica. È lei a incamerare il contratto con le eventuali somme di denaro congelate, ed è sempre lei ad attivare una clausola non appena viene accertata la sua concretizzazione.

Risparmio

La seconda opportunità è una diretta conseguenza della prima. L’impiego di un intermediario comporta un onere a carico di una o entrambe le persone che stipulano un accordo.

Tutto questo viene a decadere se si decide di scrivere uno smart contract utilizzando una delle tecnologie disponibili al momento. La maggior parte di utenti si serve della piattaforma Ethereum.

Sicurezza

La blockchain è uno dei più grandi contributi alla sicurezza dei dati. Per questo motivo, i “contratti intelligenti” e le informazioni contenute in essi sono molto più sicuri rispetto a quelli tradizionali.

Gli elementi che vanno a costituire le condizioni contrattuali sono crittografati, così come succede ad esempio per i messaggi scambiati su Telegram.

Accuratezza

I contratti compilati a mano possono essere soggetti a errori o difetti che minano il contenuto stesso dell’accordo. Una situazione che, invece, non si verifica in ambiente informatico.

Da questo punto di vista gli smart contract possiedono un’accuratezza sensibilmente maggiore.

Se desiderate conoscere le altre potenzialità della tecnologia blockchain, vi invitiamo alla lettura di un nostro articolo in cui tratteggiamo lo scenario riguardante la tokenizzazione della società.

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