Fabio Zoffi: uscire dall’Euro non ha senso, il vero tema è la rivoluzione tecnologica (VIDEO)

La Germania sta peggio di noi con un’Italia che potrebbe essere protagonista ma si perde nel fare marketing negativo di se stessa. Il tema cruciale non è l’Euro ma saper cavalcare la rivoluzione tecnologica. Parola di Fabio Zoffi, imprenditore italiano di successo, nella nuova puntata di Testa o Croce

Basta delegare. L’Italia avrebbe tutte le capacità e le risorse per tornare ad avere un grande ruolo in Europa, difendendo davvero i propri interessi anche di fronte ad una Germania la cui situazione interna è decisamente peggiore di quella che viene propagandata all’esterno. Questo lo sa bene Fabio Zoffi, imprenditore italiano che da 26 anni vive a Monaco Di Baviera: è presidente di Ors Group che opera nel campo dell’intelligenza artificiale. Nella nuova puntata di «Testa o Croce» affronta il tema dei limiti e delle potenzialità dell’Europa, delle reali condizioni della Germania e di come affrontare la rivoluzione tecnologica in corso.

L’Europa, il posto più bello dove vivere

L’Europa è il posto più bello del mondo dove vivere oggi, abbiamo qualità di vita, ricchezza culturale e gastronomica che da altre parti se le sognano. L’Europa è un esperimento unico nella storia, in grado di mettere insieme cittadini di Paesi e lingue diverse. Dobbiamo continuare a ragionare in termini europei per mantenere quanto di bello creato, migliorando il sistema. Non possiamo delegare il nostro futuro solo a chi eleggiamo di volte in volta, ognuno di noi dovrebbe interessarsi di politica, di società , di senso civico e con i propri talenti contribuire all’Europa che vogliamo senza passare il tempo a lamentarsi di ciò che non va. Critico alcuni amici che quando si tratta di problemi familiari si impegnano per cambiare le cose, quando invece si tratta di migliorare la società questo non accade. Sarebbe bello vedere meno tempo sui social media e più gesti per migliorare il nostro futuro. Bisogna rimboccarsi le maniche ognuno con le proprie capacità.

Italia troppo emarginata

Detto questo non possiamo negare i problemi. Bisogna chiedersi chi ha votato l’introduzione in Costituzione del vincolo di bilancio, cominciamo a dare le responsabilità a chi le ha. Oggi c’è un Parlamento Ue che non si sa bene cosa faccia, ci sono comitati con rappresentanti di vari governi dove si prendono le vere decisioni. Alla Bce ci sono druidi eletti non si sa da chi. Ci sarebbero gli strumenti per influenzare e vedere di cambiare le cose. Vorrei vedere un milione di persone nelle piazze e dire in modo pacifico che questo sistema non va bene. Perché non lo fanno? Quanto tempo invece le persone trascorrono su Facebook? Il senso civico dov’è?
L’Italia è una valle di talenti imprenditoriali e spirituali che altri Paesi non hanno, abbiamo la maggiore varietà di flora e fauna del mondo, una ricchezza culturale elevatissima: c’è solo il problema di non saper fare gioco di squadra e di mettere in atto troppo marketing negativo di noi stessi anche all’estero, quando gli altri Paesi riescono a raccontarsi molto meglio. L’Italia ha la possibilità di rimanere in Europa giocando una partita di primo piano.
Gli altri Paesi riescono a occupare le posizioni che contano in Europa, anche burocratiche, l’Italia purtroppo in questo non è brava. Abbiamo il destino nelle nostre mani, sta a noi giocare la partita al meglio. Anche gli altri Paesi sarebbero felici di vedere un’Italia in grado di tornare ad avere una leadership concreta.

Moneta virtuale parallela senza uscire dall’Euro

Uscire dall’Europa non è la stessa cosa che uscire dalla moneta unica. Vediamo già quanto è difficile il caso della Brexit. Il tema dell’uscita non ha molto senso per l’Italia, per i vari di meccanismi del mercato unico. La politica monetaria è un potere fortissimo sottratto ai Paesi. Non credo che la soluzione sia quella di uscire dall’Euro. Fin dal 2011 fui propulsore di una moneta parallela che chiamai BitEuroLira, valuta digitale con la tracciabilità perfetta, in modo da eliminare due mali italiani: evasione fiscale ed economia sommersa. Vedo oggi degli economisti importanti che propongono questa terza via che potrebbe essere molto intelligente. Il tema cruciale non è la stampa della moneta ma la sua distribuzione La mia idea era quella di un piano nazionale di investimenti per aumentare la produttività e la creazione di posti di lavoro ammodernando il Paese dal punto di vista tecnologico. Ci dovrebbe essere un comitato con un board member non italiano per evitare casi di malagestione, con investimenti intelligenti in tutta la penisola. Rendendo pubblici i dati, ogni cittadino potrebbe vedere come gli imprenditori utilizzerebbero i soldi. Le soluzioni ci sono, i meccanismi di implementazione diventano il fattore differenziante.

