Bini Smaghi (Société Générale): Sovranità Italia a rischio fuori dall’Euro - VIDEO

Secondo il presidente di Société Générale, ex membro del comitato esecutivo Bce, l’euro ha fatto bene all’Italia e l’Unione fa la (vera) forza. Una moneta indipendente creerebbe inflazione e distruggerebbe i risparmi.

“L’Italia perderebbe la sua sovranità uscendo dall’Euro e non continuando a farne parte”. É Lorenzo Bini Smaghi il protagonista della decima puntata di “Testa o Croce”, il format di Money.it che indaga le ragioni di favorevoli e contrari alla permanenza italiana nell’Euro. Economista e oggi presidente di Société Générale, Bini Smaghi è stato membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea dal giugno 2005 al 10 novembre 2011.

I nostri problemi? Non sono colpa dell’Euro

“Il dibattito sull’Euro in gran parte si svolge a livello nazionale, e sono in pochi quelli che difendono la moneta unica. Si tende quindi ad attribuire all’Europa tanti dei nostri problemi: le istituzioni europee sono considerate entità lontane da noi, estranee al dibattito economico. La moneta, però, è la stessa per tutti, e se le cose vanno bene in un Paese ma non in un altro significa che il problema è da ricercare altrove”.

Perché L’Italia cresce meno rispetto alla media europea? “Economicamente parlando non ha fatto certe riforme che invece altri Paesi hanno avuto il coraggio di avviare. Il rallentamento o, meglio, il ristagno dell’economia italiana risale alla seconda metà degli anni ‘90, periodo caratterizzato da un’accelerazione dell’economia mondiale verso una maggiore globalizzazione, il progresso tecnologico, l’integrazione. L’Italia non ha agganciato il processo come altri Paesi, sempre caricata da un debito pubblico elevato, e non ha dato abbastanza importanza alla sua riduzione.

Con l’ingresso nell’euro ha abbandonato quasi subito la politica di risanamento fiscale così, quando è arrivato lo shock della grande crisi del 2007-2008 è stata più penalizzata di altri. Pensiamo al Belgio: aveva la stessa zavorra, ma con alcuni surplus annuali è arrivato alla crisi con un debito molto inferiore al 100%.

Al di là dell’euro, il nostro Paese ha avuto difficoltà a riformarsi e adottare politiche che facessero aumentare la produttività e i salari in modo sostenuto. Se le avessimo messe in atto oggi ci troveremmo in una situazione più competitiva.”

L’aiuto della Bce

Gli interventi della Banca centrale hanno attenuato queste problematiche italiane? “La politica monetaria della Bce viene fatta per l’intera Unione e non per un singolo Paese. L’Europa ha avuto una crisi più lunga di quella americana e dunque c’è stato bisogno di politiche di sostegno che hanno fatto bene ai Paesi più in difficoltà come il nostro. In Italia tassi a zero non si erano mai visti. Abbiamo avuto il minimo storico degli interessi sul debito, al 3,5% del Pil. Negli anni 70-80 con un debito inferiore rispetto ad oggi, gli interessi arrivavano all’8%. L’Euro ci ha fatto bene e ci ha fatto risparmiare: con la lira avremmo dovuto fare manovre restrittive molto più forti”.

Moneta e inflazione

“Le banche centrali stampavano moneta, creavano inflazione con cui pagavano il debito pubblico. L’inflazione è una specie di tassa sulla liquidità. Il dibattito politico per il suo contenimento è nato dal fatto che questa tassa non viene approvata in modo trasparente dal Parlamento come le altre tasse, è un qualcosa di occulto che penalizza i più deboli, chi non può proteggersi.

Si è deciso quindi che in una società avanzata questa tassa occulta non avrebbe potuto più superare il 2%. Ed allora si è dato il compito a una istituzione indipendente di non far superare questa soglia. Nel tempo è stato un meccanismo molto efficace con il raggiungimento della stabilità economica monetaria che facilita gli investimenti evitando incertezze per famiglie e imprese.

La Banca centrale europea vigila affinché la circolazione monetaria sia in linea con il livello di inflazione. Certo, il governo di turno sarebbe avvantaggio, in teoria, nel tornare a stampare moneta, creando però inflazione, riducendo i salari ed il valore delle obbligazioni per poter spendere di più. I risparmiatori prima o poi tornerebbero alla carica per chiedere più trasparenza.”

