Bill Gates lancia l’allarme sulla guerra commerciale: è spaventosa

Bill Gates esprime tutte le sue preoccupazioni per la guerra commerciale. Secondo il cofondatore di Microsoft potrebbe mettere in serio pericolo la crescita economica

Bill Gates lancia l'allarme sulla guerra commerciale: è spaventosa

Le attuali tensioni commerciali sono inquietanti.
È questo il pensiero di Bill Gates sulla battaglia a colpi di dazi - vera e propria guerra commerciale - che sta coinvolgendo in primis le due maggiori economie del mondo, Cina e USA, ma anche UE, Canada e Messico.

Secondo il cofondatore di Microsoft la situazione attuale può avere influenze molto serie sulla crescita e sull’occupazione a livello mondiale.

L’affermazione arriva di pari passo con l’ultimo annuncio della Casa Bianca relativo alla questione: a partire dal 23 agosto gli USA imporranno nuovi dazi contro la Cina, sulla base di una lista di 279 beni da colpire.

Bill Gates sulla guerra commerciale: “spaventosa”

Secondo Gates anche se al momento l’economia globale mostra buona salute, potrebbe essere influenzata dal capitolo dazi, che l’imprenditore statunitense definisce “spaventoso”, perché in grado di rallentare la crescita.

Il tutto a seguito del ciclone scatenato dal Presidente USA Donald Trump, che ha dato una vera e propria scossa agli scenari commerciali imponendo le prime tasse a carico di Cina, UE, Messico e Canada.

Solo la scorsa settimana, la Cina si è detta pronta a nuove tariffe sui prodotti USA per 60 miliardi di dollari, in risposta ai 200 miliardi di Pechino già da tempo nel mirino della Casa Bianca.

Secondo Gates, questa situazione di rappresaglie e controrappresaglie a livello tariffario potrebbe “degenerare” fino a costituire un peso per la crescita, l’occupazione e, di conseguenza, per l’economia in senso più ampio.

Di recente figure chiave in ottica economica e diverse organizzazioni hanno lanciato il loro allarme sulle attuali tensioni. Secondo Erin Ennis, vicepresidente senior dello U.S. China Business Council, la minaccia si fa sempre più concreta per i consumatori, andando a gravare sulla “maggior parte dei portafogli americani”.

L’FMI ha stimato una possibile riduzione della crescita pari allo 0,5% entro il 2020, qualora il clima di minacce dovesse proseguire sugli scenari internazionali. Mentre l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha pubblicato a luglio un report che ha mostrato un repentino aumento delle restrizioni commerciali nell’ultimo anno tra i paesi del G20.

Il direttore generale dell’OMC, Roberto Azevedo, ha definito i timori “realistici” e notato come il riflesso dei dazi cominci a vedersi in “alcuni indicatori economici chiave”.

“Questa continua escalation rappresenta una seria minaccia per la crescita e la ripresa di tutti i Paesi”.

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