Cittadinanza, passaporto e imposta comune

L’Euro non ha cambiato granché per gli imprenditori. La moneta unica è un formidabile collante per tenere insieme dei Paesi che si sarebbero altrimenti divisi. Condivido l’idea dei padri fondatori, l’integrazione europea richiederà alcune generazioni per essere completata. Fatta l’Europa, bisogna fare gli europei. Servono leader intelligenti per arrivarci. Perché non introduciamo il passaporto europeo, dando a tutti la cittadinanza europea? Perché non avere una prima imposta comune che venga raccolta a livello centrale e redistribuita in modo intelligente? Sarebbero due passi concreti. Alcuni economisti hanno proposto un’assicurazione europea contro la disoccupazione. Le idee sono tante, bisogna iniziare a metterle in pratica.

I falsi miti sulla Germania

Fui uno dei primi a raccontare che in Germania sono molto bravi a raccontare una storia diversa dalla realtà. La Deutsche Bank è vicina al fallimento. C’è poi un’analisi di un istituto tedesco di Amburgo che analizza il vero debito pubblico di tutti i Paesi europei prendendo sia il debito esplicito che quello implicito. Se andiamo a sommarli viene fuori che la Germania ha un tasso di indebitamento rispetto al Pil superiore a quello italiano: sta nascondendo dei debiti che dal 2020 dovrà iniziare a pagare. C’è un libro che andrebbe tradotto in italiano, scritto da un rinomato economista tedesco che si chiama “L’illusione tedesca”: mostra quanto sia sbilanciato il modello della Germania, con poche e grandi imprese che fanno export generando più del 50% del Pil, quasi 18 milioni di lavori atipici che non permettono alle famiglie di arrivare a fine mese e quindi il massiccio ricorso al sussidio di Stato.
Un modello che sta esasperando le differenze all’interno del Paese: con la moneta unica la Germania sta tenendo un modello deflattivo che è un gioco a somma zero all’interno dell’Europa.
La Germania è un Paese con tanti centri di potere, modello imposto dagli americani per evitare che si ripetesse la storia. Non comanda la Merkel ma i tedeschi sono bravi a difendere i loro interessi occupando le caselle burocratiche europee per poterlo fare. L’Italia potrebbe fare la stessa cosa e mi piacerebbe iniziasse a farlo.
Il sistema tedesco bancario sta molto male. Alcune casse di risparmio hanno sperperato il surplus commerciale delle imprese, comprando titoli spazzatura ed il debito greco: chi ci rappresenta dovrebbe ricordare queste storie ad ogni tavolo di trattative europee. Anche perché dopo aver salvato le banche tedesche hanno impedito di fare lo stesso con quelle italiane. Non ho visto rappresentanti italiani alzare la voce e dire queste cose. Perchè?

Ma quale Euro, il vero tema è la rivoluzione tecnologica

Siamo in un punto di flesso nella storia dell’umanità con un’accelerazione tecnologica spaventosa: intelligenza artificiale, blockchain, quantum computer. Mentre nel passato riuscivamo sempre a riciclare i cervelli, nei prossimi 20-30 anni avremo una società con un modello produttivo dominato dall’automazione spinta con robotica e intelligenza artificiale. I posti di lavoro spariranno per 7-10 miliardi di persone e limitati a scienziati in grado di manipolare la fisica quantistica o il Dna. Cosa facciamo? Il tema non è dunque l’Euro ma come poter usare le stesse tecnologie per facilitare l’imprenditorialità diffusa, sostituendo le catene del valore centralizzate con altre decentralizzate dove gli algoritmi generano lo stesso livello di efficienze che solo le grandi organizzazioni riescono ad attuare. Dobbiamo tornare ad un modello che ci apparteneva, con miliardi di piccoli imprenditori.

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