Guarda anche l’intervista a Paolo Manasse: “Senza Euro faremmo la fine del Venezuela”

Signoraggio positivo

“Il signoraggio non è altro che il rendimento dei titoli acquistati dalla Banca centrale europea con l’emissione di moneta. Questo rendimento finisce nei tesori nazionali. Aver trasferito sovranità monetaria a livello europeo non cambia niente da questo punto di vista, anzi essendo l’Euro una moneta molto credibile e con una maggiore circolazione monetaria, la quota di signoraggio che va all’Italia è molto elevato e rilevante.

La Bce ha come obiettivo la stabilità dei prezzi, non può emettere moneta senza obiettivo. Se ciò accadesse (come già succede in alcuni paesi dell’America Latina e dell’Africa), si verificherebbe il deprezzamento e non ci sarebbero vantaggi immediati. La Banca centrale non ha limiti ai propri mezzi ma ha limiti al proprio mandato. Non è stata democraticamente eletta, è un organismo indipendente e dunque per evitare abusi deve rispondere ai dettami del suo mandato preciso, che è quello di tenere l’inflazione non oltre il 2%”.

Integrazione europea da completare

“Con l’unione monetaria gli stati nazionali hanno ceduto una parte di sovranità che ora condividono. Quali sono i poteri che dovrebbero ulteriormente cedere? Bisogna comprendere che gli strumenti nazionali sono meno efficaci rispetto a quelli europei. Per cedere ulteriori poteri occorre però una consapevolezza democratica, potrebbe essere il momento giusto per farlo.

Con l’unione monetaria alcuni economisti dissero che serviva anche una vigilanza europea ma molti governi ed autorità non la vollero fare. C’è una certa gelosia o ritrosia a cedere tutti i poteri. Dopo la crisi finanziaria si è visto che senza vigilanza europea il sistema non funziona, serviva un sistema bancario integrato.

Nel 2014 si è deciso di creare l’unione bancaria e di condividere anche la regolamentazione bancaria, ma oggi ci sono tanti pezzi che dovremmo aggiungere come l’integrazione fiscale e politica. Questo però porterebbe a un ulteriore svuotamento degli stati nazionali. Un processo complicato quello dell’architettura finanziaria, perché è un processo democratico che richiede condivisione da parte i tutti i paesi”.

Sovranità a rischio senza euro

Se l’Italia uscisse dall’Euro dovrebbe uscire anche dall’Europa. Andrebbe infatti incontro al default nei confronti degli altri paesi europei e difficilmente potrebbe rimanere all’interno del’Ue.

Con una sua moneta indipendente cosa potrebbe fare? Svalutare, creare inflazione e distruggere i risparmi. Guardiamo la Gran Bretagna con la Brexit, ma l’uscita è molto complessa per un piccolo Paese come il nostro, abitato da 60 milioni di persone in un pianeta che ne ha 7 miliardi.

La forza è data invece dal rimanere in Europa, fare massa critica per ottenere i migliori rapporti commerciali e facilitare la cooperazione internazionale, per stabilire regole ottimali sui mercati finanziari.

Facciamo parte dell’area più ricca del mondo, perché dovremmo andarcene? Perderemmo inoltre quella sovranità che i No Euro dicono di salvaguardare uscendo dall’Unione: ci sarebbe una crisi di così grandi dimensioni che saremmo costretti a chiedere aiuto agli altri per soddisfare i nostri requisiti finanziari, con un debito del 130% e ogni mese stipendi pubblici, pensioni e servizi come la sanità da pagare: in un caos di questo tipo sarebbero fortemente a rischio.

In caso di uscita dell’Italia gli altri Paesi europei probabilmente cercherebbero maggiore coesione, rafforzerebbero i legami di solidarietà, farebbero un passo avanti in favore di una ulteriore integrazione politica. L’idea che senza Italia salti tutto il sistema Ue non mi sembra molto ragionevole”.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Lorenzo Bini Smaghi

Condividi questo post:

Bini Smaghi (Société Générale): Sovranità Italia a rischio fuori dall'Euro - VIDEO

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.